Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Zelensky parla alla Camera e unisce gli anti-imperialisti Usa. Chi sta con chi

Zelensky parla alla Camera e unisce gli anti-imperialisti Usa. Chi sta con chi

Zelensky in Parlamento, gli effetti sui partiti italiani

Zelensky parla alla Camera e unisce gli anti-imperialisti Usa. Chi sta con chi
ucraina zelensky
La matrice è l’opposizione all’Occidente. All’imperialismo americano, usando un linguaggio Anni 80′, alla globalizzazione, usando un linguaggio Anni 2020. Il discorso che terrà martedì al Parlamento italiano, riunito in seduta comune modello elezione del presidente della Repubblica, Volodymyr Zelensky, l’ex comico ucraino diventato presidente e oggi baluardo della…

Zelensky in Parlamento, Pd il più filo-Kiev. Insieme a Di Maio

La matrice è l’opposizione all’Occidente. All’imperialismo americano, usando un linguaggio Anni 80′, alla globalizzazione, usando un linguaggio Anni 2020. Il discorso che terrà martedì al Parlamento italiano, riunito in seduta comune modello elezione del presidente della Repubblica, Volodymyr Zelensky, l’ex comico ucraino diventato presidente e oggi baluardo della resistenza contro l’invasione militare russa, sta unendo in un’alleanza innovativa l’estrema sinistra, pezzi dell’estrema destra, gli anti-Europa e i populisti. Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni è in prima linea contro l’invio di armi al governo di Kiev e parla apertamente di gravi errori e responsabilità anche da parte della Nato e degli Stati Uniti.

Non parliamo poi di Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista che sogna il ritorno dei bolscevichi al Cremlino e che accusa apertamente l’imperialismo americano per quanto sta accadendo dal 24 febbraio. Anche Rifondazione Comunista non è certo allineata con la Nato e l’Occidente tanto che ha voluto sottolineare di non voler esprimere solidarietà al ministro Lorenzo Guerini dopo le minacce della Russia. L’ex 5 Stelle Bianca Laura Granato, oltre ad annunciare una querela nei confronti di Repubblica per aver scritto che sarebbe coinvolta nella campagna di disinformazione di Mosca, insiste nel chiedere che anche Vladimir Putin parli alle Camere.

Alternativa diserterà il discorso di Zelensky. “Come parlamentari di Alternativa non parteciperemo alla seduta comune delle Camere in cui è previsto l’intervento in tandem in videoconferenza del Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky e del presidente del Consiglio Mario Draghi. Riteniamo infatti si tratti di una forzatura che non cambia di una virgola lo stato delle cose. Si tratta solo e soltanto un’operazione di marketing che non servirà a far cessare le ostilità e non avrà alcuna utilità per la parte offesa”, affermano i parlamentari di Alternativa. Anche Gianluigi Paragone, ex M5S e fondatore di Italexit, non ascolterà il presidente ucraino.

*BRPAGE*

A destra il dissenso è più contenuto. Matteo Salvini ha annunciato che sarà in Aula insieme ai parlamentari della Lega, anche se nel Carroccio convivono posizioni apertamente filo-Usa come quelle del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e posizioni come quelle del cosiddetto pasdaran putiniano Vito Comencini, volato a San Pietroburgo nei giorni scorsi. Anche l’ex ministro Lorenzo Fontana, responsabile esteri di Via Bellerio, nel corso dell’ultimo dibattito a Montecitorio parlando a nome della Lega è stato l’unico che nel suo intervento non ha mai citato il presidente russo Putin.

Fratelli d’Italia, pur essendo all’opposizione del governo Draghi, ufficialmente è schierata con l’Occidente e al fianco di Kiev. D’altronde Giorgia Meloni ha costruito la sua leadership con lo stretto legame con i Conservatori americani (a fine febbraio Meloni è volata a Orlando, Florida, per la Cpac, la Conservative Political Action Conference che riunisce la galassia conservatrice a stelle e strisce) e in America democratici e repubblicani sono uniti contro Putin. Sul fronte dichiaratamente pro-Zelensky c’è ovviamente il Partito Democratico, con Enrico Letta che è stato il primo a chiedere di inviare armi a Kiev e con il ministro Lorenzo Guerini nel mirino di Mosca (solo Laura Boldrini si è astenuta sugli armamenti).

Perfino quel che resta di LeU è nettamente con Ue e Usa. Ovviamente con Washington e Bruxelles anche i renziani di Italia Viva, Carlo Calenda e Più Europa e, in modo moderato, Forza Italia, dove a microfono spento non manca chi critica l’appiattimento dell’Italia sulle posizioni della Casa Bianca (in molti ricordano le ottime relazioni di diversi anni fa tra Silvio Berlusconi e Putin). E i 5 Stelle? Come sempre non hanno una sola posizione. Giuseppe Conte è moderatamente filo-Ucraina mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, leader dell’ala ultra-governativa, è apertamente contro la Russia e sostiene in pieno Usa e Ue. Insomma, il filo conduttore è quello della critica, anche aspra, agli Stati Uniti (e in parte all’Europa) e al cosiddetto imperialismo della Nato.

Leggi anche: 

” Salvini: “Solo una squadra unita può aiutare gli Italiani a risollevarsi”

Sondaggio, Xi è il leader mondiale più influente. Secondo Biden, Draghi flop

Carburanti, c’è dietro il reato di aggiotaggio? Qualcosa non torna

Russia, Putin ha i giorni contati. Fine vicina (rischia di essere assassinato)

Guerra Ucraina? Quello che i media non dicono nel film di Stone del 2016

Putin, analisi lucidissima. Il discorso del 2011 che inchioda la Nato

Nozze “simboliche” per Berlusconi e Fascina, il momento del taglio della torta. VIDEO

Intesa Sanpaolo per l’inclusione delle persone con disabilità

FS Italiane, accordo con AdR per l’intermodalità sostenibile