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Economia
"Concordato preventivo? Da rivedere. Gli imprenditori non sono tutti evasori"

Stop al ripristino del redditometro:  dal Governo nuovo sgravio per chi aderisce al concordato. L'intervista a Celestino Bottoni, coordinatore nazionale di Aepi

Dopo le polemiche, gli attacchi al Ministro Maurizio Leo e la contrarietà della premier Meloni, la commissione Finanze del Senato ha chiesto lo stop al tanto criticato redditometro, sollecitando un intervento del governo per mettere un freno agli strumenti induttivi di ricostruzione del reddito dell’Agenzia delle Entrate.

Ma sembra essere già un flop il concordato preventivo biennale, il nuovo strumento che propone una tassazione piatta sul reddito sulla base di quanto dichiarato negli anni precedenti. Così la Commissione ha ben pensato di introdurre una serie di premi per chi aderisce al concordato. Per approfondire il tema, affaritaliani.it ha interpellato Celestino Bottoni, Presidente dell’Associazione Nazionale Consulenti Tributari e Coordinatore Nazionale di Aepi.

Presidente ci siamo lasciati sul redditometro, che è stato poi ritirato, per essere successivamente aggiornato. Oggi si parla di rivedere già il concordato preventivo biennale. Quali sono le differenze e le criticità?

Vi è da premettere che il redditometro cerca di valutare, sulla base di un “paniere”, se il reddito speso è sufficiente rispetto a quanto dichiarato. In sintesi si valorizza la spesa in generale, stimando anche i relativi consumi o cisti di gestione, per determinare sinteticamente se il reddito dichiarato è congruo con lo stile di vita. Il contribuente potrebbe sostenere un tenore di vita superiore anche a fronte di donazioni o lasciti. Allo stesso tempo se il potenziale evasore non sostiene spese superiori al dichiarato non viene intercettato.

Altro elemento è che il redditometro per come a oggi costruito, colpirebbe le persone fisiche, ivi compresi i pensionati o i lavoratori dipendenti. Il concordato Preventivo biennale è rivolto alle imprese e ai professionisti e cerca di determinare il reddito atteso, stimato, sulla base di determinati indici. Per il regime forfettario si aspetta il relativo software di stima per il prossimo 15 luglio. Mentre le imprese hanno già ricevuto il software di calcolo per il CPB che si poggia sull’algoritmo degli ISA (indici sintetici di affidabilità) depurando il reddito da elementi straordinari quali ad esempio le plusvalenze o le minusvalenze.

In precedenza sul redditometro la stessa Premier Meloni ha ritirato il provvedimento. Quale è la posizione di Aepi sul CPB?

La nostra posizione è chiara da tempo: siamo contrari. Soprattutto per i contribuenti virtuosi che hanno raggiunto i livelli di affidabilità fiscali richiesti dalla stessa Agenzia delle Entrate. Un contribuente che ai fini ISA raggiunge il voto di 10 dovrebbe comunque per legge avere un maggior reddito minimo di 2000. Secondo noi, i contribuenti “virtuosi” che raggiungono i livelli di affidabilità fiscale dovrebbero pagare meno imposte e non vedersi proporre maggiori redditi presunti nell’accordo “preventivo”. Può essere uno strumento di compliance per chi non raggiunge detta affidabilità ma non è pensabile che diventi uno strumento per far cassa. 

Quali sono quindi le vostre proposte?

Lo strumento deve essere totalmente rivisto per chi raggiunge l’affidabilità fiscale. Detti contribuenti devo essere premiati con una diminuzione degli adempimenti e delle stesse imposte. Dobbiamo uscire dalla logica che vede tutti gli imprenditori o professionisti come degli evasori. Peraltro il maggior reddito non è soggetto a contribuzione ma ai fini non rileva e quindi il contribuente deve comunque tenere la contabilità ai fini IVA anche sull’extra reddito presunto.

Sembra che si voglia rivedere, appunto, la determinazione di detto calcolo...

Siamo fiduciosi e aspettiamo la nuova versione per verificarne la bontà. Sottolineiamo che il software è stato rilasciato il 15 giugno e che nell’eventualità i professionisti saranno chiamati a rivedere le dichiarazioni con ulteriore perdita di tempo. In questa semplificazione amministrativa con una duplicazione di attività il minimo che ci aspettiamo e che il legislatore dia anche contestualmente una proroga in base alla data di rilascio del nuovo software. La cosa più sensata sarebbe stata quella di lanciare il concordato preventivo biennale con attività sperimentale per questo anno in modo da avere un periodo di rodaggio, ma il legislatore ha già previsto, all’art. 34 (oggetto già di emendamento) una attività di accertamento verso chi non dovesse aderire a questo nuovo istituto.

Leggi anche: Concordato preventivo, assist agli evasori. Tasse più leggere e meno controlli

Le aziende come hanno risposto in questo primo periodo?

Non si registra un interesse da parte delle imprese confederate ad AEPI.






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