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Coaching
ATTENTI AL COACH! INTERVISTA A LIVIO SGARBI

Le persone comuni a volte si chiedono: chi è e cosa fa effettivamente un coach ?

Fondamentalmente un coach (o una coach) è un professionista, esperto in strategie e tecniche del cambiamento, che attraverso degli incontri, di solito sono individuali e personali ma possono anche essere di gruppo, aiuta le persone a ottenere di più, sia da sé stessi che dalla propria vita, sia in ambito personale che in ambito professionale. In che modo? Sostanzialmente in due modi: aiutando la persona ad eliminare le zavorre e a superare i propri limiti, cioè a limitare il più possibile tutto ciò che ostacola la capacità della persona di dare il meglio di sé; allenare e rinforzare le risorse dell’individuo, cioè tutto ciò che in realtà è in grado di aiutare la persona a dare il meglio di sé, allo scopo di ottenere più risultati nella vita personale o in quella professionale.

 

Come si fa a distinguere un Professionista da una persona impreparata, improvvisata ?

 Per distinguere un professionista del coaching preparato e competente da uno improvvisato, il metodo migliore ovviamente è quello di incontrare questa persona e fare a lui o a lei delle domande, cercare di indagare e scoprire con quante persone ha lavorato, con quali risultati… se è possibile anche parlare con dei clienti, per vedere quale è stato l’approccio e così via. Questo ovviamente non è sempre possibile riuscire a farlo ma è il metodo migliore. Come altri sistemi ovviamente c’è di fare delle indagini su internet, dove si possono reperire molte informazioni, tra cui ad esempio quali certificazioni ha, in quali scuole si è preparato o si è preparata, quale è il suo background, se possiede e conosce strategie del cambiamento e quali, la PNL, piuttosto che l’ipnosi, piuttosto che qualsiasi altra cosa. Oggi ovviamente internet vince; io dico “purtroppo” ma insomma è così. Vince non tanto chi è realmente più preparato ma chi si sa vendere meglio. Quindi non sempre chi su internet è ben posizionato poi alla fine è la persona più idonea e preparata e competente in quello che fa. Quindi indagate in profondità. Una cosa sulla quale mi sento di porgere bene l’attenzione è la differenza tra training e coaching. Molte volte i trainer, le persone che fanno corsi da una vita o fanno consulenze, oggi si fanno chiamare coach perché tanto pensano che sia la stessa cosa. Fare coaching con una persona è diverso che fare training, che fare un corso. Quando tu fai il coaching ti assumi la responsabilità dei risultati, e non è come fare un corso, dove chiaramente tu dai il meglio ma dopo il corso ovviamente poi dipende dagli allievi. Invece nel coaching individuale ti assumi la responsabilità di far sì che le persone facciano quel che tu dici loro di fare e ottengano i risultati che tu chiedi loro di ottenere. Ecco, chi vi promette che si impegna a fare questo, allora sicuramente è una persona che sa il fatto suo.

 

Esiste l’abitudine di pensare ai coach come preparatori delle performance fisiche e psichiche estreme degli sportivi, o agli psicologi come specialisti della salute mentale nelle persone affette da patologie. Invece il coach si rivolge a tutti. Cosa possiamo dire alle persone comuni per fargli comprendere i benefici del “Coaching”?

Solitamente si rivolgono ad un coach persone che sono impegnate nel raggiungere obiettivi particolari, ad esempio sportivi, ad esempio imprenditori, manager, professionisti, oppure persone che hanno un qualche problema da cui si vogliono allontanare e che quindi hanno questo bisogno. Però, in realtà, le persone che possono beneficiare dell’aiuto di un coach sono bene o male tutte, nel senso che ognuno di noi può avere bisogno di un coach. Ognuno di noi può avvantaggiarsi dell’utilizzo di un coach, per fare qualsiasi cosa. Un coach ti permette di vedere cose che da solo non riesci a vedere, quindi può riuscire a darti un feedback esterno, darti l’opportunità di miglioramento, allenarti dove a te verrebbe voglia di fermarti. Il coach ti aiuta ad andare oltre, e questo vale nella vita di tutti i giorni, non solo nel lavoro, là dove ci sono obiettivi ambiziosi da raggiungere, nello sport o nell’ambito professionale. Anche nella vita di tutti i giorni, ad esempio per migliorare la salute, per migliorare la fiducia in sé stessi, per migliorare il livello di qualità di vita o, mi permetto di dire, di felicità attraverso una migliore gestione degli stati d’animo e attraverso una migliore comunicazione con sé stessi e con gli altri… Chiunque, chiunque può beneficiare dell’aiuto di un coach e può lavorare oggi con un coach.

Quante persone hai formato nella tua vita? Con quali risultati ?

