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Politica
Luciana Lamorgese, una ministra nel mirino: attacchi bipartisan al Viminale

Assalto dei No Green Pass alla CGIL - Luciana Lamorgese, una ministra nel mirino: attacchi bipartisan al Viminale

L’ondata di polemiche che ha fatto seguito al grave assalto alla sede della CGIL rischia di travolgere la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Se gli attacchi della Lega non sono certo una novità – è nota a tutti l’acredine tra la titolare del Viminale e il suo predecessore Matteo Salvini -  e quelli di FDI sono nell’ordine delle cose, per la prima volta anche da parte del Pd si sollevano dei dubbi sulla gestione dell’ordine pubblico.

Le critiche del segretario Enrico Letta, secondo quanto può riferire affaritaliani.it, nascono da un’insoddisfazione che parte da più lontano, ovvero dalla gestione complessiva da parte di una ministra che era già stata duramente criticata lo scorso settembre, per le scelte operate in merito alla gestione del rave di Viterbo. Ora le viene rimproverata la presenza nella manifestazione romana di una serie di personaggi già molto noti alle forze dell’ordine e, in alcuni casi, già destinatari di provvedimenti di sorveglianza. 

Fin qui difesa in maniera compatta da parte del centrosinistra, pronto a fare scudo nei confronti delle critiche degli avversari politici, oggi Lamorgese viene messa nel mirino anche dalla sinistra che sta all’opposizione, quella di Nicola Fratoianni

"Per come è andata la giornata di sabato io credo che qualcuno dovrà dare spiegazioni esaurienti sulla gestione dell'ordine pubblico, a partire dal prefetto di Roma. In altre situazioni abbiamo visto all'opera gli apparati dello Stato ed erano assai pronti, stavolta mi pare qualche sottovalutazione ci sia stata” ha detto a L'Aria che tira il leader di Sinistra Italiana.

Pur non nominandola direttamente, la ministra dell’Interno è una sorta di convitato di pietra nel dibattito sui fatti del weekend, che non si limitano a quelli di Roma. Anche a Milano ci sono stati disordini e conseguenti provvedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili, una situazione che ha sollecitato un pubblico allarme da parte del pm Alberto Nobili, capo dell'antiterrorismo.

Più in generale, in tutte le Prefetture del Paese serpeggia una certa preoccupazione per quanto potrà accadere a partire da venerdì 15 ottobre, quando l’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro potrebbe potenzialmente gettare benzina sul fuoco, sommando alla rabbia già manifestata negli scorsi mesi quella di chi sarà costretto a stare a casa, con decurtazione dello stipendio.

Una situazione che, si mormora, pare preoccupare anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi, per cui l’uscita pubblica di Letta non sarebbe esattamente una sorpresa. Certamente l’allarme sociale non giova a favore di Lamorgese, che si trova tra le mani una situazione potenzialmente più spinosa persino della discussa gestione dei migranti.
 

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