Roma, 16 ott. (Labitalia) - La crisi economica collegata all’emergenza sanitaria sta colpendo tutti i mercati su scala globale e di certo il 2020 sarà ricordato come un 'annus horribilis' per tante ragioni. Eppure, nonostante le difficoltà, il comparto dell’elettronica è tra i pochi ad aver dimostrato un calo contenuto e, soprattutto, ad avere le carte in regole per poter uscire più rapidamente dalla crisi. La spinta sull’acceleratore nei processi di innovazione e digital transformation in tutti i settori applicativi, la pervasività dell’elettronica, la necessità di ricorrere a sistemi sempre più intelligenti (Internet of Things, Big Data e Intelligenza Artificiale in primis), ma anche più efficienti (grazie all’elettronica di potenza ad esempio), permetteranno al comparto una ripresa più rapida.Stando all’ultimo rapporto di mercato Assodel (Associazione Distretti Elettronica - Italia) - presentato durante un incontro ieri realizzato in doppia modalità (in presenza e online) - dopo un primo trimestre calato del -4,5%, il secondo trimestre ha registrato una diminuzione del -19,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e il terzo trimestre un ulteriore -12,8%. Il 2020 chiuderà molto probabilmente con segno negativo. Nonostante questo, le previsioni per i prossimi due anni aprono delle opportunità enormi per la nostra industria.Innovazione e digital transformation diventeranno, infatti, lo strumento d’azione necessario per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica, sostenibilità ambientale e digitalizzazione stabiliti dal Green Deal e dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) negli ambiti industria, edifici e mobilità. Le tecnologie saranno alla base della transizione energetica e del cambio di paradigma verso un modello di società digitale e sostenibile. In questo senso, un’opportunità per ridisegnare l’economia del Paese è rappresentata dal Recovery Fund che in questi giorni è sui tavoli di discussione.L’Unione europea destinerà infatti 209 miliardi all’Italia ponendo dei vincoli chiari su dove allocare le risorse ovvero su digitalizzazione, transizione verde e sulla industria 4.0. "Il 70% del valore del Recovery Fund dovrà essere impegnato entro il 2021-22 - ha commentato Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa - e comunque le spese andranno sostenute entro il 2026, attraverso politiche chiare e una progettazione puntale e concreta. Questo programma di incentivi e fondi europei potrà ridare forza alle nostre filiere e ripristinare il potenziale di crescita delle economie dell'Unione europea, creando nuove opportunità di lavoro e nuove figure professionali".A chiusura dell’incontro, Assodel ha annunciato che darà vita, oltre al tradizionale Osservatorio di mercato con le analisi trimestrali sull’andamento del comparto dell’elettronica in Italia, che dal 2021 sarà consultabile anche in forma digitale da remoto, anche a un Osservatorio sulle applicazioni Smart, partecipando, tra le altre cose, al tavolo di lavoro di Regione Lombardia su 'smart mobility e AI' e ai vari gruppi di lavoro smart city e smart building.

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