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Politica
Giustizia, verso il compromesso Conte-Draghi: niente prescrizione sulla mafia

La riforma della Giustizia resta il nodo cruciale per governo e maggioranza. Alla vigilia dell'approdo in aula, alla fine della settimana, risuonano ancora le parole di Mario Draghi che intende tirare dritto sulla riforma Cartabia, in attesa che la mediazione a cui lavorerebbe Giuseppe Conte ricucia lo scontro tra M5s e governo. Intanto le altre forze di maggioranza fanno quadrato intorno alla riforma del processo penale. Sul piano procedurale, lunedì si riunisce la Commissione Giustizia della Camera per esaminare la delega al governo per l'efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le Corti d'appello.

Il Governo Draghi ha autorizzato la fiducia, se servisse, per ottenere l'ok della Camera in prima lettura prima della pausa estiva, aprendo solo a modifiche tecniche che non stravolgano nulla dell'impianto varato due settimane fa dal Cdm. Il M5s e' ancora in ebollizione, tanto che i quotidiani riportano diverse voci di critica alla riforma e una posizione, poi smentita, di Conte pronto al ritiro della fiducia in mancanza di cambiamenti del testo. L'ex premier fa sapere di star "lavorando per trovare una mediazione sulla Giustizia". Il leader in pectore del M5s Giuseppe Conte sara' di nuovo alla Camera per un confronto con i deputati di alcune commissioni, martedi' e mercoledi' prossimo.

Il M5s chiede di escludere i reati di mafia dalla riforma, tensione con il governista Di Maio

Le richieste dei Cinque stelle sulla giustizia si concentrano essenzialmente sui procedimenti di mafia. La riforma Cartabia prevede l'improcedibilita' - di fatto, la fine dei processi - dopo due anni per l'Appello (tre anni per i reati piu' gravi) e dopo un anno per la Cassazione (18 mesi per i reati piu' gravi). I Cinque stelle chiedono che l'improcedibilita' non metta a rischio i giudizi sui reati legati alla mafia. Prima di decidere sulla fiducia sara' a quello che guarderanno. Nel governo, questa posizione viene letta nell'ottica di un dibattito interno al M5s. "I procedimenti di mafia e terrorismo non andranno in fumo", ha dichiarato nei giorni scorsi la Guardasigilli Marta Cartabia, ricordando come i procedimenti per reati puniti con l'ergastolo - "e, spesso, lo sono quelli per mafia" - non siano soggetti ai termini dell'improcedibilita' e come per i reati piu' gravi ci sia la possibilita' di prorogare la durata dei processi. All'interno del M5s ci sarebbe qualche tensione nei confronti di Di Maio per il suo sì alla riforma.

Ma gli alleati di maggioranza fanno quadrato intorno al governo. "Sono fiducioso sul fatto che il voto alla fine sia un voto che trovera' tutta la maggioranza unita" ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, per il quale, "l'importante e' che sia un voto che prima della pausa estiva approvi la riforma Cartabia in modo tale da dimostrare all'Europa, a tutti gli europei, che le risorse finanziarie che riceviamo, a condizione che facciamo le riforme, sono effettivamente collegate a un impegno riformatore a partire dalla Giustizia". Forza Italia ribadisce la sua linea: "La riforma della Giustizia e' un traguardo imprescindibile, fondamentale per il Paese e decisiva per il Pnrr. Il testo Cartabia non e' quello che Forza Italia sognava, ma e' un compromesso di buon senso che ci auguriamo ancora - nonostante la fiducia annunciata dal governo - di poter migliorare" afferma il capogruppo alla camera Roberto Occhiuto.

"Conte vuole essere leader della nuova fase grillina? Dimostri di essere all'altezza e si comporti di conseguenza. In caso contrario si rivelera' solo un ennesimo e inutile arruffapopolo". Ironizza Matteo Renzi: "I Cinquestelle sono il nuovo attack: dove si siedono si incollano. Oggi mi chiedevano se sono preoccupato che Conte tolga la fiducia al governo. Ma Di Maio quando mai si schioda?". E il presidente di Iv Ettore Rosato sottolinea: "Non riescono proprio a rassegnarsi: l'epoca Bonafede e' tramontata e non tornera', non c'e' nessuna mediazione sulla Giustizia da trovare. La sintesi l'hanno gia' trovata il presidente Draghi e la ministra Cartabia in Consiglio dei ministri e ci sono due distinte votazioni unanimi, a cui hanno partecipato anche i ministri grillini, a confermarlo: la prima sul contenuto, la seconda sulla richiesta di fiducia, proprio per difendere il testo del governo".

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