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Inzaghi e l’Inter ormai ai ferri corti: il tecnico alla prova più dura

L’Inter e Simone Inzaghi ai ferri corti

Passa veloce il tempo, soprattutto all’Inter. Il 21 giugno scorso il tecnico Simone Inzaghi aveva rinnovato il contratto passando da quattro a cinque milioni netti di stipendio fino al 2024. Era già stata smaltita la delusione per un campionato 2021-2022 letteralmente gettato alle ortiche tra la proditoria sconfitta di Bologna (con maxi-topica di Radu) e la prestazione "molliccia” nel derby contro il Milan che si sarebbe laureato campione d’Italia lo scorso 22 maggio. Allora la società aveva fatto quadrato intorno al “mister”, che aveva l’alibi di aver perso Romelu Lukaku e Achraf Hakimi.

Quest’anno però le scuse sono decisamente meno. Nessun big è stato sacrificato, compreso quel Milan Skriniar cui il Psg aveva promesso ponti d’oro. Sono arrivati un portiere di razza come Onana, un fedelissimo di Inzaghi come Acerbi, il terzino Bellanova, il talento a centrocampo Asllani, l'altro centrocampista Mkhitaryan. E poi il ritorno di Big Rom, capace da solo di terrorizzare le difese italiane ed europee. Eppure, qualcosa sembra essersi rotto. Già lo scorso anno a Inzaghi era stata imputata una scarsa lucidità nei cambi, poca attenzione nella lettura delle partite e nella comprensione delle sue varie pieghe. Un pregio che gente come Antonio Conte o Josè Mourinho ha connaturato. Ora però le cose sono ulteriormente peggiorate, con prestazioni al limite dell’imbarazzante. Una difesa colabrodo, nonostante la conferma dell'intero pacchetto arretrato. 

Il crollo con la Lazio o con il Milan, dopo essere stati in entrambi i casi in vantaggio, lascia perplessi soprattutto se si pensa che l’Inter ha una rosa estremamente competitiva. Diverso il discorso con il Bayern Monaco, attualmente di un altro pianeta. Ma l’arrendevolezza con cui Inzaghi e la squadra hanno affrontato la partita, i quattro cambi in contemporanea, la panchina per Barella sono tutti segnali che Inzaghi sta perdendo il polso della squadra. Onana ha giocato bene, ma per il resto è stato uno spettacolo desolante. Si può perdere con uno squadrone come quello di Nagelsmann, ma farlo così lascia basiti. 

Intendiamoci, il destino di Inzaghi non è ancora segnato. Ma la società, che pure ha chiuso il bilancio con un passivo intorno ai 120 milioni, ha scelto di non svendere. Anzi, secondo Calcio e Finanza tra nuovi stipendi e cartellini ha investito 36,4 milioni a fronte di cessioni e risparmi dai mancati rinnovi intorno ai 59 milioni. La grana con Digital Bits, che si spera possa risolversi, getta ombre su altri 23 milioni. Insomma, nonostante conti complicati, Zhang ha deciso di non smobilitare e, anzi, ha rinforzato la rosa. Per questo Marotta e Ausilio iniziano a guardarsi intorno: sanno che una scossa all’ambiente potrebbe servire a salvare una stagione fin qui complicatissima. 

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