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Politica
Assegno unico, governo ignora e colpisce chi nella vita ha sofferto tantissimo

Assegno unico, monogenitoriali discriminati e ignorati dal governo di Centrodestra con la manovra


Assegno unico, famiglie monogenitoriali penalizzate e discriminate. Non è un'opinione, ma un fatto. C'è la prova di ciò che da giorni sta scrivendo Affaritaliani.it. La maggioranza di Centrodestra e il governo Meloni hanno deciso di non sanare con la Legge di Bilancio per il 2023 la gravissima discriminazione nell'assegno unico verso le famiglie monogenitoriali, in particolare (ma non solo) vedove e vedovi.

L'ex ministra ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, deputata di Azione-Italia Viva, aveva presentato il 10 dicembre un emendamento molto chiaro e preciso (che Affaritaliani.it pubblico in fondo a questo articolo) alla Legge di Bilancio, presentato sia in Commissione Affari Sociali sia Bilancio a Montecitorio, che non ha avuto il via libera della maggioranza formata da FdI, Lega e Forza Italia. Partiti che, evidentemente, ritengono normale che una vedova (o un vedovo) non abbia la maggiorazione prevista con l'assegno unico solo se il secondo genitore lavora. In sostanza, per il governo Meloni che il coniuge (o il compagno/a) sia sul divano a dormire o al cimitero è la stessa identica cosa. La discriminazione non è un'opinione, ma un fatto ineluttabile.

Ecco la parte dell'emendamento presentato da Bonetti alla manovra e cassato dalla maggioranza del governo Meloni:

3-ter) il comma 8 è sostituito con il seguente: “8. Nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro ovvero di nuclei monoparentali, è prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore pari a 50 euro mensili. Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino all’importo minimo di 20 euro mensili.>>. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni contenute nel presente emendamento, valutati in 600 milioni di euro per gli anni 2023, 2024 e 2025, che costituiscono tetto di spesa, si provvede: a) per quanto attiene alla somma di 400 milioni di euro per gli anni 2023, 2024 e 2025 si provvede attraverso la corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come incrementato dall’articolo 152, comma 3 della presente legge; b) per quanto attiene alla somma di 200 milioni di euro per gli anni 2023, 2024 e 2025, attraverso la corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 152, comma 4 della presente legge.

Il Centrodestra ha motivato questa scandalosa decisione con la solita frase: non ci sono le coperture. Peccato che poi per salvare le squadre di calcio e il campionato le coperture si sono trovate immediatamente. Incredibilmente e tristemente vero. Un milione di famiglie monogenitoriali "ringraziano" la "straordinaria" sensibilità del Centrodestra.

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