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Politica
Governo, cosa cambia con La Russa Presidente. Chi sale e chi scende. Nomi

Il nodo per Meloni resta Forza Italia e il ruolo di Licia Ronzulli


Clamoroso a Palazzo Madama. Ignazio La Russa viene eletto presidente del Senato nonostante una parte consistente di Forza Italia abbia deciso di non partecipare alla votazione, anche se Silvio Berlusconi ha votato come "segnale di apertura" dato anche in quanto fondatore della coalizione di centrodestra. Così fonti di Forza Italia spiegano la decisione di Berlusconi di partecipare al voto per la presidenza del Senato per cui era in lizza La Russa di FdI. All'interno del gruppo, infatti, ha prevalso la linea a favore della non partecipazione al voto. Un modo per rimarcare l'insoddisfazione rispetto alla trattativa sul governo. L'atteggiamento nella seconda votazione, viene spiegato ancora, dipenderà anche da come andranno le interlocuzioni con Giorgia Meloni nelle prossime ore. Ma La Russa è stato eletto grazie soprattutto ai voti arrivati probabilmente dal Terzo Polo Calenda-Renzi e da una parte del Pd.

Ora l'altra casella che manca è quella del presidente della Camera. Dovrebbe - condizionale d'obbligo - essere il leghista Riccardo Molinari, ma Giancarlo Giorgetti e una donna (non si sa il nome) leghista non sono esclusi. Il problema sta tutto nella formazione del governo. Matteo Salvini ha detto di essere pronto a fare un passo di lato, il che vuol dire niente Viminale e probabilmente ministero delle Infrastrutture. Giorgetti, se diventa presidente della Camera, dovrebbe essere il nuovo titolare dell'Economia, Gian Marco Centinaio sembra tornare alla Politiche agricole e una donna leghista ministra (o Mara Bizzotto agli Affari regionali o Giulia Bongiorno alla Funzione pubblica). All'Interno confermato il prefetto di Roma Matteo Piantedosi.

Resta il nodo Forza Italia. Il segnale lanciato a Palazzo Madama (sarebbero mancati 16 voti azzurri) scuote la costruzione dell'esecutivo, anche se l'elezioni con 116 voti di La Russa nonostante l'atteggiamento degli azzurri indebolisce Berlusconi nella trattativa con Giorgia Meloni. A questo punto Licia Ronzulli rischia di restare fuori dall'esecutivo (anche se non è escluso il dicastero del Turismo o delle Pari opportunità) con Antonio Tajani quasi certamente ministro degli Esteri e forse anche vicepremier. Anna Maria Bernini quasi certamente ministro dell'Istruzione, ma l'eventuale esclusione di Licia Ronzulli pesa. Certo che la decisione di Berlusconi di votare per il presidente del Senato è un segnale di apertura ma i malumori restano. A Forza Italia dovrebbe andare anche la Giustizia, con Francesco Paolo Sisto o con Casellati.

Per Fratelli d'Italia confermata l'ipotesi Giovanbattista Fazzolari, fedelissimo di Meloni, sottosegretario alla presidenza con Consiglio, Adolfo Urso probabile alla Difesa, possibile Guido Crosetto al Mise (Sviluppo economico) e Raffaele Fitto agli Affari europei.

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