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Spettacoli
Così Amadeus fa volare Sanremo 2023: uno spot può costare fino a 1,7 milioni!
Chiara Ferragni e Amadeus

Tutti i numeri di un business che vale circa 80 milioni

Sale la febbre per l’edizione 2023 del Festival di Sanremo, la numero 73 della storia, che si svolge dal 7 all'11 febbraio. Come per tutte le precedenti, già si rincorrono le voci sui favoriti dai bookmaker per la vittoria finale, ma la rassegna in Riviera non è “solo” un concorso musicale. Come sempre, sarà anche un enorme business.

Ma quanto varrà, esattamente? Provando a fare i conti in tasca al Festival della Canzone, il volume d'affari si aggira intorno agli 80 milioni di euro. Vediamo le varie voci.



Sanremo 2023: quanto costano i biglietti e a quando ammonta l'indotto

La prima polemica relativa all'edizione 2023 è già scoppiata da tempo, a proposito degli elevati costi per accedere al Teatro Ariston. Quanto costano i biglietti per Sanremo? TROVI TUTTO QUI. Tuttavia, i biglietti sono una parte dell'enorme “indotto” che l'evento genera sul territorio, coinvolgendo il casinò, l'industria floreale (il Festival vale il 2% del business annuale) e ovviamente ristorazione e alberghi: nella settimana del festival nella provincia di Imperia si registrano oltre 140.000 presenze. Il prezzo medio di una stanza di albergo è di 155 euro (ma si varia molto in base a categoria e distanza da Sanremo), mentre per un bilocale in affitto breve si spende intorno ai 1000 euro. Non vanno trascurati nemmeno gli sms inviati dal pubblico: se moltiplichiamo il costo medio di 0,50 euro per un pubblico di circa 10 milioni di spettatori e per le cinque serate, arriviamo al potenziale-monstre di ben 25 milioni di euro! Ne bastano molti meno per fare la differenza tra un anno fenomenale e uno da dimenticare.

 

Sanremo 2023: con Amadeus è boom di ascolti e raccolta pubblicitaria


Le principali fonti di entrata sono legate alla pubblicità, ovvero agli sponsor ufficiali della manifestazione e agli spot venduti dalla Rai. Quest'anno debutta il nuovo title-sponsor, Banca Ifis, che subentra a Tim, la quale versava intorno agli 8,5 milioni di euro. Tra i partner si conferma Costa Crocere, sulla cui nave ormeggiata di fronte a Sanremo si esibiranno alcuni degli ospiti. A fare la differenza sul conto finale sono gli spot televisivi e il numero di spettatori. La gestione-Amadeus da questo punto di vista ha dato ottimi risultati: nel 2020 si è stabilito il record di 15,4 milioni di persone davanti alla tv durante uno spot. Pertanto, la raccolta pubblicitaria è salita dai 37 milioni del 2020 ai 38 del 2021 e poi ai 42 del 2022. Per questa edizione si punta a crescere ulteriormente. Grazie ai risultati da record dello scorso anno (una media di 11.265.000 spettatori, con lo share del 58,4%), gli spot ora costano di più.

Sanremo 2023: le tariffe pubblicitarie sono in forte crescita

Come si legge sul listino ufficiale Rai, il pacchetto più caro prevede un costo di 1.763.000 euro (117.000 a secondo) per 10 passaggi più 10 fuori break 15“ posizione fissa testa o coda ed è quello della fascia oraria 22.45-24.15. Gli spot nelle fasce precedenti sono quotati tra 1.356.000 (90.000 euro al secondo) e 1.578.000. Gli analoghi pacchetti special position vanno da 1.251.000 a 1.627.000 euro. I singoli 15“ p/u 2 passaggi più 2 vanno da 248.000 a 316.000 euro la prima serata e da 264.000 a 413.000 l’ultima, mentre quelli normali hanno un range tra i 193.000 e i 370.000 euro. La struttura pubblicitaria delle serate sarà formata dal Golden Minutepre-apertura passando per 9 break interni e arrivando a quello di chiusura. Previsti, poi, telepromozione e billboard 4+4“ da 537.900 (in anteprima) a 286.500 al termine nelle anteprime e in chiusura. Il product placement (8 passaggi più 5) è quotato a 658.400 nell’anteprima mentre la telepromozione alle 23.35 costa 2,18 milioni di euro per tutte le serate contro i 2.030.000 del 2022. Lo spot da 15“ di Sanremo Goodbye in chiusura vale 74.600 euro contro i 55.000 del 2022.

