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Prestiti alle Partite IVA e alle srl. Tre consigli e istruzioni per l’uso

Le misure prese in marzo dal Governo con il decreto “Cura Italia” per contrastare gli effetti negativi di COVID-19 sul piano economico hanno aperto la strada al “Decreto Liquidità”, annunciato domenica 5 aprile dal Premier e dai ministri incaricati. Il decreto si propone di offrire a società di capitali, società di persone e Partite Iva la possibilità di accedere a finanziamenti bancari assistiti da garanzia statale, a tassi calmierati e durata massima di sei anni.

Intervistiamo l’ing. Davide Pracchi

Davide Pracchi è ingegnere gestionale del credito, fondatore e CEO di Serendebity. Ha una vasta esperienza in materia di NPL e UtP, sia sul mercato italiano, sia su quello internazionale. 

Il decreto

Arriverà veramente questa benedetta liquidità?

Davide Pracchiing. Davide Pracchi

“Sì, la liquidità arriverà, ma vorrei chiarire a quali condizioni e con quali tempistiche:
Primo: Il decreto è stato pubblicato solo in data odierna sulla Gazzetta Ufficiale.
Secondo: La liquidità sarà erogata dal sistema bancario tramite affidamento e quindi si dovrà aprire con un qualunque istituto di credito una richiesta di apertura di credito
Terzo: la liquidità ricevuta dovrà essere restituita perché di debito trattasi e non di “regalo”
Quarto: i tempi per l’erogazione non saranno immediati, ma ci vorranno diverse settimane”.

Non è un quadro così semplice …

“Vero. Oltre a queste premesse vediamo insieme le principali criticità e la tempistica attesa per le erogazioni. Il primo limite è l’importo massimo del finanziamento che non potrà essere superiore al 25% del fatturato dell’anno 2019. Il secondo limite è che se il 25% del fatturato fosse superiore ai 25.000 euro, e si volesse chiedere di più, non potremo avere la garanzia del 100% ma solo al 90%: in questo caso la banca da noi interpellata dovrà comunque aprire un’istruttoria (la filiale o il centro corporate se siamo aziende) e dovrà seguire le procedure standard, che durano diverse settimane per non dire mesi.”

Questo finirà col vanificare lo spirito stesso della norma

“Anche oggi il Presidente ABI ha chiarito che una pratica di richiesta di finanziamento garantita al 90% ha le stesse criticità di una pratica normale (le banche al giorno d’oggi non hanno nessuna intenzione di assumere quel 10% di ipotetico rischio … ma questo non è Patuelli, sono parole mie!). Quindi invito tutti a richiedere una somma superiore alla soglia solo se siamo certi al 100% di avere un merito creditizio “a prova di bomba”. Ma al tempo stesso, se lo abbiamo davvero (il merito), è perché probabilmente non abbiamo bisogno di questi finanziamenti”.

A parte questo paradosso, lei accennava anche ad altri due limiti

“Il terzo limite è che nell’aprire questa richiesta di credito in banca ci verrà richiesta la documentazione attestante il nostro fatturato 2019. Ma le società di capitali e le Partite Iva hanno visto spostato, per decreto, il termine per la presentazione dei bilanci al 30 giugno quindi è verosimile, ancorché non certo, che il vostro consulente non avrà ancora predisposto i bilanci. Quindi le assemblee di approvazione conti non si saranno ancora tenute o, se siete partite iva, non sia ancora stata predisposta la dichiarazione dei redditi 2019 dal quale evincere il volume d’affari”.

Ma siamo al paradosso nel paradosso. Che cosa suggerisce di fare?

“Suggerisco, per le società di capitali, di farsi preparare se non il bilancio almeno la dichiarazione IVA 2019 e per le Partite Iva di “chiedere cortesemente” l’approntamento “con cortese urgenza” della dichiarazione dei redditi… i poveri commercialisti che già speravano di poter posporre le scadenze si ritroveranno subissati da queste richieste, quindi meglio muoversi per tempo (ahiloro)”

Infine, come se non bastasse, il quarto limite …

“Il quarto limite è che le banche, per lo meno quelle da me interpellate, non hanno ancora disposizioni in tal senso. Qui dobbiamo soffermarci sull’enorme distinzione che, anche in questo caso, dobbiamo fare tra la pratica e la grammatica: lo Stato ha deciso (in attesa del benestare UE), ma adesso tocca alle banche attrezzarsi.”

Come possono agire le banche?

“Le banche stesse hanno, nei fatti, due possibilità: affidare questo tipo di pratiche agli “uffici” o ai “dipendenti” che gestiscono normalmente le Partite Iva e le Pmi, oppure approntare delle task force, cioè delle strutture con personale dedicato per gestire questa verosimile enorme quantità di nuove richieste.”

Immagino che le due alternative abbiano livelli di efficienza ben diversi

“Tutti auspichiamo che propendano per il secondo scenario, ma non dipende da noi. In ogni caso dovremo attendere l’approntamento di queste auspicabili direttive interne alle banche e la sperabile costituzione di task force dedicate. Non da ultimo teniamo conto delle restrizioni di orario dei dipendenti di banca e del ricorso allo smart working”. Mi scusi … mi vengono in mente altri limiti…”

Ing. Pracchi, non ci posso credere. Altri limiti?

“Il quinto limite è che sempre di nuovo debito trattasi: se il debito non verrà ripagato la banca escuterà la garanzia statale ed i debiti non svaniranno, ma diventeremo debitori dello Stato, che certamente verrà, prima o poi, a richiederli indietro, verosimilmente tramite l’Agenzia delle Entrate Riscossione. Un altro tema sarà vedere quali saranno le modalità per l'escussione delle garanzie, cioè dopo quante rate e dopo quanti tentativi di regolarizzazione.

Il sesto limite è più che altro un consiglio legato all’esperienza: personalmente sono del parere che sia meglio richiedere il finanziamento ad una banca con la quale non abbiamo esposizioni (debiti) perché la tentazione delle banche di utilizzare questa nuova liquidità per chiudere esposizioni, magari non floride, sarà forte, a volte molto forte, fortissima a tratti”.

Riassumendo

Qual’è una tempistica attendibile per queste erogazioni?

  • Grazie alla proroga al 30 giugno per dichiarazioni dei redditi e bilanci probabilmente il vostro commercialista non ha tutta la documentazione che attesta il volume d’affari 2019.
  • Le banche devono seguire le procedure ordinarie come per una richiesta di apertura di credito normale.
  • Quindi è lecito ipotizzare che le erogazioni possano avvenire nel corso del mese di maggio 2020, non prima.

I tre consigli

E’ giusta, ing. Pracchi, questa sintesi?

“Spero di sbagliarmi, ma non credo che siamo lontani dal vero. In ogni caso vi invito calorosamente a 

  • organizzarvi per le scadenze di aprile senza contare su questa liquidità
  • non chiedere più di 25.000 euro (sempre rispettando il limite massimo del 25% del fatturato 2019)
  • richiedere questo finanziamento a una banca presso la quale non avete fidi in essere”.
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