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Affari di Genio
Hai anche tu una memoria che continua a peggiorare?

Anche tu sei uno di quelli che «IO-HO-UNA-MEMORIA-CHE-CONTINUA-A-PEGGIORARE»? Sì? Allora questo post potrebbe rivelarti alcune scottanti informazioni decisamente preziose, per la tua memoria (e la tua autostima!)

Una situazione fin troppo comune

Hai mai visto “Alla ricerca di Nemo”?

Se sì, sai benissimo chi è Dory: la pesciolina che soffre di perdita di memoria a breve termine che aiuta il papà di Nemo a ritrovarlo. Questo è un dialogo tra di loro:

Dory: Sto pensando a una cosa arancione e piccola.

Marlin: Sono io.

Dory: Vediamo se indovini questa: sto pensando a una cosa che è piccola e arancione.

Marlin: Sono io.

Dory: Va bene, cervellone, vediamo se indovini questa: sto pensando a qualcosa di arancione, piccolo e che ha tre strisce bianche.

Marlin: Sono io. E… fammi indovinare la prossima: sono sempre io.

Dory: Accipicchia. Fai paura!

Sei messo così anche tu?

Presumo di sì, già che stai ancora leggendo questo post... 

E con ogni probabilità, non ti dispiacerebbe invece essere una persona di cui si possa dire: "Di lui si ricorda soprattutto la straordinaria memoria: si dice infatti che conoscesse a mente numerose opere e che sapesse recitare la Divina Commedia al contrario, partendo dall’ultimo verso, impresa che pare gli riuscisse con qualunque poema appena terminato di leggere.” 

Il (VERO) problema dietro una "Cattiva Memoria"

Ho perso il conto delle volte in cui si sente gente che dice: «Sai, la mia memoria non è più così buona come quando ero giovane; dimentico sempre qualcosa».

Di solito, la replica altrettanto convinta è: «Sì, capisco bene ciò che vuoi dire; la stessa cosa succede a me...» E i due avanzano barcollando, abbracciati, giù per la china dell'oblio… Per di più, queste conversazioni spesso si svolgono tra trentenni...

Questo atteggiamento mentale è la conseguenza della mancanza di un allenamento specifico.

Generalmente, associamo il peggioramento della memoria all'età.

Ma ho una sorpresa per te: vai in una scuola qualsiasi, entra in una classe di bambini dai cinque ai sette anni dopo che sono andati a casa e chiedi all'insegnante che cosa gli alunni hanno dimenticato in classe.

Troverai i seguenti oggetti: orologi, matite, penne, dolci, soldi, giacche, tute da ginnastica, libri, cappotti, occhiali, gomme, giocattoli ecc.

Anche i bambini dimenticano, a quanto pare…

L'unica vera differenza tra il dirigente di mezza età che ha dimenticato di fare una telefonata importante o ha lasciato la borsa in ufficio e il bambino di sette anni che tornando a casa si accorge di avere lasciato a scuola l'orologio e il compito, è che il ragazzino di sette anni non piomba in una crisi depressiva, non si prende la testa tra le mani né tantomeno dice: «Oh, santo cielo, ho solo sette anni e la mia memoria già se ne va!»

Prova a chiederti: «Qual è il numero di cose che ricordo effettivamente ogni giorno?» Molti pensano di ricordarne tra 100 e 10.000.

In realtà, sono molti miliardi.

La memoria umana è talmente efficace e funziona così naturalmente che non ci rendiamo neppure conto che ogni percezione, ogni pensiero, ogni attività che svolgiamo d è una funzione della nostra memoria, la cui precisione è quasi perfetta.

Le cose che dimentichiamo sono minuscoli puntini in un enorme oceano.

E allora qual è il (VERO) problema? Che i vuoti di memoria hanno la simpatica abitudine di capitarci proprio nei momenti meno opportuni: magari quando stiamo parlando di un progetto al capo o ai colleghi, oppure quando dobbiamo sostenere un esame… 

Che fortuna, eh? Con in più la gioia di essere tenuto in ostaggio per ore da tua figlia o figlio per ripetere la lezione su cui saranno interrogati l’indomani, che sanno benissimo, ma che puntualmente dimenticheranno perché sono preda dell’ansia…

Come ne usciamo? 

Come ritrovare una memoria degna di Pico della Mirandola e dimenticare per sempre l'effetto Dory-smemorella

Hai presente il tizio che ti ho citato prima?

Quello della Divina Commedia a memoria?

Lo hai riconosciuto? È Pico della Mirandola (1463-1494), passato alla storia per la sua memoria prodigiosa, umanista e filosofo italiano, era appassionato di matematica e di lingue.

Come faceva? Sicuramente aveva delle straordinarie doti innate, ma le allenava con delle tecniche.

Perché te ne parlo?

Perché in te – per fare un gioco di parole – convivono Dottor Dory e Mister Pico, nel senso che la tua memoria, come quella dell’umanista, è praticamente perfetta, ma, come quella della pesciolina, ha dei buchi se non fai niente per rafforzarla, in particolare nella fase di richiamo delle informazioni.

Per cui basta lamentarti!

È ora di passare all’azione!

Altrimenti è come se pretendessi di essere un campione di sollevamento pesi senza essere mai entrato in palestra…

Non si tratta solo di sollevare dei pesi ma di imparare il metodo giusto, quello che ti fa sfruttare appieno il tuo potenziale, come faceva Pico, che era un esperto di apprendimento, prima che di memoria.

Come fare? In questo post "Come concentrarsi nello studio (anche se ora hai l’attenzione di un pesce rosso) " ti spiego una tecnica molto efficace per rimanere concentrato e soprattutto eliminare i vuoti di memoria che puoi usare da subito e insegnare ai tuoi figli quando sono vittime del panico da interrogazione/esame.

Ti accorgerai che, a prescindere dal tuo talento innato, ricordare è questione di metodo: ti basta capire quale è quello su misura per te.

Non rassegnarti a essere Dory quando puoi essere Pico! 

Massimo De Donno 
Ideatore del Metodo Genio in 21 Giorni

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