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Ucraina, attacco hacker: "abbiamo rubato i vostri dati". Sospetti su Putin

Ucraina sotto cyber-attacco, rubati dati sensibili. Mosca principale sospettata. Nikolenko (Esteri): "Lunga storia di assalti russi contro di noi"

“Ucraini, abbiate paura e preparatevi al peggio. Tutti i vostri dati personali sono stati caricati sul web”. L’Ucraina è stata colpita da un nuovo, potente, attacco hacker. Diversi siti web del governo, nella notte, come quello del Internet del ministero degli Esteri, quello dei veterani di guerra, del ministero dell'Istruzione e della scienza e del ministero delle Politiche agrarie, hanno subito un cyber-attacco. Fino a poche ore prima della scrittura di questo articolo, aprendo i suddetti siti comparivano scritte pesanti minacce in ucraino, polacco e russo, rivolto “alla popolazione ucraina”. “Abbiate paura, perché la vostra privacy è stata violata e tutti i dati personali sono stati resi pubblici”, questo il testo del messaggio.

Cnn, la Russia prepara il pretesto per invadere l'Ucraina 

Gli Usa hanno informazioni secondo cui la Russia ha preposizionato un gruppo di operativi per condurre un'operazione sotto falsa bandiera nell'Ucraina orientale per creare un pretesto per un'invasione. Lo riferisce la Cnn, citando dirigenti americani. Gli operativi, secondo queste fonti, sono addestrati nella guerriglia urbana e nell'uso di esplosivi per compiere atti di sabotaggio contro le stesse forze sostenute dalla Russia. 

Come si legge su La Stampa, “il portale Diia, che memorizza i dati personali di milioni di ucraini, non è disponibile”, racconta la reporter ucraina Olga Tokariuk. “Ciò significa un potenziale rischio anche per dati bancari e sanitari”. Il portavoce del ministero degli Esteri, Oleg Nikolenko, per calmare gli animi dei cittadini ha commentato: “I nostri specialisti stanno già lavorando per ripristinare il lavoro dei sistemi informatici e la polizia informatica ha aperto un'indagine”.

Alla domanda se la Russia fosse sospettata di aver compiuto l'attacco, Nikolenko ha risposto in questo modo: “È troppo presto per trarre conclusioni, ma c'è una lunga storia di assalti russi contro l'Ucraina”. È abbastanza chiaro che i sospetti sono indirizzati a Mosca, ma non sono state presentate per il momento evidenze forensi da Kiev. La rete diplomatica penetrata mostra in teoria la capacità di entrare anche dentro segreti di prima fascia, ossia comunicazioni della rete diplomatica protetta. Ma non si ha la conferma che ciò sia avvenuto.

Di sicuro le parti del messaggio lasciato dagli hacker fanno un riferimento geopolitico abbastanza chiaro e tetro, con una frase traducibile in inglese in questo modo, "this is for your past, present, and future… and for historical lands", in italiano "questo attacco è per i vostro passato, il presente e il futuro… e per le terre storiche". Nel testo, che La Stampa è riuscita a leggere integralmente, si cita l'esercito ribelle ucraino (l’UPA), che combatté contro l'Unione Sovietica durante la Seconda guerra mondiale. E si fanno poi anche riferimenti ai polacchi e ai territori «della Galizia», forse un tentativo di sviare l’attenzione sugli esecutori dell’hackeraggio, mettendo le mani in vicende geopolitiche che potrebbero sembrare analoghe al Donbass, o semplicemente creando un depistaggio.

Il dipartimento di controspionaggio e la polizia cyber ucraina hanno ovviamente aperto un’indagine formale. Proprio giovedì, dopo i colloqui a Vienna con l’Osce (e con Nato e Stati Uniti), i russi hanno detto che si è a uno stallo: il capo della delegazione russa Sergei Ryabkov parla apertamente di «vicolo cieco». Un portavoce del Cremlino, interpellato da Bloomberg, non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento sull'attacco informatico.

Tra l'altro, tra le condizioni poste da Joe Biden negli ultimi due colloqui con Vladimir Putin per una de-escalation dei rapporti era stata proprio che Mosca cessasse le operazioni aggressive attraverso hacking e attacchi ransomware. Infatti, la Russia non è nuova ad azione di questo genere. Nell'inverno del 2015, hacker russi compromisero ampi pezzi della rete elettrica del Paese, uno dei più gravi attacchi di hackeraggio fisico della storia, ripetuto poi nel 2017, usando il virus NotPetya, che paralizzò banche, grandi aziende e diversi media ucraini.

La Russia ha sempre negato di utilizzare le armi informatiche nello scenario geopolitico, ma quegli attacchi sono ormai ampiamente ricondotti al gruppo russo “Sandworm”. Del resto, lo stesso Putin arrivò a dire che quelli che lui definì «hacker patriottici» potrebbero prendersi sulle spalle la responsabilità di difendere gli interessi del Paese all'interno dell'universo online. 

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