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Under 30 e dintorni
Ultrasettantenni in corsa per la metropolitana e per una cococò

Sono fermo al semaforo e ne approfitto per darmi un'occhiata nello specchietto della spider nuova. L'abbronzatura perfetta, frutto di una settimana di vacanza fuori stagione, mi dona molto.

Devo ringraziare “mammà e papà”... quante liti quando dovevo studiare, ma alla fine avevano ragione loro. La laurea e il master mi hanno privato di qualche uscita con gli amici ma mi hanno dato un futuro e una posizione. Per loro all'epoca è stato un sacrificio pagarmi le rette, ma ora il mio lavoro e quello che guadagno ci stanno ripagando tutti.

Ovviamente mi devo dare da fare, come tutti, ma in fondo non è mica per sempre... non morirò di certo nell'ufficio della società per cui lavoro. Certo che no... al momento giusto, quando sarò ancora attivo e, diciamolo, anche piacente, me ne andrò in pensione e potrò viaggiare e fare quello che magari non riesco a fare ora... Magari avrò una famiglia e mi occuperò di loro, dei figli e dei nipoti... darò loro un futuro come hanno fatto i miei con me...

Un colpo improvviso alle spalle e per poco non precipito sulla filippina seduta davanti a me. La metropolitana come sempre è stracolma ma io, che mi sono alzato come al solito alle 6,00 per raggiungere il mio luogo di lavoro somministrato, mi sono addormentato aggrappato alla maniglia di sostegno.

Nessuno specchietto di spider nuova fiammante. Al massimo l'ascella di chi mi sta in fianco e che stamattina si è dimenticato di farsi la doccia. Forse meglio così, le mie occhiaie riflesse sarebbero state uno shock troppo grande.

Nessun lavoro che ripaghi gli sforzi e i sacrifici di “mammà e papà”. E neppure i miei, di sforzi, dopo anni passati a studiare, ad accumulare conoscenze che si pensava mi avrebbero permesso di costruirmi una vita e una posizione. I miei, invece, gli sforzi devono continuare a farli, per aiutarmi a pagare l'affitto e mangiare... sì perché il mio lavoro somministrato non mi permette di “somministrarmi” il necessario per campare.

E, soprattutto, nessuna pensione e nessuna “bella vita” da pensionato. Nessun aiuto alla mia famiglia, sempre se ne avrò una, e ai miei figli...

Forse è meglio che la smetta di pensare... i pensieri fanno male. Forse è meglio se mi faccio anestetizzare dagli effluvi del mio vicino e mi riaddormento. Ma devo fare attenzione a non sognare... i sogni fanno ancora più male.

 

Il nostro amico un po' sfigato e un po' depresso – come dargli torto? – è uno dei tanti ragazzi o giovani adulti nati negli anni '80.

È stato il protagonista, o forse sarebbe meglio meglio dire l'oggetto, di dibattiti e vari provvedimenti politici negli ultimi anni. Riforme, esperimenti... quasi sempre, ça va sans dire, peggiorativi.

Per non parlare delle varie definizioni, sicuramente simpatiche e amichevoli, con cui è stato definito... “Bamboccione”, “Choosy”... Che poi, per essere choosy, forse bisognerebbe avere davanti a sé una scelta, un'alternativa... lui spesso non ha neppure una chance, ma vabbè.

L'ultima novità riguarda il sistema pensionistico. Pare che per aiutare i conti dello Stato, l'età pensionabile verrà sempre più allungata, per arrivare a settantacinque anni. Ora, è vero che la speranza di vita in Italia si è allungata... ma non bisognerebbe neppure farci troppo affidamento. E poi, se anche uno raggiunge i famosi ottantadue anni stimati, forse avrebbe piacere di godersi gli ultimi anni tranquillo senza doversi addormentare, ultrasettantenne, attaccato ad un palo della metropolitana per raggiungere il posto di lavoro.

E ancora, l'importo delle pensioni di coloro che ora hanno circa trent'anni, risulterà notevolmente ridotto, intorno al 25%... e gli importi effettivamente erogati sarebbero, in molti casi, ancora più bassi.

La soluzione? Guadagnare molto ora, fin tanto che si è giovani e, per i più previdenti, crearsi dei fondi pensionistici complementari.

Certo, l'idea è ottima... il problema, forse, è trovare un lavoro che ti permetta di farlo. E anche chi un lavoro è riuscito ad ottenerlo difficilmente riuscirà a versare addirittura delle quote integrative.

Quindi, ecco di nuovo “mammà e papà” correre in aiuto dei figli per aiutarli a pagare, dopo le tasse universitarie e gli eventuali master, anche la pensione integrativa. Ma non tutti sono così fortunati da poterlo fare.

Molti dicono che i giovani non se ne interessano, non ci pensano neppure al “problema pensione”... forse perché stanno affrontando altri problemi. Ad esempio, con che lavoro, o meglio reddito, campare fino agli agognati settantacinque anni?

E anche se sono stufi, stufi di essere una generazione “cancellata”, sfruttata, usata come cavia per esperimenti di politica economica, stanno cercando di inventarsi ogni stratagemma, ogni alternativa... dalla condivisione all'innovazione.

Non voglio pensare che il nostro amico smetterà di pensare e di sognare, però non bisogna neanche calpestarli troppo, i suoi sogni.

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi e di Penombra. Collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate.

 

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

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