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Costume
Perché la Clinton ha perso. Il soffitto di cristallo le è caduto sulla testa

Di Giuseppe Vatinno

In queste ore abbondano massmediologi più o meno improvvisati, sociologi della domenica, giornalisti increduli che si chiedono ossessivamente "Perché? Perché è successo?". Perché la super candidata alla casa Bianca Hillary Clinton ha preso una delle più sonore batoste elettorali impreviste nella storia mondiale? (ridicola la storiella che abbia preso più voti; questa è la legge elettorale e quindi se non andava bene lo si diceva prima non dopo).

Perché Hillary, che ha accettato le corna del marito per la carriera, ha perso? Perché quel soffitto di cristallo che voleva sfondare le è caduto rovinosamente sulla crapa?

Intanto cominciamo a dire che per anni la Clinton ha calcato una via furbetta e cioè quella della "differenza di genere" attraverso la quale pensava di fare il colpaccio e cioè di diventare la prima donna presidente del più potente stato del mondo.

Il prestigioso settimanale Time (di proprietà del colosso Time Warner, "poteri forti" se ancora si può usare questa consumata parola) fece una copertina nel 2014 con una scarpa taccata con un omino attaccato allo stiletto; il titolo era:  "Can Anyone Stop Hillary" (Potrà mai qualcuno fermare Hillary?):

Dunque la Clinton aveva giocato quasi tutto sulla differenza di genere che che se ne dica adesso in giro ed anzi qualcuno comincia a far partire un piagnisteo sul fatto che avrebbe perso proprio perché donna e quindi discriminata.

Ma se non fosse stata la moglie di Bill Clinton e donna non avrebbe neppure avuto la nomination! Il discorso è complesso e riguarda il suolo delle cosiddette "minoranze" nella società occidentale. Non a caso negli ultimi anni si è parlato spesso di una dittatura delle minoranze sulla maggioranza e ad osservare bene così è stato finora, con fenomeni che i sociologi chiamano "razzismo di ritorno" verso la maggioranza.

clinton
 

Esempi ne abbiamo sotto gli occhi tutti i nostri giorni ed anche in Italia: dai naziciclisti, ai nazivegani, ai nazianimalisti ed altro (ognuno ci può aggiungere l'esempio che vuole) è stato un succedersi continuo di prevaricazioni del senso comune. Ormai non si può più mangiare -ad esempio- una fetta di prosciutto in pace ad una cena che spunta il/la nazivegana inferocita che sbraita contro questa tua deplorevole tendenza accusandoti di crimini terribili che avresti commesso degustando il delizioso San Daniele.

Ebbene Trump ha vinto proprio in virtù del fatto che la maggioranza si è stufata di questi comportamenti assurdi supportati dai radical - chic tipicamente democratici. E così hanno votato contro Hillary proprio le donne della maggioranza a cui sono sembrati degli eccessi di politically correct gridare alla violenza sessuale per un bacio, mangiare una fetta di prosciutto o usare l'automobile invece della bicicletta.

Insomma, questa volta ha votato la maggioranza (elettorale) "silenziosa" che ha voluto porgere un argine a decenni di comportamenti francamente strambi. Ha vinto una visione meritocratica -come deve essere- del lavoro e dell'impegno. Non è che se uno/una fa parte di una minoranza deve automaticamente avere posti, prebende e percorsi privilegiati (tempo fa è nata pure una organizzazione di "scienziate solo donne" che vogliono entrare nella ricerca -altamente competitiva- solo appunto perché donne non perché meritevoli).

Con Trump non ha vinto il sessismo o il razzismo -questo è il mantra che recitano in modo autoconsolatorio i media e gli intellettuali d'area, quelli con gli attici al centro e le tasche piene di soldi- ha vinto la gente, il popolo sovrano che guidato dal buon senso vuole che si faccia carriera non perché si è gay, neri, donne, ispanici o qualche altra minoranza ma solo perché si è bravi nel proprio lavoro. Stop.

E in questa analisi non può non entrare Barack Obama che qualcuno incomincia ora ad avere il coraggio di dire che è stato eletto non perché "bravo" ma perché di colore.

Tags:
hillary clinton soffitto cristallohillary clinton perchè ha perso
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