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Giambruno: "Se non ti ubriachi non ti stuprano". Bufera sul compagno di Meloni

Giambruno ancora nella bufera, questa volta per una frase su chi è vittima di stupri: "Se vai a ballare e perdi i sensi poi il lupo lo trovi"

Andrea Giambruno torna nella bufera, questa volta la frase pronunciata dal giornalista riguarda la vicenda degli stupri. Ieri il compagno di Meloni ha preso posizione durante la puntata de Il diario del giorno, programma che conduce su Rete 4, con - si legge sul Fatto Quotidiano - parole tipiche della logica del victim blaming, cioè la tendenza a colpevolizzare la vittima. "Forse - dice Giambruno - dovremmo essere più protettivi nel dialogo e nel lessico. Se vai a ballare, tu hai tutto il diritto di ubriacarti – non ci deve essere nessun tipo di fraintendimento e nessun tipo di inciampo – ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi". Il rientro dalle vacanze di Giambruno si fa notare per un'altra uscita discutibile che rischia di mettere in imbarazzo la premier.

Dopo le polemiche estive relative al suo negazionismo sul cambiamento climatico ("È luglio, ha sempre fatto caldo") e le sue accuse al ministro della Sanità tedesco Lauterbach in vacanza in Italia ("Se fa troppo caldo, stai a casa tua nella Foresta Nera"), adesso scoppia un nuovo caso. Giambruno - prosegue Il Fatto - si sofferma sul concetto di autotutela chiedendo un approfondimento a Senaldi di Libero che dice di non voler essere frainteso e condanna i violentatori.

LE PAROLE DI GIAMBRUNO. VIDEO

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Poi però aggiunge: "Le ragazze hanno il diritto di non essere violentate ma purtroppo la realtà non rispetta i diritti – dice il giornalista –, quindi non devono perdere conoscenza e devono frequentare contesti meno pericolosi possibili. È giusta la frase: nessuno ha il diritto di violentare nessuno, ma non è detto che questo non accadrà". Qui - continua la descrizione de Il Fatto - interviene Giambruno che condivide le parole di Senaldi (“stai parlando più da padre che da giurista") e aggiunge: "Hai ragione, perché uno a sua figlia magari dice: non salire in macchina con uno sconosciuto perché è verissimo che tu non debba essere violentata, perché è una cosa abominevole. Ma se eviti di salire in macchina con uno sconosciuto magari non incorri in quel pericolo".

Giambruno, polemiche su di me ridicole e strumentali

"Faccio una precisazione a titolo personale e di un gruppo di lavoro che lavora per l'azienda che mi ospita. Nelle ultime ore sta impazzando una polemica surreale, mi è doveroso precisare che nessuno ha giustificato l'atto, anzi sono stati utilizzati termini precisi: "abominevole" per l'atto e "bestie per gli autori". Lo ha detto il giornalista di Rete 4 Andrea Giambruno - compagno della premier Giorgia Meloni - nel corso della sua trasmissione "Il diario del giorno", commentando le polemiche che l'hanno travolto a seguito delle sue affermazioni circa i casi di stupro di Palermo e Caivano. Per Giambruno le sue parole sono state utilizzate "in maniera strumentale" e "in maniera surreale, distorcendo la realtà e lo stanno facendo o perché in mala fede o perché hanno seri problemi di comprendonio. A chi va a ruota consiglio di seguire la puntata, mettiamo fine alle polemiche, stiamo rasentando il ridicolo e la politica ha di meglio da fare che occuparsi di uno spazio giornalistico", ha concluso Giambruno.

Giambruno nella bufera, pioggia di critiche da parte del M5s e del Pd

L’attenzione va posta sui “carnefici”, non su “come devono comportarsi le vittime” è il filo che unisce le critiche a Giambruno da parte di parlamentari ed esponenti dei partiti di Conte e della Schlein. “Proprio non ci riescono a non colpevolizzare le donne. La violenza è sempre un po' colpa loro. Non uscire da sole, non andare dove è buio, non vestirti in modo provocante. Adesso ce lo spiega anche Giambruno: se non ti ubriachi non ti stuprano Hai tutto il diritto di ubriacarti ma se eviti di farlo... E niente, alla fine si giudicano le donne e i loro stili di vita. Non è possibile, non è più tollerabile”, dichiara la senatrice del Pd Cecilia D’Elia, vicepresidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio.
Sulla stessa linea il collega Marco Furfaro: “è una concezione sbagliata del rispetto e della libertà delle persone. E un'idea di educazione - afferma il componente della segreteria nazionale dem - che va esattamente nel senso contrario a quello che serve”.

Affonda il colpo Alessandro Zan, deputato e responsabile diritti della segreteria nazionale Pd: “Prima di Caivano – dichiara - ci si deve augurare che Meloni affronti la questione in casa propria, spiegando a Giambruno che colpevolizzare le vittime di una violenza, tanto più in diretta tv, è una pratica barbara e perversa, che scaturisce dai peggiori stereotipi machisti e patriarcali”. Levata di scudi anche dalle parlamentari del Movimento 5 Stelle che giudicano “inaccettabili e vergognose” le parole di Giambruno perché sono una “rappresentazione plastica di una cultura maschilista e retrograda che costituisce il terreno di coltura dei comportamenti violenti, dei soprusi che tantissime donne ogni giorno sono costrette a subire”, lamentano le esponenti pentastellate nella commissione bicamerale d'inchiesta sul Femminicidio Stefania Ascari, Anna Bilotti, Alessandra Maiorino e Daniela Morfino.

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