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Imprese e Professioni
"Parterre de rois" per la presentazione del libro di Giampaolo Berni Ferretti

Presentato a Milano il libro MILANOVENTUNOPUNTOZERO alla Fabbrica del Vapore

Le culture liberale, repubblicana, democratica e socialista riformista hanno espresso forze politiche attualmente sconfitte, anche se queste culture hanno il merito di avere dato vita a quel tanto di democrazia liberale che esiste in Italia e perciò possono essere considerate idealmente vincenti nella prospettiva di questo secolo e del secolo scorso.

Il sistema Italia

L’Autore impetuosamente descrive tutti i difetti del Sistema Italia dalla tassazione eccessiva, alla troppa burocrazia, dalla necessità di utilizzare gli strumenti che la cooperazione e le Convenzioni Internazionali mettono a disposizione per governare i fenomeni migratori, dall’urgenza di una riforma della Giustizia. Quindi lancia le sfide per costruire un Mondo Nuovo, parlando della Milano, motore dell’Italia, del modello di smart city e lanciando le prime idee sulla partita strategica sul Mediterraneo che l’Europa unita deve percorrere.

Partire a ripensare Milano, dunque, per ripensare il modello Italia, il modello Europa e il modello mondo. Un lavoro da portare avanti con “occhi puliti “(come ricorda il titolo), cioè con occhi pieni di speranza nel futuro.

“Mi è sembrato doveroso e intellettualmente corretto” dichiara Berni Ferretti “dopo 31 anni d’umile impegno politico in difesa della Libertà e per la costruzione in Italia di una compiuta Democrazia liberale, in questo momento storico e politico e in questa sede, dedicare questo libro a Piero Gobetti e a Jan Palach; ragazzi umili come noi che, forse con più coraggio, non rinunciarono mai a sacrificare loro stessi in nome della dignità e della coerenza. Le tradizioni politiche e ideali a cui mi riferisco stanno divenendo oggi ancor più disconosciute di ieri, è alta è la probabilità che siano cancellate dalla memoria stessa del nostro tempo. La ragione di tale oblio sta nel fatto che le culture liberale, repubblicana, democratica e socialista riformista hanno espresso forze politiche attualmente sconfitte, anche se queste culture hanno il merito di avere dato vita a quel tanto di democrazia liberale che esiste in Italia e perciò possono essere considerate idealmente vincenti nella prospettiva di questo secolo e del secolo scorso”.

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GLI INTERVENTI DEI RELATORI E IL LORO PUNTO DI VISTA SU MILANO

MILANO DI GABRIELE ALBERTINI

La Milano di oggi, di cui vantiamo primati, vittorie ed eccellenze, non è altro che il frutto di un lungo lavoro portato avanti dalle amministrazioni e dai protagonisti della scena milanese di qualche decennio fa. Un lavoro che già allora guardava avanti e che si immaginava una città diversa e soprattutto una città policentrica e liberale. Gabriele Albertini, in carica dal 1997 al 2006, è stato uno dei più celebri e ricordati sindaci di Milano che ha anticipato e preparato con le proprie lungimiranti visioni il presente che oggi viviamo. E che visione avrebbe Gabriele Albertini della Milano dei prossimi anni?

“Una Milano policentrica: in tutte le aree industriali dismesse. Già qualche tempo fa avevamo cercato di ricostruire una città nella sua integrità. Una città con tanti centri per ogni area di jnvestimento, ogni centro aveva una quota significativa di verde, un centro universitario, delle residenze, qualcosa di artigianale e industriale. Il pensiero era anche ad una città verticale, molto ecosostenibile Oggi più che mai questa eredità di città policentrica deve essere portata avanti”.

MILANO DI ALESSANDRO GALIMBERTI

Milano sta diventando una città ideologica anche se non lo é mai stata perché è sempre stata, al contrario, la città del fare. Quanto é nella natura di Milano essere ideologica?
Alessandro Galimberti, presidente dell’ordine dei Giornalisti della Lombardia, sostiene: “Quasi tutto della Milano degli ultimi 10anni é ideologia. Alla domanda Quanto c’è di narrazione di Milano nei giornali? Direi tanto. É una città che dagli ultimi anni è stata soprattutto raccontata. Ma c’è stata un’epoca di progettazione della città”.
La Milano di oggi é figlia di quella di ieri. Negli ultimi 10 anni é stato semplicemente raccolto quello seminato. E vi è stata costruita sopra una narrazione parziale. Sembra una città senza problemi. Bisogna invece uscire dall’ ideologia e tornare alla Milano del fare. Andare oltre alla narrazione eroica. Oggi più che mai è necessario rimettere tutto in discussione e ricomincia a progettare Milano. Ognuno di noi deve tornare al proprio ruolo a dare un contributo di pensiero e di progettualità alla città nell’ambito che gli compete.
 
MILANO DI GIANLUCA COMAZZI

Gianluca Comazzi, consigliere regionale e comunale a Milano ricorda: “Il merito di Milano é dei cittadini. Allora il bravo sindaco é chi sprigiona le energie migliori di una città senza ostacolarle, senza burocrazia. È necessario sapere moderare queste energie, senza però dimenticarsi di stare vicino alle periferie milanesi e al tempo stesso lavorare per il futuro della città. Quello che noi vediamo nella nostra città, tutta questa nuova visione di Milano é frutto di un lavoro passato”.

MILANO DI ACHILLE COLOMBO CLERICI

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano, conferma: “Milano é l’unica città globale del paese. Ed é un forte competitore nazionale per questo. Le principali componenti di questa attrattività sono quelle che fanno l’immagine, lo stile di vita della città,… e sono fondamentali perchè attraggono turismo e quindi anche investimenti esteri. Solo così una città può pensare al proprio sviluppo e quindi al proprio futuro”

GIAMPAOLO GIORGIO BERNI FERRETTI

Giampaolo Berni FerrettiGiampaolo Berni Ferretti

Nato il 17 aprile 1974, ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, dove si è laureato nel 2004, discutendo una tesi in Diritto Commerciale su “Le Trasformazioni Eterogenee”, relatore Prof. Piergiusto Iaeger. Nel 2011, ha conseguito analogo titolo nell’Università Cattolica di Avila in Spagna.

Dal 2004 Al 2006 ha svolto la pratica legale presso lo Studio dell’avvocato Ercole Romano. E’ stato consulente nel 2005 e nel 2006, con contratto a progetto, per questioni di diritto amministrativo, del Segretariato Generale del Senato della Repubblica.

Passato presso lo Studio fiorentino dell’avvocato Gaetano Berni, ha dato avvio alla pratica nel settore del diritto penale. Ha conseguito come borsista nell’anno accademico 2010 – 2011 il Master di II livello in diritto dell’ambiente-risorse, approvvigionamenti, responsabilità, impatti e servizi presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dove ha terminato il corso a pieni voti con una tesi su “La gestione dei rifiuti alla luce delle recenti riforme”, relatrice la Prof.ssa Paola Brambilla.

Dal 2010 ha svolto e svolge l’attività forense in Milano.

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