I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Architettare
Luoghi dell’anima: le “piccole case” di Bruno Messina
PICCOLA CASA PER VACANZE

«La condizione che stiamo vivendo da oltre un anno ha cambiato dei paradigmi del nostro pensare e chiaramente l'architettura, come disciplina, è chiamata a rispondere ai bisogni che ogni epoca pone», afferma il Prof. Bruno Messina, docente ordinario di Progettazione architettonica e urbana presso l'Università degli Studi di Catania.

L’introduzione della sua Lectio fa riferimento ad uno dei passaggi più significativi del pamphlet scritto dal filosofo e scrittore Leonardo Caffo, intitolato “Dopo il Covid-19: Punti per una discussione”: «[…] il fatto di non essere superiore alla natura e di essere fragili, di non avere per nulla un posto centrale nelle cose del mondo; sono tutti elementi che sono stati per così dire acquisiti nel corso di un’emergenza fattuale. La scommessa è adesso capire se almeno durante la fase costruttiva vogliamo provare ad agire in modo cosciente “generando” una potenziale specie a noi successiva, il postumano contemporaneo, derivante da un altrettanto potenziale speciazione - mutazione genetica del genere umano -.  In tal senso progettare, è un movimento essenziale della speciazione: architetti e designer, filosofi e scienziati, medici e agricoltori, artisti e artigiani sono tutti chiamati in causa nel disegno di quello che dovrà sempre più diventare il mondo che abiteremo».

01 CASA FURNARI GALLOCASA FURNARI GALLO
 

È un dato di fatto che il modo di abitare stia cambiando, con un’accelerazione favorita dalla pandemia e dalla condizione di “rifugiati in casa”: si pensi alle migrazioni verso i piccoli centri,  per godere di una qualità della vita migliore; alle modalità dell’e-commerce, dello smartworking e della didattica a distanza, che hanno favorito una promiscuità di funzioni nelle stanze della casa; alle restrizioni imposte dal distanziamento  per l’attività fisica e la socialità, che hanno trasformato gli spazi domestici interstiziali (terrazze, logge, corti, cortili), in nuovi spazi di aggregazione, spazi-filtro tra la casa e la città. Una casa che, ad un certo punto, ha dovuto introiettare molte delle funzioni che erano proprie della città. “Abitare, lavorare, circolare, ricrearsi” erano funzioni distinte e relegate in luoghi deputati e distanti: i paradigmi  legati alla città del ventesimo secolo, teorizzati da Le Corbusier, uno dei più grandi architetti del Novecento, appaiono oggi completamente stravolti. È indubbio che sia necessario rispondere ai nuovi bisogni che il nostro tempo pone. Ma è altrettanto vero, che l’essenza dell’abitare va oltre il tempo, l’uso e i bisogni contingenti: infatti, Hedegger, nel 1951, scriveva: “Solo se abbiamo la capacità di abitare, possiamo costruire”.  Vi è una permanenza di alcune forme e significati dell'abitare in grado di mantenere vivo un dialogo continuo tra nuovo e antico. A proposito della Casa del Chirurgo di Pompei, così definita per il ritrovamento  degli strumenti chirurgici dell'epoca, Francesco Venezia, che è stato Maestro di Messina, si chiede: “Chi sarebbe così folle oggi, da farsi operare con degli strumenti chirurgici dal primo secolo d.C.? E al tempo stesso, chi disdegnerebbe di vivere invece in una casa, con lo spazio quale la Casa del Chirurgo?”. È evidente come esista una permanenza dei valori spaziali della casa, che ci permette di porre una distanza tra l'evoluzione della tecnica dell'abitare e l’idea dell’abitare. Dello stesso parere è anche un altro grande architetto del Novecento, Alvar Aalto che afferma: “Ciò che è passato non ritorna più. Ma nemmeno sparisce del tutto. Ciò che è stato riappare sempre in forme nuove.”

03 CASA CAMPAGNA IBLEACASA CAMPAGNA IBLEA
 

«Al di là della loro essenza comunque – afferma Messina -, le forme dell’abitare rispondono a temi diversi nel corso del tempo. Nella città contemporanea appare sempre più centrale la relazione tra residenza, infrastrutture, spazi aperti e paesaggio. Trovare soluzioni adeguate richiede la capacità di lavorare a scale e in contesti diversi, una sfida da cui dipende il senso stesso del nostro ruolo di architetti nella società».  

Messina, che porta avanti una profonda e appasionata ricerca sul tema dell’abitare contemporaneo, attraverso un ordinato e ricco apparato iconografico, presenta agli studenti del primo anno di Architettura del Politecnico di Bari, archetipi, categorie, paradigmi di riferimento per il progetto dello spazio domestico. Attraverso i suoi progetti, racconta di piccole case, pensate come dispositivi per leggere e guardare il suo paesaggio siciliano, che ci invitano a riflettere sul senso profondo dell’abitare e ci aprono, come direbbe Caffo, alla percezione dello straordianario. Progetti che sembrano partire più che dall’internità degli spazi fisici, proporio dal rapporto con il luogo, che diventa fondativo, non solo rispetto alla costruzione. Si tratta di case che, sì, costruiscono il paesaggio, intessendo relazioni straordinarie con gli elementi di natura, ma in cui si riconosce, anche, una condizione atemporale.