Sanremo 2023: si vola anche sul digitale, con numeri da record

L’inventory digital multipiattaforma dedicata al Festival punta ad arrivare a 200 milioni di visualizzazioni. Grazie alla recente partnership con Vevo, Rai Pubblicità offre agli investitori nuove occasioni di visibilità. L’offerta prevede due tipologie multipiattaforma: il modulo Sanremo Premium, che perimetra il traffico sui canali Rai con la copertura dei live di Rai1 e dei vod delle puntate integrali, dei momenti salienti e dei contenuti extra, e il modulo Sanremo Syndication sui canali Rai@YouTube e Vevo che raccoglie l’emozione dell’evento con clip dedicate e ufficiali dei cantanti in gara. Il primo ha un valore lordo di 55.500 euro per 570.000 impression, mentre il secondo è quotato a 96.000 euro per 1,28 milioni di impression. La rilevanza dell’offerta video si esprime anche con le ctv e con le grandi opportunità di profilazione che concretizzano in tutta la sua forza la fruizione della nuova tv. Oltre all'incremento di spettatori davanti alla tv, è cresciuta anche l'audinece digitale: 29,5 milioni di visualizzazioni con un aumento del 48% sul 2021, con Rai Play a fare la parte del leone. L'edizione 2022 del Festival ha inoltre stabilito il record di evento televisivo più discusso sui social in Italia: 33,6 milioni di interazioni, +13% rispetto all’anno precedente.

Sanremo 2023: costi in calo, ricavi in aumento

Quanto costa organizzare un'edizione del Festival? La cifra è soggetta a molte variabili, così come – cosa ancora più rilevante – il rapporto tra entrate e uscite. Facciamo un esempio pratico: il triennio 2009/2012 è stato molto critico, perché la Rai ha speso oltre 20 milioni per ogni annata, incassando circa la metà della cifra. Negli ultimi dieci anni lo scenario è cambiato molto, con una attenta spending review e con l'allargamento del target, grazie al ringiovanimento dello stile musicale.. Se guardiamo alle ultime edizioni, quella del 2020 ha generato un utile di 19 milioni (37 milioni di entrate, meno 18 di costi), con un sostanziale bis nel 2021 a quota 20 (38, meno 17,4).

Sanremo 2023: quanto costano conduttori e ospiti

Quali sono le principali voci di spesa? La più rilevante è la convenzione con il Comune di Sanremo, che vale poco meno di 5 milioni all'anno. Poi ci sono i sempre discussi cachet di conduttori e ospiti. Amadeus incassa tra i 500.000 e i 600.000 euro a edizione, poi ci sono i “gettoni” dati alle guest-star. Nel 2022 le cinque co-conduttrici (Ornella Muti, Drusilla Foer, Sabrina Ferilli, Maria Chiara Giannetta e Lorena Cesarini) sono costate intorno ai 25.000 euro a testa. Non sempre queste cifre vengono rese note. Ha fatto molto discutere la scelta di Chiara Ferragni di donare in beneficienza il suo compenso per la partecipazione alla prossima edizione, che dovrebbe ammontare a circa 100.000 euro. Ancora non c'è certezza sui contratti degli ospiti di questa edizione: Salmo, Al Bano, Massimo Ranieri e Gianni Morandi.

Sanremo 2023: quanto costano i superospiti

Altrettanto misterioso e altrettanto variabile è il compenso che viene assegnato ai “superospiti” che si esibiscono fuori dalla competizione. Lo scorso anno secondo i rumors i Maneskin, lanciatissimi a livello internazionale, furono pagati 80.000 euro, ovvero ben più dei 50.000 a testa che sarebbero stati riconosciuti ai senior Cesare Cremonini, Laura Pausini, Checco Zalone e Fiorello.

Sanremo 2023: il gettone ai cantanti e il sogno di entrare in classifica

E i cantanti in gara? C'è un gettone intorno ai 48.000 euro, ma non è certo questa la cifra che conta. La vera fortuna commerciale si fa se poi si entra in classifica nei mesi successivi, cosa che non riesce a tutti i vincitori di Sanremo. Come mai? Al di là dell’ovvia soggettività dei gusti, la musica è un prodotto come tutti gli altri e quindi per affermarsi ci vogliono diverse qualità. Il talento non basta, se non è sorretto anche da un’efficace strategia di marketing. Anche gli artisti e i brand più famosi possono commettere errori davvero clamorosi, come vediamo in questa speciale classifica, che parte proprio dal Festival:

MARKETING MUSICALE: I 15 ERRORI PIU' CLAMOROSI DELLA STORIA, DA SANREMO AI BEATLES
 

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