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Crediti a rischio UtP. Serendebity offre la soluzione "Ingegneria Gestionale"

SERENDEBITY

Il metodo messo a punto da Serendebity è decisamente innovativo per quanto riguarda la gestione della particolare categoria di NPL definita come UtP (Unlikely-to-Pay), cioè le inadempienze probabili, crediti che stanno già generando allerta e che sono fortemente a rischio di deteriorarsi.

Davide Pracchi, ingegnere gestionale, fondatore e CEO di Serendebity, ha una vasta esperienza come “finance trainer” sia sul mercato italiano, sia su quello internazionale. Gli poniamo oggi ancora qualche domanda, mirata a meglio comprendere il fenomeno dei crediti deteriorati, e soprattutto quali siano i passi da compiere per affrontarli.

I VANTAGGI "SISTEMICI"

I vantaggi “sistemici” di una corretta gestione dei crediti a rischio, per le banche, per il sistema economico nel suo complesso, anche per lo Stato, sono alla base di quanto desideriamo approfondire oggi: l'efficace gestione dei crediti a rischio. 

INTERVISTA ALL'ING. DAVIDE PRACCHI

davideDavide Pracchi

Quali sono gli skill necessari per una efficace gestione dei crediti a rischio?

“Le riassumo i punti principali: 
1. disporre di best practice che permettano un’efficace categorizzazione del credito UtP 
2. disporre in generale di business model consolidati e basati su esperienze similari nelle diverse industry 
3. avere un approccio professionale fortemente tailor-made 
4. nel contatto con l’azienda in difficoltà sviluppare forte empatia e vicinanza all’imprenditore in situazione critica”.

Ma le banche non sanno già fare questo lavoro?

“Il nostro sistema bancario dispone certamente delle capacità di cui al punto 1.
Probabilmente solo le banche di maggiori dimensioni hanno sviluppato le capacità di cui al punto 2. Viceversa, ritengo invece arduo pensare che Istituti di Credito, anche molto solidi, dispongano di strutture sufficienti (qualitativamente e quantitativamente) per affrontare le task 3 e 4.”

Quindi è qui che si inserisce il concetto di Ingegneria Gestionale del Credito?

“Sì, occorre riferirsi al processo di “gestione dei crediti a rischio" per evitare che si trasformino in insolvenze. Il metodo Serendebity, denominato appunto ”Ingegneria Gestionale del Credito”, applicato al mondo della finanza deteriorata, si focalizza sul delicato compito di trovare un punto d’incontro efficace e condiviso tra creditori e debitori per massimizzare la creazione di valore. Avviare un efficace lavoro di recupero in un’azienda in crisi è molto difficile a causa della mentalità tipica dell’imprenditore che è sempre convinto di farcela e, ciò che è peggio, è convinto di farcela da solo”. 

Le Banche, a suo parere, non applicano già questa metodologia?

“L’empatia che deriva da esperienze gestionali forti e consolidate nel tempo difficilmente può essere applicata da dipendenti bancari che, spesso, hanno percorsi di vita e di carriera troppo diversi da quelli degli imprenditori. Nella stessa misura è impensabile che le banche dispongano di una tipologia di skill tali da poter effettivamente implementare con successo un approccio tailor-made alla clientela a rischio”.

Si parla sempre di più di “Servicer”: sono veramente importanti?

“Ecco i motivi per cui il ruolo del Servicer assume un’importanza determinante:  
1. disponibilità di risorse dotate di skill adeguati e professionalizzati, soprattutto per il dialogo con gli imprenditori
2. efficacia temporale (c’è sempre troppo poco tempo per evitare che l’onda dei crediti anomali si abbatta sul sistema finanziario; i regolatori hanno fissato tappe durissime ed ineludibili per il deleverage dei crediti a rischio) 
3. business model e best practice consolidati con esperienze acquisite in contesti domestici quanto internazionali.”

Qual'è, in poche parole, l'innovazione che Serendebity porta al sistema?

"La vera novità della nostra analisi, oltre a dire ed argomentare perché  l'Ingegneria Gestionale del Credito è il vero metodo per gestire gli UtP,  è che molte banche (non le piú grandi ovviamente) non si stanno aprendo alle collaborazioni con i servicer (noi e i nostri competitor) e con ciò stanno perdendo del tempo prezioso. L'assunto di base è che questo tempo non tornerà più: anche solo perdere tempo causa distruzione di valore perché se non sei stato in grado di evitare il fallimento di un'azienda, è il sistema ad aver perso, soprattutto quando parliamo di economia reale".

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