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Esteri
Ucraina: “Chi comanda? Gli americani, l'ho visto con i miei occhi”

Guerra in Ucraina, i volontari che partono per combattere i russi pensano di arruolarsi nelle brigate internazionali ma si ritrovano di fronte al Pentagono

In questi giorni una notizia dirompente sta colpendo il pubblico francese. Non parliamo delle recenti elezioni politiche nazionali ma dell’intervista rilasciata dal giornalista Régis Le Sommier sulla guerra ucraina alla tv CNEWS, canale francese di notizie in chiaro del gruppo Canal+. 

Régis Le Sommier è un giornalista francese di calibro, esperto di scenari di guerra, vice direttore del settimanale Paris Match, si è occupato di teatri di guerra in Iraq, Siria, Afghanistan, Mali, in passato ha intervistato personaggi dello spessore di Barack Obama, il generale David Petraeus a Bagdad, il comandante in capo delle forze armate statunitensi in Afghanistan Stanley McChrystal, è stato capo dell'ufficio di presidenza statunitense del settimanale, non è quindi un giornalista qualsiasi.

Le Sommier racconta di essersi recato con tre volontari francesi in Ucraina, dopo l’appello del presidente Zelensky a resistere ai russi. Uno dei tre francesi è stato militare in precedenza mentre due di loro avevano combattuto contro l’ISIS in Rojava (Siria), di fianco ai curdi, quindi anche qui parliamo di persone con esperienza militare, non sprovveduti. Volevano aiutare gli ucraini a combattere i russi nella zona di guerra. Pensavano di trovare delle brigate internazionali, sull’idea di quelle in Spagna nel 1936. Hanno invece avuto la sorpresa di imbattersi negli americani.

Le Sommier racconta la sua esperienza diretta, di come, per entrare nell'esercito ucraino, i volontari debbano essere “approvati dagli americani”. Appena arrivati sono stati quasi arrestati. Gli si è avvicinato un militare americano, con fare molto rude e violento, dicendo: “Qui comando io, non gli ucraini!”.

Il militare americano si è persino presentato, dando il suo nome: è un veterano della guerra in Iraq. Le Sommier racconta di aver fatto delle verifiche, grazie alla sua rete di contatti e all’esperienza in scenari simili e l’uomo è davvero colui che dice di essere.

Quando il militare americano ha scoperto che Le Sommier era un giornalista si è arrabbiato ulteriormente e gli ha intimato di allontanarsi. Intanto faceva togliere ai volontari francesi le SIM occidentali dai cellulari, inserendone di nuove adatte al contesto e ha poi fatto siglare loro quasi una sorta di contratto per la guerra.

Sono gli americani che si occupano della formazione e della guida degli ucraini, questi sono i fatti e non lo dice qualcuno accusabile di propaganda filo russa.

Le Sommier racconta a CNEWS: “Chi è al comando? Sono gli americani, l'ho visto con i miei stessi occhi. Ovviamente, non è l'esercito americano ufficiale”.

Visto il colpo di Stato che gli USA hanno orchestrato in Ucraina nel 2014, come raccontato dal regista Oliver Stone nel documentario “Ucraina in fiamme” del 2016, la testimonianza del giornalista francese Le Sommier ha un’enorme impatto.

“Al di là dell'aspetto romantico di questa guerra”, spiega Le Sommier in studio, riferendosi alla resistenza dei più deboli ucraini alla soverchiante potenza militare russa, “invece di essere con le brigate internazionali mi sono trovato di fronte al Pentagono”.

 

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