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Imprese e Professioni
Consumi: il costo dello smartworking e i consigli di Tate per evitare sprechi

QUAL'È IL COSTO “ENERGETICO” DELLO SMARTWORKING?

Ritornare in ufficio o proseguire con lo smartworking e il lavoro agile? Questo è uno dei principali dilemmi che molte aziende e milioni di famiglie italiane stanno vivendo con l’avvento di settembre e il ritorno all’attività lavorativa. Se il 44% degli italiani si è espresso a favore del rientro in ufficio,  il restante 56% ha, invece, confermato di voler continuare a lavorare da casa e molte imprese hanno già deciso di estendere lo “smartworking” anche per i prossimi mesi, indipendentemente dall’avvio di misure “meno restrittive” da parte del Governo.

Una modalità che, se da un lato è necessaria perché previene un ulteriore aumento dei contagi, dall’altro espone le famiglie e i lavoratori a consumi energetici “nascosti”, spesso trasferiti direttamente dal datore di lavoro al “dipendente”, senza alcun tipo di tutela.

Micael Saillen 1 resize   Tate CEOMicael Saillen - CEO di Tate

Da un’analisi dei dati di Tate, tech company e start-up innovativa attiva dal 2018 nella vendita di energia elettrica e gas esclusivamente online, è emerso, infatti, che nei primi 5 mesi successivi al lockdown (marzo-luglio 2020) i consumi di energia elettrica sono aumentati di circa il 10% rispetto all’anno precedente (marzo-luglio 2019). Un incremento che non ha ancora avuto un “riscontro” in bolletta a causa del crollo del Prezzo Unico Nazionale (il PUN) che ha visto i prezzi di mercato scendere - in media - del 10% rispetto ai 5 mesi precedenti (ottobre 2019-febbraio 2020) e del 43% rispetto all’anno precedente (marzo-luglio 2019.)

Il trend

Un trend che, però, potrebbe subire un'inversione di rotta tra settembre e dicembre 2020: con l’aumento dei consumi bisogna, infatti, stare sempre attenti alla propria tariffa attuale, i prezzi di mercato, stimati per gli ultimi quattro mesi del 2020, sono molto simili a quelli dello scorso anno. Questo significa che se si ha una tariffa allineata al prezzo di mercato, la bolletta sarà più alta ma “contenuta” (+15 euro tra settembre-dicembre 2020). Se invece non si ha una tariffa competitiva, l’impatto in bolletta rischia di essere ben più elevato.

Non solo! Nei 5 mesi successivi alla proclamazione del lockdown si è registrato un incremento di emissioni di circa 30 kg di CO2 in più per famiglia rispetto all’anno precedente, ossia l’ammontare di CO2 assorbita da un albero nel suo habitat ideale, un bosco, nel corso di un anno intero.

Le città più dinamiche

Le città d'Italia più dinamiche in termini di consumi? Milano, Torino, Firenze, Roma e Bologna. I clienti più affezionati sono i tech lover e i liberi professionisti, soprattutto nella fascia Millennial  (20-35 anni) 60% e tra i 35-45 anni 40%, sempre in cerca del connubio perfetto tra efficienza e ottimizzazione delle risorse e che quotidianamente utilizzano strumenti e servizi digitali come supporto alle scelte di acquisto di beni e servizi.  

SETTE CONSIGLI DI TATE PER EVITARE SPRECHI E RISPETTARE L’AMBIENTE

tate tariffe

Bastano, però, pochi accorgimenti per ridurre gli sprechi sia in termini energetici, sia economici ed ambientali. Tate ha realizzato anche un'app molto facile da consultare. Qui il link all'articolo che abbiamo pubblicato un mese fa sull'argomento.

Ecco i sette consigli di Tate: 

1) Scegliere una tariffa competitiva, come?

Monitorare il mercato e i siti di informazione per avere una panoramica completa sugli operatori più in linea con le nostre esigenze;
fare attenzione alle promozioni “aggressive”: in molti casi si tratta di un “falso” risparmio perché gli sconti iniziali vengono riassorbiti in altri costi, inseriti lungo la durata del contratto;
scegliere un operatore che offre ai propri utenti l’energia a prezzi competitivi e offre un buon servizio di supporto. Tate, ad esempio, fornisce ai propri clienti l’energia direttamente al prezzo del mercato all’ingrosso senza applicare alcun ricarico di prezzo, chiedendo invece solo una piccola quota mensile fissa necessaria per coprire i propri costi operativi. 

2) Monitorare gli elettrodomestici ed eliminare i consumi in standby. Gli elettrodomestici e qualsiasi dispositivo elettronico che abbiamo in casa consuma energia anche quando è in standby e non viene utilizzato; una disattenzione che può arrivare a pesare in bolletta fino al 20% dell’energia consumata. Qualche suggerimento?
Utilizzare ciabatte intelligenti; 
collegare le ciabatte con un interruttore che permette di interrompere il flusso di corrente e ricordarsi di staccare dalla rete casalinga tutti gli apparecchi connessi ma non in funzione;
impostare il riscaldamento a 18-20°C. Ogni grado aggiuntivo usa in media 10% in più energia!

3) Utilizzare dispositivi ad alta efficienza energetica per ridurre i consumi e, nel caso di strumenti lavorativi, chiedere alla propria azienda di poter ricevere apparecchiature più efficienti qualora fossero particolarmente datate e/o inefficienti.

4) Utilizzare lampadine a risparmio energetico: l’illuminazione della nostra casa può ammontare al 10/15% del consumo annuo di energia. Passare a lampadine a risparmio energetico (come le LED) può ridurre il consumo di un quarto.

5) Utilizzare lavaggi a basse temperature può essere una soluzione molto semplice (ed ecologica) per diminuire i consumi e rispettare l’ambiente. 

6) Utilizzare applicazioni per le gestione digitale e “smart” della casa: un sistema integrato di controllo, consente oggi un reale risparmio energetico e un'ottimizzazione dei costi di gestione. L'energia viene impiegata solo dove e quando serve, eliminando gli sprechi.

7) Ridurre il proprio impatto ambientale scegliendo un fornitore che vende solo energia verde; in questo modo si supporteranno gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili e si spingeranno sempre più produttori a investire in soluzioni di produzione non inquinanti. 

Tate, ad esempio, fornisce energia 100% verde. Per ogni unità di energia consumata da un membro Tate, un’unità di energia viene prodotta e immessa nella rete da una fonte rinnovabile, come il fotovoltaico, l’idroelettrico e l’eolico e con i suoi oltre 3.000 clienti attivi  sono già state “risparmiate” 2.564 tonnellate di CO2.

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