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Under 30 e dintorni
Che fare dei propri risparmi?

La precarietà pare essere diventata un fenomeno generalizzato e trasversale. I giovani, ormai da anni, faticano praticamente in tutto. Trovare un lavoro, pagare l'affitto, mantenersi. Per loro, poi, riuscire a mettere da parte qualche risparmio è, nella maggior parte dei casi, un'impresa quasi impossibile.

Ora poi le difficoltà e la precarietà riguardano sempre di più anche chi ha già lavorato e spesso lottato per una vita intera, riuscendo a risparmiare e accumulare qualcosa, magari in previsione della vecchiaia. Proprio coloro che, in questi momenti, si vedono costretti a “tirare ancora di più la cinghia” per aiutare figli e nipoti in difficoltà.

E poi accadono degli eventi, come il fallimento delle banche a cui abbiamo assistito qualche giorno fa, che sconvolgono tutto e buttano all'aria le poche certezze che migliaia di persone si sono costruite a fatica durante tutta una vita.

Qual è dunque la situazione “del risparmio” in Italia? Come comportarsi? Che errori evitare assolutamente? E, per gli under 30, cosa fare per pensare al proprio futuro o, meglio, per cercare di costruirselo?

Ne parlo con una carissima amica, che ringrazio per la disponibilità e i consigli, che lavora come esperta di investimenti in un grande gruppo bancario nazionale.

 

Tu conosci il mondo delle banche “da dentro”; l'Italia è ancora un “popolo di risparmiatori”? Meglio ancora, gli italiani riescono ancora a risparmiare?

Gli italiani sono risparmiatori da sempre e ancora oggi cercano di farlo. Ovviamente non come prima, viste le difficoltà che incontrano, ma la propensione al risparmio è ancora presente. Sul lato pratico, il discorso è diverso, in quanto non sempre ce la fanno. Soprattutto le persone di una certa età, però, sono abituate ad affrontare sacrifici pur di mettere comunque qualcosa da parte.

Per i giovani, invece, il discorso è diverso. La precarietà, i contratti a termine, maggiori spese, i mutui lasciano loro ben poco da risparmiare.

Esiste un divario generazionale tra i risparmiatori, a livello di mentalità, “strategie” e risorse?

Sì, esiste. Come accennavo già prima, le persone di una certa età sono abituate a maggiori sacrifici e hanno anche esigenze e aspettative diverse rispetto ai giovani. Ho a volte come l'impressione che questi ultimi non pensino al futuro. Probabilmente sono completamente assorbiti dalle difficoltà contingenti, presenti e non sanno o vogliono pensare al domani.

Quello che è accaduto in questi giorni, una vicenda ben nota e che lascerà probabilmente “al verde” migliaia di risparmiatori, fa riflettere e dovrebbe far indignare. Che consigli ti sentiresti di dare ad un piccolo risparmiatore che vuole mettere al sicuro i risparmi di una vita di lavoro?

L'unico, fondamentale consiglio è di diversificare. Non smetterò mai di dirlo. Mai investire tutti i propri risparmi su un'unica tipologia di prodotto. Mi rendo conto che potrebbe essere scomodo per chi non è pratico del settore, ma è l'unico modo per essere al riparo, almeno parzialmente, dai rischi.

E parlando invece degli under 30, sempre che riescano ad avere qualche soldo in tasca da mettere da parte o investire?

Il mio consiglio per loro è di procedere a piccoli passi. Fondamentalmente vi sono due strumenti. Il primo sono i piani di accumulo, che consistono nel versare periodicamente un determinato importo, anche solo cinquanta euro, specificando all'inizio alla banca come investirlo. Ed è sempre possibile disinvestire il denaro versato in qualsiasi momento. Altrimenti, vi sono poi i fondi pensione. Sostanzialmente operano nello stesso modo, solo che per questi ultimi un eventuale riscatto è bloccato, nel senso che il risparmiatore ne potrà godere solo quando andrà effettivamente in pensione, ad integrazione, appunto, del trattamento pensionistico erogato dallo Stato.

Un tema molto importante e dibattuto è appunto quello previdenziale. Si dice ormai da tempo che i trentenni di oggi “non avranno quasi più una pensione” e così si consiglia di ricorrere ai fondi pensione integrativi. Ci vuoi parlare meglio di cosa si tratta e che vantaggi offrono?

Come dicevo prima, lavorando sul campo, riscontro nei giovani una notevole difficoltà a pensare al futuro. Probabilmente alcuni lo ritengono superfluo o prematuro. E invece no. Bisogna partire fin da ragazzi, passati i vent'anni. Se si inizia dopo è inutile, in quanto le cifre accumulate sarebbero sostanzialmente irrisorie.

Con i fondi pensione ogni mese metti da parte una piccola cifra che ti ritroverai poi al momento della pensione. E, considerato che il trend attuale prevede una fortissima riduzione delle pensioni future, è molto importante pensare ad una loro integrazione.

Qualche errore assolutamente da evitare parlando di mettere al sicuro i propri soldi?

Lo ripeto, non bisogna assolutamente investire su un unico prodotto. E, in secondo luogo, non sottoscrivere mai nulla che non ci sia ben chiaro. Prima di prendere una decisione e investire i propri risparmi si deve leggere tutto e avere tutto ben chiaro, per essere consapevoli anche dei rischi.

Parliamo un attimo di prospettive occupazionali... Che requisiti e corso di studi dovrebbe avere un giovane che aspira ad un posto in banca?

Il titolo di studio richiesto ormai è la laurea. Prevalentemente di indirizzo economico, ma non solo. Un titolo di studio universitario, anche se in altri ambiti, ti fornisce comunque un'apertura mentale adeguata per affrontare qualsiasi tipo di attività.

È possibile da tempo inviare il proprio CV o la propria candidatura tramite i siti delle varie banche, anche se devo dire che negli ultimi anni le assunzioni sono sempre più ridotte. Per lo più si verificano stage presso le sedi o contratti a tempo determinato nelle filiali.

Per concludere, una domanda molto difficile... Che futuro si prospetta per le banche italiane e come vedi l'evoluzione del rapporto banca-cliente?

Il sistema banca sta evolvendo molto velocemente ed è sempre più rivolto verso i canali online. Ormai la tendenza è quella di recarsi presso le filiali praticamente solo più se si necessita di consulenze particolari, per determinate, singole operazioni complesse. Il resto dell'operatività, invece, si svolge ormai tramite il canale online e i bancomat evoluti, che ti permettono di effettuare prelievi, versamenti, pagamenti e tanto altro.

 

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi” e di “Penombra”, edito da Eretica Edizioni. Collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate.

 

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

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