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Imprese e Professioni
Roberto Plini ci parla della figura del consulente di "conduzione" d'impresa

Roberto Plini, esperto di Gestione, Organizzazione e Strategie Aziendali, si è occupato per anni dei temi legati all'efficienza dell'impresa, prima nel ruolo di management e top management in aziende complesse e piccole imprese, poi da libero professionista appunto nel ruolo di Consulente di Direzione aziendale, efficentamento, razionalizzazione e gestione dei processi di cambiamento.

L'impresa deve conoscere la figura del Consulente di "conduzione" d'impresa, definibile in altri termini come Consulente di direzione aziendale: affianca l'imprenditore ed il suo Consulente del Lavoro e Commercialista nelle scelte strategiche. Sono professionisti che conoscono la materia del lavoro a 360° con annesse tutte le tematiche sindacali.  

Dott. Plini, quanto pesa il ruolo dei consulenti nelle scelte di un imprenditore?

Roberto PliniRoberto Plini

"Vero è che l'imprenditore non potrà mai essere un tuttologo, ma necessariamente non può affidare ad altri scelte nelle quali risiedono importanti economie; scelte strategiche, che purtroppo delle stesse, scarsa è la percezione dell'imprenditore nel determinare quanto monetariamente possano essere un valore. In effetti, tendiamo a ragionare monetizzando e si monetizza meglio ciò che si conosce piuttosto che ciò che non si conosce; ma l'assenza della conoscenza se pur d'ampiezza di taluni argomenti determina la buona salute dell'impresa, salute che, per circa il 68% a già tolta da una pressione fiscale assurda, inconcepibile per uno Stato che vuole pensare allo sviluppo. Ma qui si entrerebbe in temi altrettanto interessanti, ma dei quali noi tutti, purtroppo, siamo spettatori passivi".

Ci può fare qualche esempio?

"Un esempio? Una domanda che pongo inizialmente all'imprenditore è: Che Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro utilizza? La risposta NON può essere "Non lo so, ci pensa il mio commercialista!" Ma nel 90% dei casi è proprio così. Smettiamo di essere prenditori e IMpariamo ad anteporre la IM che è la gestione IMprenditoriale! Imprenditore e non prenditore!"

Mi faccia capire meglio

"Il CCNL è l'abito dentro il quale l'impresa si muove! E' come dire "Sì mi sono vestito, ma non so cosa quale abito indosso!" Oppure "Ho comprato una macchina, ma non so che tipo di macchina è". La gestione consapevole dell'impresa è necessaria e fondamentale e passa attraverso la volontà e la curiosità dell'imprenditore: cioè un imprenditore che conosce non solo cosa produce o commercializza, ma soprattutto quanto e cosa ruota intorno ad esso. In un era (sono ormai piu di 20 anni) di difficoltà nel fare impresa, dove è distante la politica di governo dall'attuare una fiscalità dedita allo sviluppo d'impresa e dove anche nella gestione del Covid-19 ha dimostrato quanto distante sia, il bravo "prenditore" deve trasformarsi nell'IMPRENDITORE cioè gestire le Sue cose".

Mi sembra che la sua visione sia un po' pessimista...

"Mah, guardi... Le imprese prendono ceffoni dallo Stato...dal Fisco, dai Lavoratori e dai loro Sindacati,  anche e troppo spesso perché non conoscono quanti errori compiono inconsapevolmente e banalmente... e giù vertenze sindacali... e giù sanzioni... e poi, tolti tutti i costi, i tre mesi che restano per l'imprenditore (cioè gli utili) diventano due e spesso uno e spesso nessuno!"

Ci dia qualche spunto

"Applicazione errata dei CCNL... mancato rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro... mancato utilizzo degli enti bilaterali e/o dei fondi interprofessionali, tutte "sfumature" che se non conosciute e di conseguenza non gestite, rendono impossibile anche psicologicamente pensare ad un impresa fiorente, forte...  Insomma, gestire e non avventare oggi più che mai è imperativo.
L'attenzione alla spesa sì, ma un imprenditore che non investe non cresce, così come un impreditore che si sciupa per strada perde man mano la volontà di combattere..."

Quale dovrebbe essere il ruolo dei sindacati?

"Anche i Sindacati devono cambiare volto smettendo di tirare la corda da una parte (datoriale) e dall'altra (sindacato dei lavoratori). Gli organismi sindacali dovrebbero (competenze permettendo), essere di supporto alle imprese ed ai lavoratori ponendo al centro la parola LAVORO e SVILUPPO, ed invece ci ritroviamo imprese che non sono supportate e lavoratori che non credono più nel sindacato perché non correttamente assistiti...

Un'impresa debole non assume anzi, spesso licenzia; un impresa forte, snella, dinamica, attenta, curiosa, con la voglia di migliorarsi, cresce fisologicamente e necessariamente crea posti di lavoro!"

Giochiamo un attimo con le parole: "Costanza e Impegno fanno parte da decenni del mio team, conclude Roberto Plini "Sono volenterosi... Sono due che lavorano per te e tutti noi... instancabilmente... Anche tu devi prendere esempio da Costanza ed Impegno e non mollare mai" Questo è il pensiero rivolto da Plini all'IMprenditore.

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