I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Imprese e Professioni
PLEF. Rigenerare i Territori e le PMI di territorio per rigenerare il Paese

L’Associazione senza scopo di lucro Planet Life Economy Foundation - creata da manager, imprenditori e professionisti d’impresa nel 2003 - intende offrire il proprio contributo di esperienza alla rigenerazione dell’Economia d’Impresa del nostro Paese in un momento di profondo cambiamento dei comportamenti della gente e delle imprese alla luce degli sconvolgimenti in atto.

Per questo ha diffuso un corposo un documento di orientamento strategico e concreto per la politica di rilancio e trasformazione del Paese. Paolo Ricotti, socio fondatore di PLEF, in dialettica con la presidenza e tutti i membri dell'associazione, ha affrontato il tema sulla base del modello concettuale di PLEF che, dati i vincoli ambientali e sociali oltre che economici propri della comunità PLEF interrelati con le comunità  dell'intero pianeta, promuove il riconoscimento dei territori di appartenenza come premessa  della ragion d'essere distintiva di ciascuna impresa umana  in evoluzione secondo i principi naturali.

Qui il link al documento completo

Riequilibrio tra componenti materiali e immateriali 

Ne nasce un’argomentazione per il nostro Paese mirata sulla priorità della PMI di territorio e sulla ricerca di senso nel fare impresa grazie ad un riequilibrio tra componenti materiali e immateriali in funzione delle forze esclusive italiane.

Lo sconvolgimento in atto della nostra Economia, stili di vita e organizzazione sociale necessita di una direzione semplice e comprensibile da parte di tutti e quindi proponibile a noi stessi, concretizzabile nelle nostre azioni quotidiane. L’annuncio di una tale direzione potrà avere effetti prioritari sui comportamenti delle persone rendendo ineluttabile un’assunzione di responsabilità da parte dei nostri Governi da impegnare in un patto costituzionale per almeno i prossimi 5 anni, periodo minimo per operare quei cambiamenti culturali e strutturali necessari

Leggi Naturali e pragmatismo gestionale

La direzione che si impone per garantire energia e durabilità allo sviluppo “sostenibile” delle nostre Imprese o delle nuove iniziative imprenditoriali necessita da una parte della validazione delle Leggi Naturali (Bio Ispirazione): qui non si intende l’utilizzo delle leggi naturali ai soli fini di un’economia “ecologica” ambientalmente corretta, ma l’utilizzo delle logiche evolutive della natura in ogni sua manifestazione per validare ogni decisione da prendere su ogni fronte della nostra società, impresa, territorio, istituzioni e governo.

Ma soprattutto necessita dell’utilizzo di un sano pragmatismo gestionale, concretamente percorribile nelle normali attività, massimizzando “buon-senso e rispetto” con organizzazione interna e rapporti esterni coerenti coi principi di delega, responsabilità e controllo.

Intervista a Paolo Ricotti

Intervistiamo Paolo Ricotti, socio fondatore di PLEF, Planet Life Economy Foundation, Professore Global Communication all'Università Bicocca di Milano, ex CEO di aziende come Coin, Heineken Italia, Perugina-Nestlè.

Caro Paolo, come possiamo avvicinare l’Economia ai reali bisogni delle persone?

ricotti

"Per avvicinare l’Economia ai reali bisogni delle persone, bisogna finalizzare le azioni delle Imprese e del sistema amministrativo ad una accettabilità, condivisione e partecipazione convinta di tutta la gente. In altre parole occorre che questa direzione sia effettivamente accessibile a tutti i soggetti interessati creando vera fiducia nel futuro, premessa fondamentale per quel vero benessere ed armonia complessiva auspicata da tutte le ideologie politiche o religiose. Occorre vedere le cose sotto una diversa luce, svincolandoci dalle vecchie ed obsolete abitudini, tuttavia senza buttare via l’acqua sporca con il bambino dentro: occorre un processo di progressiva trasformazione e non rivoluzione che coinvolga l’intera Società persuadendo gli attori di non attivare condizionamenti bloccanti".

Quali sono le proposte di Planet Life Economy Foundation?