 Personalmente mi occupo di sviluppo personale da trent’anni e nello specifico ambito del coaching, da oltre venti. Ho lavorato veramente con tantissime persone, aziende, professionisti, manager, persone del mondo dello spettacolo, atleti, squadre. Insomma tante persone. Devo però fare una distinzione: un conto sono le persone con cui ho lavorato nei miei corsi, che non mai contato ma così, a spanne, in questi trent’anni saranno 150.000. Nel coaching invece è diverso perché si lavora con le persone con cui si fanno più sessioni di lavoro. In questi vent’anni mi sento di dire che ho lavorato con forse un migliaio di persone: non sono tante, anche se ho fatto migliaia di sessioni di coaching. Risultati ottenuti: tanti. L’ultimo, e sono soddisfazioni personali, è recente: l’altra sera Fabio Fognini, tennista con cui ho lavorato per qualche anno, ha battuto il numero uno al mondo, Murray, in un torneo internazionale in Italia. Questo è un grande risultato, anche se non si può dire che dipenda da me direttamente perché abbiamo fatto un lavoro anni fa. Però io so che quello che è rimasto di cambiamento che Fabio ha avuto in questi anni sicuramente è anche dovuto al lavoro personale e interiore e molto profondo che abbiamo fatto con lui. E come con lui ho avuto anche la possibilità di lavorare con tanti clienti, con Sebastian Frey il portiere, con Carlo Ancelotti, con Antonio Conte, con Iaquinta, con la Piccinini, con la Ortolani, con Clemente Russo e tantissimi imprenditori. Insomma, molte persone.

Il Coaching quindi come formula del benessere. Potresti indicarci, da coach, i 3 segreti di una vita felice?

Di solito sono restio nel dare ricette… ricette “tipiche estive”. Però mi permetto di elencare tre cose, tre pillole che ritengo in effetti importanti per la felicità e per il successo. La primissima cosa, se si vuole ottenere risultati importanti nella vita, è che bisogna assumersi la responsabilità di tutto ciò che accade, nel bene e nel male, nella nostra vita. Per cui, numero uno, essere responsabile. Numero due occuparsi delle cose importanti. Soprattutto focalizzarsi sulle cose ad alto valore della vita, per essere importanti e ottenere successo. Gli ambiti più importanti sono 3: la salute, il denaro e il lavoro e, terza cosa, terza area fondamentale ed importante, gli affetti e l’amore. Senza affetti, senza relazioni, nella vita è difficile essere felici. Quindi, come abbiamo detto: la prima “pillola” è la responsabilità, la seconda occuparsi delle cose importanti, la terza è viaggiare leggero, cioè vivere con leggerezza. Si vive una sola volta, non bisogna prendere troppo sul serio le cose che facciamo, quelle che fanno gli altri, quelle che si dicono, e invece godere il momento, quindi vivere nel ‘qui e ora’. Per me la leggerezza e il vivere nel qui e ora sono allo stesso livello e rappresentano questa terza pillola per la felicità.

 

Chi sono 2 coach a livello mondiale che hanno maggiormente influenzato la tua vita ?

Ho avuto la fortuna e il privilegio, nell’arco di questi trent’anni di carriera, di aver seguito delle persone e degli esempi davvero eccellenti, dei veri e propri mentori. Il primo in assoluto è stato il mio primo boss, che ahimé ora non c’è più, e si chiamava Giancarlo Cinelli, “Jolly”, che è stato un mentore pazzesco e in qualche modo mi ha fatto da Coach senza saperlo, perché al tempo ancora il termine “coach” non si usava, quindi non l’ha fatto in maniera puntuale. Il secondo è una persona che è tutt’ora in partita e tiene seminari, è una persona che ha avuto una grande influenza su di me, sul mio modo di pensare e di approcciarsi, soprattutto sull’aspetto della salute e della proattività, e penso che rappresenti un esempio per molte persone oltre a me. E’ Roy Martina, che ho avuto il piacere di seguire tanti anni negli anni 90, ho seguito tutti i suoi corsi. Sono stati anni importanti e stare vicino a lui, vederlo all’opera, è stata fonte di ispirazione.

 

In conclusione, cosa diresti alle persone che vorrebbero rivolgersi a un coach, ma che ancora, per diversi motivi non lo hanno fatto ?

Credo che noi da soli siamo in grado sicuramente di ottenere grandi cose, ma non sono minimamente paragonabili a ciò che possiamo fare con l’aiuto di un coach. L’esempio è una persona che va in palestra ad allenarsi da solo o che va in palestra fidandosi di un coach, una persona che ti dà i tempi di riposo e che si allena insieme a te. Ecco il coach più o meno svolge quella funzione. L’unico modo per capire quale è realmente il potere e l’impatto che ha è: farlo. Io ho dei clienti che da anni seguo per dei contratti e oramai con loro quello che faccio è semplicemente fare loro un po’ di domande e dare soprattutto feedback. Perché il valore di questa cosa è immenso: tutti i miei clienti che sono imprenditori, le cui decisioni contano tanto. Il concetto essenzialmente è: sperimentate e vi renderete conto che non solo ne sarà valsa la pena, ma probabilmente lo considererete come un investimento da consigliare ad altre persone.

 

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