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Palazzi & Potere
Mainetti presenta la più ricca collezione di vasi di età classica

La Fondazione Sorgente Group, presieduta da Valter Mainetti, presenta presso lo Spazio Espositivo Tritone la più ricca raccolta di vasi marmorei monumentali di età classica risalenti al IV secolo a.C., le lekythoi e le loutrophoroi.

 

Gli esemplari di questa tipologia sono molto numerosi nei musei di Atene e dell'Attica, mentre in Italia tra collezioni private e pubbliche se ne contano poco più di una decina e la Fondazione da sola ne possiede quattro esemplari, pressoché integri e con scena figurata incisa nella parte frontale. Le lekythoi e le loutrophoroi riprendono le forme vascolari in terracotta, adibite sin dall'età arcaica a usi funerari, ma son realizzate in marmo pentelico e di maggiori dimensioni. In antico all’interno dei recinti funerari, affiancavano il monumento principale innalzandosi come acroteri laterali alle estremità oppure più spesso erano monumenti autonomi.

Come mostrano gli esemplari della Fondazione, le lekythoi e le loutrophoroi sono corredate da una scena figurata a rilievo nella parte centrale maggiormente aggettante e curvilinea, mentre le parti rimanenti sono lasciate lisce. Studi recenti dimostrano che queste parti, che oggi risultano prive di decorazione, in antico erano, invece, rivestite dal colore con motivi ornamentali geometrici a schemi fissi, così come le parti scolpite che mediante la pittura acquisivano plasticità, naturalismo ed erano completate in alcuni dettagli con una scelta cromatica, che alternava il rosso cinabro, il blu egiziano, il giallo e l'ocra. La Fondazione attraverso lo studio di Elena Ghisellini ha tentato di ricostruire il colore presente su un suo esemplare: una splendida Anfora loutrophoros di notevoli dimensioni (alt. 118 cm, diam. 52,2 cm), mancante solo nella parte alta delle anse, ma ottimamente conservata. Di colore rosso dovevano essere i nomi incisi dei defunti raffigurati: ΠΟΛΥΚΡΑΤΗΣ (Polykrates), l’anziano padre su klismos, e ΠΟΛΥΣΤΡΑΤΟΣ (Polystratos) suo figlio deceduto eroicamente in guerra, con corazza anatomica e clamide.

Osservando i quattro esemplari della Fondazione è possibile verificare che, pur nella schematicità delle raffigurazioni, grande importanza aveva la mano dell’artista per la sua capacità a rendere la plasticità dei personaggi e la profondità delle scene, non dimenticando la difficoltà di scolpire su una superficie curvilinea convessa. Gli schemi compositivi riproducono situazioni proprie della vita quotidiana in un’atmosfera pacata e serena, senza alludere alla sfera funeraria e fra i temi più ricorrenti si trovano le rappresentazioni di guerrieri in armi nel gesto di commiato insieme ai familiari, come si può vedere su due lekythoi e sulla grande loutrophoros della Fondazione Sorgente Group.

Il guerriero barbato, protagonista della scena, è al centro dei tre personaggi indossando in un esemplare un lungo mantello (himation), mentre negli altri due la corazza (thorax) di tipo anatomico su corto chitone e mantello (clamis) portato intorno al braccio e ai fianchi; tiene una spada, mentre lo scudo circolare è affidato al servitore insieme all'elmo frigio con spessa punta ricurva in avanti e para guance portato sulla testa. Infatti, dalle fonti antiche sappiamo che nel V e IV secolo a.C. al seguito degli eserciti delle poleis greche si trovavano numerosi schiavi, addetti a servizi ausiliari fra cui alleggerire gli opliti della pesante armatura durante la marcia. Le dimensioni ridotte del servitore rispondono ad una convenzione figurativa per metterne in evidenza l'inferiorità sul piano sociale e culturale.

Meravigliosa anche la scena a rilievo sulla quarta lekythos interamente al femminile, dove è racchiuso il mondo dell’oikos domestico greco, intimo e raccolto con la madre defunta seduta di dimensioni maggiori del vero e dinanzi la giovane figlia dal lungo chitone con le incisioni dei loro nomi: la madre, …]ΟΣΤΡΑΤΗ, …]ostrate e la figlia ΔΗΜΟΣΤΡΑ[ΤΗ, Demostrate.

Il momento centrale della scena è nel gesto della stretta di mano nell'atto della dexiosis tra il protagonista e un altro personaggio, che in tre esemplari della Collezione è un uomo barbato di età avanzata identificabile con il padre, seduto su un seggio (klismós) o in piedi sorretto da un bastone (dipinto in antico). Il messaggio che queste opere vogliono trasmetterci è molto intenso e non si limita al solo gesto. Come ritengono numerosi studiosi vi è la volontà di trasmettere ai posteri un profondo significato morale: la scena fermata nell’attimo del saluto con la stretta di mano fra i defunti e i familiari ancora vivi, simboleggia indissolubilità del loro legame al di là della morte nell’esaltazione dell’unità familiare come valore centrale della società della polis classica.

                                  

 

 

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