"Le proposte da noi consigliate, facendo leva sulle nostre forze originali, sono semplici e proponibili a tutti, tali da non dispiacere a nessun soggetto interessato chiarendo cosa, come, quando, con chi e con quali risorse operare questa trasformazione. Agendo in questo modo sarà anche possibile massimizzare le potenzialità esistenti così delineando una strategia evolutiva davvero efficace per il nostro Paese orgogliosamente diversa e non imitabile da altre nazioni. Questo sviluppo, ispirandosi al principio naturale dell’”evoluzione”, dovrebbe ripartire dando esplicita forza e priorità al sostegno strategico e finanziario delle Piccole e Medie Imprese (PMI), Start-Up e Micro Imprese che oggi rappresentano il 99,9% della nostra presenza economica".

Quindi, almeno in un primo tempo, andrebbero privilegiate le PMI?

"Le PMI non sono solo una “porzione significativa del tessuto produttivo italiano”, come leggiamo nel rapporto Colao del 8 giugno 2020, ma proprio l’asse portante e strategico del nostro Paese a cui vanno assegnate le più assolute e convinte priorità, attenzioni e risorse. Uno sviluppo che parte dal Piccolo e progredisce nel Grande, e non viceversa. Con loro, i relativi territori identificabili per omogeneità di “Genius Loci” (cioè, caratteristiche culturali e biologiche della gente locale) e delle condizioni “Pedo-geo-climatiche” (cioè le condizioni morfologiche e climatiche del luogo): anch’essi da sostenere con convinzione grazie ad una gestione più decentrata e autonoma, tra comunità di base e Stato nazionale secondo un modello di organizzazione orizzontale e di partecipazione decisionale con minori livelli di gerarchia amministrativa".

Possiamo approfondire questo concetto?

La direzione su cui percorrere questo sviluppo prevede un processo e metodologia operativa in cui, partendo dalla individuazione delle forze originali della specifica Impresa e del Territorio di appartenenza, si arriva a una identificazione della natura competitiva del nostro Paese, delle relative forze originali non replicabili e delle necessarie trasformazioni culturali e strutturali necessarie, selezionando quelle di maggior efficacia e di minor invasività. Queste trasformazioni si prospettano con certezza di poter:

• Garantire all’Impresa maggiore competitività e massimo Valore Aggiunto, con conseguente maggiore soddisfazione di tutti gli stakeholder (il Profitto è una variabile subordinata alla capacità di creare abbondante Valore Aggiunto).
• Offrire al Consum-attore maggiore piacere e qualità di vita per i diversi stili di consumo a prescindere dal reddito prodotto: non c’è più bisogno delle obsolete nozioni di Crescita o di Decrescita, entrambe insostenibili e incoerenti secondo le Leggi Naturali.
• Sviluppare nei Territori e Comunità maggior benessere, occupazione, partecipazione e autosufficienza che deriva dal maggiore benessere delle Imprese del Territorio e dalla loro integrazione con la comunità locale.
• Riconoscere all’Ambiente le condizioni per una rinnovata vitalità per effetto del minor impatto derivante dai diversi e consapevoli stili di consumo, nonché migliore manutenzione e preservazione delle sue capacità rigeneratrici.

Chi dovrebbe impegnarsi di più per raggiungere questi risultati?

"Ognuno di noi può diventare “attore” e non più spettatore di questo cambiamento sapendo che insieme, si hanno più possibilità di orientare una nuova offerta di prodotti e servizi, così favorendo una progressiva trasformazione dell’Impresa nella direzione auspicata. Questa trasformazione è probabilmente perseguibile nella nuova micro o piccola impresa come nelle PMI di territorio più vicine al mercato e alla comunità piuttosto che alle grandi imprese nazionali od internazionali che, a causa della loro dimensione, dovranno comunque riorganizzarsi. In conclusione si tratta di favorire uno sviluppo sostenibile del nostro Paese tramite una precisa direzione strategica orientata alla massima valorizzazione delle forze competitive radicate in noi stessi, nelle PMI, Start-Up e Micro Imprese dei nostri territori e, soprattutto, da un innovativo modello gestionale d’Impresa in grado di valorizzarle al meglio".

