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Podcast, nel 2021 impazza la febbre in Italia: ma il mercato vale solo 20 mln

Podcast, oltre 11 mila nuovi titoli all'anno: ad attrarre gli investitori soprattutto il basso costo di produzione

I podcast hanno conquistato anche l’Italia. Ci sono le grandi piattaforme come Spotify, Audible, Spreaker, Apple Music, Amazon Music (che anche se ha Audible fa comunque dei podcast pure per conto suo), Storytel o la nuova RaiPlay Sound che commissionano in Italia alcuni podcast, di solito a tema crime, Gen Z o sport, e li pagano mediamente 20 mila euro. Spotify, ad esempio, ne commissiona poche decine all'anno, e versa ai produttori un range tra i 10 e i 50 mila euro a podcast. Poi ci sono i grandi editori, che hanno ricche collane di podcast, molti gratuiti, e provano a trasformare questa attività in un business collaterale: un chiaro esempio è Gedi con la neonata One Podcast, o il Corriere Daily podcast, le radio di Mediaset con la evoluzione di United music che sarà presentata al Festiva di Sanremo.

Ci sono anche le aziende, col branded content, o grandi gruppi (in genere bancari) che poi aprono vere e proprie piattaforme di distribuzione, tipo Intesa Sanpaolo on air, tra le più attive nella realizzazione di podcast come strumento di comunicazione e fidelizzazione della clientela. E ovviamente, sulla Penisola, stanno crescendo tante società e brand specializzati nella produzione di podcast, attività che è il loro vero core business. Nomi come Dopcast, Chora, Kidney Bingos, Will Media, Storie libere, Piano P, Sirene Records, Voisland, per citarne solo alcuni.

Ma, pur in presenza di ascolti in crescita (nel 2021 quasi 14 milioni di italiani hanno dichiarato di aver ascoltato un podcast) e di un gran battage mediatico su questa nuova forma di comunicazione (11 mila nuovi titoli all'anno, ormai se non fai un podcast non sei nessuno), va comunque sottolineato che il mercato tricolore dei podcast, al momento, vale ancora molto poco: 20 milioni di euro all'anno, stando larghi.

Per ora non è un business in sé, poiché i numeri sono ancora piccoli. Infatti, le società di produzione fatturano, più o meno, solo qualche centinaio di migliaia di euro all'anno. E tante aziende si avvicinano ai podcast soprattutto per il loro basso costo. Se per un video da quattro minuti è necessario sborsare, ad esempio, 100 euro, infatti, per una intera una serie di otto puntate da 25 minuti in podcast ne bastano 16. Questo è il rapporto, un sesto. E il podcast consente di conoscere esattamente chi lo scarica, chi ascolta le puntate, quanto le ascolta, con un profilo perfetto del target.

In generale, secondo gli esperti e gli imprenditori del settore, non pare esserci grande futuro per la distribuzione dei podcast a pagamento: la gente, ormai, tende a considerare questa forma di comunicazione liberamente disponibile e gratuita. Funzioneranno molto di più i podcast sponsorizzati, usufruibili gratis ma realizzati con criteri giornalistici di qualità e non smaccatamente pubblicitari. Sul mercato italiano la piattaforma più importante di distribuzione dei podcast è Spotify, che intercetta circa il 70% dei podcast, seguita da Apple col 13% e da Amazon col 3%.

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