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Politica
Migranti, Rampelli (FdI): "Telefonata Mattarella-Macron? Lodevole"
 Giorgia Meloni Fabio Rampelli

"La natura del ringraziamento alla Francia era sincera"


"Non ho informazioni sull'origine della telefonata tra il presidente Mattarella e il presidente Macron e quindi non me la sento di avanzare ipotesi, ma si tratta di un’iniziativa giusta e lodevole, assolutamente sintonizzata sulla lunghezza d'onda della premier Meloni". Con queste parole il vice-presidente della Camera Fabio Rampelli, esponente di spicco di Fratelli d'Italia, risponde alla domanda di Affaritaliani.it se la telefonata tra Mattarella e Macron sia stata concordata con Palazzo Chigi.

"Il governo non ha mai inteso rompere le relazioni con l'Ue, come dimostra la prima visita di Meloni proprio a Bruxelles. Semmai sono i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo che chiedono a Bruxelles un diverso approccio per fronteggiare l'eccezionale ondata migratoria che da due decenni si è riversata attraverso l'Italia dall'Africa verso l'Europa. Con la Francia abbiamo interessi comuni, non solo sulla gestione dei flussi migratori, ma anche sulle diverse partite economiche, a partire dalla riforma del Patto di stabilità - partendo dalla proposta di Gentiloni - e dagli aggiustamenti necessari per rendere fino in fondo operativo il Pnrr".

"E' surreale che un ringraziamento, atto dovuto, a Macron (per accogliere la Ocean Viking, ndr) abbia scatenato un caso e reazioni così aggressive, credo più per ragione di politica interna francese. La natura del ringraziamento alla Francia era sincera. Non c'è stato forse un precedente passaggio diplomatico ma la notizia era apparsa sulle agenzie e non era stata smentita da Parigi per 8 ore. È stato un eccesso di cortesia da parte del governo italiano, tutto tranne che una provocazione".

Rampelli continua: "I fatti di Ventimiglia (lunghe code sul versante italiano per i controlli di polizia da parte della Francia, ndr) sono una reazione surreale eccessiva. Si tratta di evidenti incomprensioni che spero si possano superare già al G20 con un incontro Meloni-Macron".

"Resta il problema dell'Europa che non pare minimamente interessata ad avere una relazione seria e virtuosa con l'Africa. Non c'è una protezione dei confini meridionali, non c'è un contrasto al traffico di esseri umani e agli scafisti e non c'è la distinzione tra nuclei familiari che fuggono da guerre e persecuzioni e migranti economici. Non esistono adeguate forme di sostegno ai Paesi subsahariani dove le persone fragili come donne, bambini, anziani e disabili non hanno la forza di intraprendere i viaggi verso l'Europa né hanno i soldi per pagare il pizzo ai criminali. Chi spesso usa in modo spregiudicato la parola solidarietà non si preoccupa di loro, i principali soggetti a meritare attenzione e soccorso".

Rampelli ricorda che "per arginare l'immigrazione terrestre dai Balcani verso il nord Europa l’Unione investe 6 miliardi di euro, dandoli alla Turchia che non è neanche Stato membro, mentre per contrastare l'immigrazione clandestina nel Mediterraneo che ha portato a migliaia di morti, l'Europa investe 500 milioni, del tutto insufficienti per creare benessere e sviluppo in Africa", conclude.

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