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Economia
Istat, sale l'inflazione e a settembre raggiunge i massimi dal 2012

L'inflazione continua ad accelerare, portandosi a un livello che non si registrava da novembre 2012. Lo rileva l'Istat diffondendo i dati definitivi di settembre dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi: -0,2% su base mensile e +2,5% su base annua, in crescita dal +2% del mese precedente ma inferiore alla stima preliminare di +2,6%.

Oltre all'aumento molto ampio dei prezzi dei beni energetici, si registrano accelerazioni della crescita dei prezzi anche in altri comparti merceologici, che spingono l'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, all'1%. Anche i prezzi del cosiddetto carrello della spesa accelerano nuovamente, registrando un aumento che rimane però inferiore a quello riferito all'intero paniere. L'inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,7% per l'indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. L'accelerazione nella crescita dei prezzi non risparmia l'Italia, passata in pochi mesi dalla deflazione a un'inflazione prossima o superiore al 3%.

Confcommercio stima, infatti, per il mese di ottobre, un incremento dei prezzi al consumo dello 0,8% su base mensile e del 3,3% su base annua. L'aumento dei prezzi incide sui consumi che a settembre 2021, secondo Confcommercio, sono cresciuti dello 0,8% su base annua. Nell'ultimo mese si sono amplificati i segnali di rallentamento della domanda per i beni a fronte di un recupero ancora significativo per la componente relativa ai servizi (+7,7%). Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi mesi, la distanza con i livelli del 2019 rimane ampia.

Nel complesso dei primi tre trimestri del 2021 i consumi sono ancora sotto del 9,7% rispetto allo stesso periodo di due anni fa, sintesi di situazioni non omogenee: a fronte di un divario del 2,1% per i beni, per i servizi la distanza è del 26,4%. Il Pil, dopo la battuta d'arresto in termini congiunturali di agosto e settembre, dovrebbe essere tornato in territorio debolmente positivo (+0,1%) a ottobre. Nel confronto annuo la variazione si attesterebbe al +4,1%, a supporto dell'ipotesi di un 4* trimestre meno vivace dei precedenti, in linea con una domanda delle famiglie più prudente e di dinamiche più contenute dell’attività manifatturiera.

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori "urge un intervento ulteriore del Governo sulla bolletta energetica e una riduzione delle accise sui carburanti. L'inflazione al 2,5% significa, per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita pari a 942 euro su base annua, 364 solo per abitazione, acqua ed elettricità, 378 euro per i trasporti. Per una coppia con un figlio, la maggior spesa annua è pari a 878 euro, 365 per l'abitazione, 329 per i trasporti, per una famiglia media il rialzo complessivo è di 736 euro, 343 per l'abitazione e 242 per i trasporti", conclude.

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