Case  che sono luoghi dell’anima, dell’osservazione del sé, in cui coltivare la contemplazione e l’introspezione. Una dimensione del tempo ritrovato, che, oggi più che mai, in piena emergenza sanitaria, occorre recuperare per resistere alle derive di una vita nuda, ridotta a pura e semplice sopravvivenza di una fragile umanità.

L’altopiano ibleo, tra Siracusa e Ragusa, è un territorio  roccioso,  dalla natura ipogeica, segnato da profonde incisioni vallive, le cave, che lo rendono molto simile alla Puglia. È un territorio sospeso sul paesaggio, fatto di salti di quota, in cui l'Etna rappresenta una costante, formato da stratificazioni millenarie, antiche necropoli, insediamenti rupestri, città di fondazione greca, città ri-costruite dopo il terremoto del 1693, antiche masserie a corte in pietra calcarenitica. È per queste ragioni, che Bruno Messina predilige il tema dell’architettura intesa come sottrazione: è la materia cavata dal suolo che diventa sedime e materiale per la costruzione di case e di città, per la costruzione di volumi puri che declinano il rapporto tra geometria, sito e paesaggio.

02 CASA NELLA CAMPAGNA IBLEACASA NELLA CAMPAGNA IBLEA
 

Casa Furnari Gallo, a Palazzolo Acreide, si adatta all'orografia acclive, snodandosi in tre corpi che, seguendo i dislivelli, si aggregano intorno a un ulivo preesistente, al centro della corte: la zona notte, la zona giorno e la cucina. Sulla parte basamentale,  che misura il dislivello, realizzata in fasce di calcestruzzo sabbiato e bocciardato, si susseguono l’elevazione, in blocchi di pietra calcareanitica locale, e il coronamento, di rame ossidato verde-azzurro; le poche finestre inquadrano alcuni elementi significativi del paesaggio urbano all’intorno.

Il tema dell’abitare la campagna iblea di Palazzolo Acreide ritorna in un nuovo progetto: un monolito bianco in pietra calcarea si colloca  in una posizione eccezionale che traguarda l’infinito, con una vista che si spinge fino al Mar Mediterraneo, dall’alto di un lotto agricolo acclive. La corte delimita un pezzo di natura, addomesticandola e proteggendola, in un paesaggio sconfinato: diventa lo spazio di mediazione tra la dimensione intima della casa e la dimensione infinita della natura. La zona notte  si trova a destra; a sinistra, la cucina. L'ingresso, che separa i due blocchi, è  ruotato per guardare in direzione nord, verso l'Etna. La casa è concepita come una macchina per contemplare il paesaggio. Dalla zona notte e dalla corte aperta a sud-ovest si guarda verso il paesaggio infinito della valle del Tellaro. Il paesaggio dilatato crea, attraverso gli sguardi visuali, una dilatazione dello spazio della casa verso l'esterno, verso il paesaggio infinito che viene introiettato.

bruno messinaBruno Messina
 

La casa EP è, questa volta, un padiglione completamente aperto verso il paesaggio, appoggiato su un banco roccioso scavato. Quattro elementi primari costituiscono lo spazio domestico: lo scavo, quattro setti, un basamento e una copertura in calcestruzzo.  L’involucro e le parti aggettanti sono in legno. Il paesaggio entra prepotentemente nella casa. Si realizza un’osmotica continuità tra interno ed esterno.

La piccola casa per vacanze, costruita in una località marina vicino Siracusa, ha un problema opposto: con il suo volume stereometrico, ricerca in sé la sua ragion d'essere, attraverso un ritorno all’archetipo del megaron: lo spazio centrale interno, in penombra, con la sua maggiore altezza, riscatta le dimensioni minime della costruzione di 50 m² ed è pervaso da un’atmosfera che contrasta con la solarità esterna dei muri color aragosta. La luce zenitale, i dispositivi cromatici e tattili qualificano lo spazio interno: le tessere di vetro, camminando a piedi scalzi, permettono di percepire la variazione dello  spazio; l'interno è interamente turchese, per evocare l'idea di uno spazio quasi marezzato, il cui riflesso color mare amplifica l'idea di frescura.

Le “piccole case” di Bruno Messina sono “le case di sempre”, in cui  rieccheggia il suono di antiche canzoni.

Iscriviti alla newsletter
Commenti
    Tags:
    bruno messinaarchitettura
    in evidenza
    La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

    Corporate - Il giornale delle imprese

    La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

    i più visti
    in vetrina
    Luce e Gas, passaggio al Mercato Libero. Abbassalebollette fa chiarezza

    Luce e Gas, passaggio al Mercato Libero. Abbassalebollette fa chiarezza


    casa, immobiliare
    motori
    Mercedes, approvato piano al 2026 con investimenti da 60 MLD

    Mercedes, approvato piano al 2026 con investimenti da 60 MLD


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.