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Il quadro

CARO AMMINISTRATORE ……FAI ATTENZIONE

Angelo2
 

Il Dlgs 12 gennaio 2019 nr. 14 pubblicato in G. U. il 14 febbraio dello scorso anno ha dato vita al Codice della crisi e dell’’insolvenza (CCII).

Dallo scorso 16 marzo soltanto sedici sono gli articoli in vigore, incidendo fortemente sulla governance aziendale e, come ho già evidenziato in un precedente articolo (8/4/19), alcuni di essi obbligano gli imprenditori (sia individuali che societari) ad apportare all’azienda un diverso “assetto organizzativo” o “adottare misure idonee”.

Per quanto l’art. 375 del CCII, modificando l’art. 2086 del codice civile parla solo dell’imprenditore che opera in forma collettiva, l’art. 3 al 1° comma (ancora non entrato in vigore) dispone che “l’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte”.

La differenza può apparire sostanziale, ma di fatto non lo è perché in ogni caso l’obiettivo è “l’intercettazione della crisi”.

Se per raggiungere questo fine l’organizzazione debba essere all’interno o all’esterno dell’azienda, più o meno complessa e/o articolata, il risultato non cambia – è il fine che obbliga il mezzo, perché le scelte operative devono essere idonee e adeguate alla tipologia dell’azienda medesima.

Ci sono delle funzioni aziendali che non possono essere trasferite all’esterno (si pensi alla rilevazione dei dati da inserire in una contabilità industriale o nella distinta base del controllo di gestione) e, quindi, le scelte sono soggettive e in base alla tipologia aziendale.

Tutti i rimanenti articoli del CCII entreranno in vigore il prossimo agosto, salvo variazioni di cui si parla già da diverso tempo, ma quelli che sono già “operativi”, in caso di inosservanza, chiamano sin da ora gli imprenditori a gravi responsabilità.

Da un recente Rapporto Cerved Pmi 2019 aggiornato al 12/10/19, emerge che è molto basso il “grado di consapevolezza delle imprese circa i nuovi sistemi di organizzazione e monitoraggio previsti dal CCII”.

Una domanda nasce spontanea: “Come mai ?”

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E’ cosa risaputa che molti operatori aspettano l’ultimo momento per adeguarsi alle normative (cattiva abitudine dovuta alla incertezza legislativa – es: “i parametri per la nomina dell’organo di controllo o del revisore nelle srl e cooperative, nonostante da più fronti se ne suggeriva l’immediata attuazione in quanto l’art. 379 CCII era entrato in vigore già dallo scorso 16 marzo, dopo qualche mese ne furono modificati i parametri, creando serie difficoltà ai imprenditori più virtuosi che con diligenza avevano adeguato gli statuti e provveduto alla nomina."

L’aver raddoppiato i limiti per la nomina, di fatto, non ha portato alcuna utilità se non di risparmiare il compenso del revisore, perché gli obblighi relativi alla "intercettazione della crisi" erano e restano gli stessi.

Da voci di corridoio si è appreso che probabilmente saranno modificati i limiti entro i quali gli “strumenti di allerta” dovrebbero essere meno incisivi per i più piccoli, ma una cosa è certa:

“in una situazione di insolvenza irreversibile con conseguente apertura di una procedura di liquidazione giudiziale (l’art. 349 – non ancora in vigore – ha modificato il termine “fallimento” con “liquidazione giudiziale”) questo minor gravame come potrebbe essere inteso dal Giudice delegato?

Io suggerisco a tutti gli operatori, nessuno escluso di affrontare l’argomento nella sua interezza perché sottovalutarlo non è conveniente ed espone a gravi pericoli, non ultimo alla responsabilità personale dell’amministratore.

Quando guidiamo una automobile sappiamo in partenza che un incidente di percorso è sempre possibile, anche per imperizia altrui e, quindi, il calcolo del rischio deve tenere conto anche di questa variabile.

Nello stesso modo il crac di una azienda è sempre ipotizzabile e dimostrare al Giudice delegato di non aver partecipato nemmeno per “concorso” la vedo assai difficile.

I prossimi articoli analizzeranno più dettagliatamente alcuni aspetti riguardanti le responsabilità degli imprenditori con particolare riferimento agli amministratori.

Potete inviare i Vostri quesiti a: angelo@andriuloweb.it

Oppure all’Associazione culturale “Per saperne di più”: info@persapernedipiu.it

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