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Cronache
Festini Genova, escort: "Sesso, striptease e coca. Poi il gioco con penitenze"
Ragazza sniffa cocaina

Festini Genova, le giovani prostitute escono allo scoperto: "Per sei giorni in quella villa a sniffare e..."

Festini vip con escort e cocaina nella Genova bene. Nell’inchiesta che sta facendo tremare il mondo politico c'è anche il nome del vicepresidente della Regione Alessandro Piana (Lega), non indagato, ma segnalato come uno dei beneficiari delle prestazioni sessuali. Le indagini proseguono e sono scattate le manette per i presunti sfruttatori di prostituzione, in due sono stati arrestati: l'architetto Alessandro Cristilli, l'albergatore Christian Rosolani. Ma c'è anche la maitresse, la trentunenne Jessica, che - si legge su La Verità - li aiutava a trovare donne disposte a compiacere genovesi di tutte le classi, ma soprattutto facoltosi e potenti. Nell'ordinanza ci sono i nomi di dieci ragazze coinvolte nel giro della prostituzione, la più piccola è del 2001. Lo schema - prosegue La Verità - era sempre più o meno lo stesso, Jessica le contattava e inizialmente pensavano di dover fare le ragazze immagine, poi però veniva proposto loro di prostituirsi.

Una delle ragazze lo dice apertamente: "Ho accettato, dovevo mantenere tre figli". Un personaggio chiave dell'inchiesta è la più giovane tra le ragazze e la più disinibita, sarebbe stata lei ad aver avuto il rapporto col vicepresidente leghista Piana. Di lei c'è ancora su internet la non proprio edificante recensione (voto 9+) sul conto, ai tempi in cui era tredicenne e faceva "pom...e seg..in giro ai genovesi". Le feste in questa villa genovese erano organizzate, potevano partecipare otto escort alla volta: "Abbiamo fatto uso di cocaina", ammettono diverse giovani.

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Le serate andavano sempre allo stesso modo: c'era un gioco con penitenze da pagare, striptease e cocaina. La polvere bianco, stando al racconto di una prostituta, era "a disposizione di tutti". Poi i rapporti sessuali con gli ospiti: "Io mi sono trattenuta nella villa per cinque o sei giorni". Poi c'erano i messaggi in codice per la droga: "Portami tre bocce di vino", così i pusher sapevano le dosi da portare. I due arrestati colo tempo avrebbero modificato i canali di approvvigionamento di droga: "in funzione della migliore qualità della cocaina".

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