Quali saranno il contesto e lo scenario prevedibili in cui ci muoveremo?

"Il contesto è quello del grande sconquasso economico sociale mondiale in cui stiamo vivendo e che presumibilmente durerà il tempo necessario ad un riequilibrio naturale di convivenza del virus nella popolazione, probabilmente non meno di un anno da oggi. Nel frattempo ci saranno graduali ritorni all’espletamento di alcune attività e parziali libertà di movimento, in cui tuttavia il caos globale continuerà ad esistere anche a causa dei probabili ritorni di fiammate, qui o là, che manterranno vivo il problema della Pandemia in atto e del rischio di morte dei possibili contagiati. Questo problema acuisce e drammatizza ulteriormente la minaccia già da decenni esistente del cambiamento climatico in atto e del disastro ambientale. Il dramma ambientale aveva già mosso le coscienze con una presa di posizione da parte dei movimenti spontanei della gente, ma anche dalle Istituzioni mondiali formulando metodologie gestionali in grado di attivare le responsabilità delle Imprese nei confronti della Società e dell’Ambiente con i derivati processi produttivi (CSR ed Economia Circolare).

Inoltre, il contesto sanitario e ambientale si incrocia con la grande depressione sociale causata dal divario della ricchezza tra ricchi e poveri, tra i paesi emancipati e quelli in via di sviluppo, tra quelli che si impegnano nella Società e quelli che non vanno neanche a votare, tra coloro che sono attenti ai valori della famiglia e della comunità, e quelli che vivono in un abito puramente asociale e virtuale. Questa depressione sociale sta tuttavia dando impulso a una più lucida consapevolezza della gente con iniziative volte a rendere più solidale, partecipativa e meno egoista la Società Civile".

Come si inserisce però la finanza speculativa in questo quadro ottimistico?

"Sì, stiamo anche assistendo ad una epocale svolta anche della finanza speculativa, che ha devastato per circa 30 anni la cultura delle Imprese con un approccio efficientistico orientato alla crescita dell’“Equity Value” d’Impresa a discapito di una responsabile gestione orientata allo sviluppo e soddisfazione dei reali bisogni della gente. Tutto questo solo per affermare che non stiamo solo assistendo ad una crisi sanitaria mondiale e che tutto tornerà come prima fra un anno: siamo nel bel mezzo di una “crisi di sistema” complessivo in cui si stanno creando le basi per una svolta generalizzata che cambierà la modalità di esistenza della nostra specie umana a tutti i livelli.

Come desideri concludere questa intervista?

"In ordine di importanza e di flusso: i comportamenti di consumo, poi gli ordini economici, poi le espressioni dei governi, infine, i costumi sociali. Siamo nel bel mezzo di quello che noi ed altri definiscono come global shift, e cioè un cambiamento globale di tutto e tutti con un movimento spontaneo che parte dal basso accorpando tutte le coscienze consapevoli del mondo e che, secondo i profeti di questo movimento globale (Es. Ervin Laszlo), sarebbe iniziato nel 2012 con maturazione proprio nel 2020".

consumiTavola dell’evoluzione dei beni e bisogni in relazione ai loro contenuti intangibili (immateriali), nonché correlazione con l’entità del Valore Aggiunto conseguibile.Qui il link al documento completo
 
 

 

 

Planet Life Economy Foundation - Sede Operativa Alzaia Naviglio Pavese 78/3 - 20142 Milano
Tel 02/39564687  www.plef.org - info@plef.org

Commenti
    Tags:
    plefrigenerareterritoripmi di territoriorigenerare il paesepaolo ricottiplanet life economy foundationtrendiest news
    in evidenza
    Casaleggio-Sabatini, che coppia Mano nella mano in dolce attesa

    Paparazzati in un hotel di lusso

    Casaleggio-Sabatini, che coppia
    Mano nella mano in dolce attesa

    i più visti
    in vetrina
    Estate 2021, le bellezze made in Italy scelgono il Belpaese. FOTO

    Estate 2021, le bellezze made in Italy scelgono il Belpaese. FOTO


    casa, immobiliare
    motori
    Mercedes: il futuro è completamente elettrico

    Mercedes: il futuro è completamente elettrico


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.