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Sanda Pandza: uguaglianza e identità per la rinascita della sinistra

Eccezionalmente è una donna, Sanda Pandza, fuggita a 19 anni dalla non vita imposta dal comunismo nella ex-Jugoslavia di Tito, a indicare e proporre la agognata via d'uscita dalla conclamata crisi di identità della sinistra italiana ed europea, prigioniera dell'ideologia neoliberista: la vita ritrovata, vissuta per aver realizzato l'identità di donna, "di essere umano, dice, uguale e diversa dall'uomo", e con essa l'identità professionale e sociale, laurea in Lingue e Letterature straniere e top wedding planner, organizzatrice di matrimoni, ben 400 all'attivo tra cui quello di Tom Cruise. 

Autrice di Una ragazza con la valigia per L'Asino d'oro edizioni che sarà presentato domani a Roma, la Pandza, arrivata in Italia nel 1991, all'inizio della guerra civile in Jugoslavia, la più cruenta e feroce di tutti i tempi, espone, in un italiano limpido e seducente pur non essendo la sua lingua madre, l'antidoto per la rinascita della sinistra: "una rivoluzione del pensiero e il primo pensiero nuovo è l'uguaglianza biologica, per nascita, di tutti gli esseri umani che solo dopo diventano diversi".

Gli anni della non vita per la privazione della libertà di pensiero, di espressione, di ricerca personale, imposta dal regime autoritario edificato da Tito sul culto della personalità, sono stati oggi pienamente riscattati e non le hanno impedito di conquistarsi la vita ritrovata, vissuta. Lontanissimi gli anni tristi in cui si imparava a memoria e si ripeteva come filastrocca: “lavoriamo come se dovessimo vivere cent'anni. Ma allo stesso modo prepariamoci, come se la guerra dovesse iniziare domani". E noi lì a imparare come si indossa una maschera antigas, con il sorriso.

Eppure la conquista della vita ritrovata, vissuta è oggi per la Pandza un dato di fatto e non certo dovuto a un miracolo, nè all'intervento del divino, ma per la separazione, maturata nei seminari di Analisi Collettiva di Massimo Fagioli, dal comunismo anche da quello di Tito abbellito dal non allineamento all'Urss.   

Ridotta l'uguaglianza a un fatto puramente esteriore e materiale, visibile nelle sterminate sfilate e parate militari, l'altra grande questione elusa dal comunismo per l'ibrida storica alleanza con il pensiero religioso e il logos occidentale, la razionalità, è aver incentrato tutta la sua azione, sottolinea la Pandza, "sulla soddisfazione dei bisogni (una casa, un vestito, un pasto per tutti) ma tralasciando le esigenze, la libertà di pensiero prima di tutto". E anche la qualità della vita o il tempo libero per sé e per gli altri.

Con maestria e grande padronanza di se, la Pandza dà, nel romanzo autobiografico, a suo padre il ruolo di impersonare il torto che il comunismo ha fatto all'essere umano: essersi concentrato solo sulla soddisfazione dei bisogni primari, sul lavoro duro, e aver trascurato le esigenze più profonde degli individui e il ruolo centrale dei rapporti umani, per la realizzazione di se stessi. Insomma, aggiunge l'organizzatrice di matrimoni nel Castello Odescalchi di Bracciano, centellinando le parole, il comunismo,"ha spogliato l'essere umano della sua identità specifica di essere un essere umano: la rivoluzione del pensiero sta allora nel realizzare a monte di una identità sociale e politica, l'identità umana propria”.

Un passaggio questo che anche il '68 nella sua falsa rivolta, in nome di una libertà generica, al comunismo, mancò clamorosamente degradando prestissimo nella droga e nel terrorismo e trovando rifugio nella religione e nella stessa borghesia mai messa seriamente in discussione.

Così giorno dopo giorno ecco emergere la risposta giusta: la speranza, la possibilità concreta che da e per rapporti interumani validi, ce la si fa a ritrovare la propria identità umana. E' quel che accade a Petra la timida e spaurita bambina e poi ragazza di Spalato che all'apparenza ha una vita simili agli altri adolescenti e un rapporto conflittuale con i genitori. Ma questa è "la non vita" che opprime e debilita. Oggi quella ragazza smarrita è diventata altro: certa di se stessa, elegante e affabile si toglie gli abiti da puntigliosa perfezionista per mostrarsi per quel che realmente è, ossia una donna e professionista assai colta, dal gran cuore, e profondamente semplice.

Detto che la libertà di pensiero è un valore assoluto, si deve tener fermo che “l'identità umana propria viene prima di quella sociale”, se si vuole, avverte la Pandza, riferendosi a "l'idea della nascita umana" di Fagioli, ri-costruire, dalle macerie di quel muro crollato nell'89 e di quel che è stato distrutto dalla disumana guerra nella ex-Jugoslavia, una sinistra nuova, irrazionale, e fortemente laica.

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sanda pandzalibrouna ragazza con la valigia
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