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Economia
Auto, sconti per vetture nuove o da rottamare. Ma la convenienza non c'è

Auto, sconti per vetture nuove, usate o da rottamare. Ma la convenienza non c'è

Tutto pronto per la pubblicazione del dl incentivi auto in Gazzetta ufficiale la prossima settimana. L'iter, lungo e complesso, come lo stesso ministro Urso ha tenuto a precisare, ha effettivamente avuto numerosi ritardi, anche se il recente via libera della Corte dei Conti segna il passo decisivo verso l'attuazione del decreto Ecobonus che, una volta pubblicato sulla Gazzetta, (si parla del 21 di maggio prossimo), sarà attivo anche attraverso la piattaforma con la quale i concessionari potranno effettuare le prenotazioni. 950 i milioni stanziati dal governo per rilanciare il settore automobilistico, in particolare quello elettrico e ibrido plug-in. Il provvedimento riguarda l'acquisto di auto elettriche (240 mln di euro), ibride (402 milioni di euro), a benzina e diesel euro 6, ma anche moto, scooter green e furgoni ecologici. Il concetto che sta alla base del decreto Ecobonus è molto chiaro: l'incentivo sarà più consistente se l'auto risulterà più inquinante (ma solo se di classe euro 0, 1, 2, 3 o 4).

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Per le famiglie con basso reddito (cioè con un ISEE inferiore ai 30.000 euro) la possibilità di rottamare l'auto euro 5 usufruendo di un bonus di 8.000 euro nella fascia 0-20 e di 5.000 euro in quella 21-60. Ma quali sono le fasce e a cosa servono?

Ce ne sono tre e stabiliscono la quantità di anidride carbonica emessa dalla vettura. La prima tra 0 e 20 grammi di emissioni per km, garantirà 11.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo euro 0, 1 o 2, di 10.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo Euro 3 e di 9.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo euro 4. Senza rottamazione il contributo sarà di 6.000 euro. La seconda fascia con emissioni tra 21 e 60 grammi per km, sarà di 8.000 euro in caso di rottamazione di euro 0, 1 o 2, di 6.000 euro in caso di rottamazione di  auto euro 3 e di 5.500 euro in caso di rottamazione euro 4. Senza rottamazione il contributo sarà di 4.000 euro. Infine la terza fascia, con emissioni di anidride carbonica per km tra 61 e 135 grammi sarà di 3.000 euro in caso di rottamazione dell'auto euro 0, 1 o 2, di 2.000 euro in caso di rottamazione di euro 3 e di 1.500 euro in caso di rottamazione di un veicolo euro 4. In questo caso, senza la rottamazione, non è prevista l'erogazione di alcun contributo.

Per le prime due fasce di emissione (0-20 e 21-60) stabilita la maggiorazione del 25% per i singoli componenti del nucleo familiare con Isee inferiore ai 30.000 euro, che estenderebbe il contributo fino ad ad un massimo di 13.500 euro per le auto elettriche. Per quanto riguarda motocicli, scooter, tricicli e quadricicli elettrici, previsto un contributo del 30% fino a 3.000 euro, che può salire al 40% (cioè fino a 4.000 euro) se verrà rottamato un veicolo da euro 0 a euro 3. Per i modelli non elettrici fino a euro 5, previsto uno sconto del 40% fino a 2.500 euro, ma solo se il venditore applicherà un ulteriore sconto del 5% e se verrà rottamato un veicolo compreso tra euro 0 a euro 3. Bonus fino a 2.000 euro per auto usate euro 6, 4.000 euro per moto e scooter green e 18.000 euro per furgoni e camion di nuova generazione. A questo proposito, molte case automobilistiche stanno valutando di concedere extra sconti per accaparrarsi più clienti: si parla di Ford e Wolkswagen su tutte. Il punto infatti resta che l'incentivo è stato pensato anche per produrre più autoveicoli in Italia, nonostante la fetta più grande andrà a quelle autovetture assemblate all'estero: si parla addirittura del 70% a fronte del 30% che riceverebbe Stellantis per la Panda, la Fiat 500 o la Jeep Renegade.

Ma non è l'unico neo che appare sul decreto Ecobonus, pensato sicuramente per risollevare il mercato automobilistico e svecchiare il parco auto italiano. Infatti, già a partire dal prossimo anno, entrerà in vigore la normativa euro 7 che andrà a sostituire le precedenti norme euro 6 sulle emissioni di anidride carbonica. E con una variante importante: nel 2025 non ci sarà più distinzione (come avviene oggi)  per veicoli leggeri e veicoli pesanti. Praticamente con l'introduzione di euro 7, si andranno a catturare quelle particelle più sottili e più inquinanti che oggi filtrano con euro 6 (le cosiddette PM10) in buona parte responsabili della cattiva qualità dell'aria. Per i mezzi pesanti come autobus e camion ci saranno limiti più severi, soprattutto per altri inquinanti come il protossido di azoto, non regolamentato da euro 6, con l'intenzione di rendere questi mezzi più sostenibili. Poi ci saranno ulteriori norme che stabiliranno le emissioni dallo scarico dei veicoli stradali, non direttamente ad esse collegate, come ad esempio l'abrasione degli pneumatici o quelle relative alle particelle dei freni.

Inoltre, sempre per il 2025, è stato pensato un passaporto del veicolo, contenente informazioni sulle sue prestazioni ambientali al momento dell'immatricolazione. I proprietari dei veicoli avranno accesso ad informazioni aggiornate sul consumo di carburante, sullo stato di salute delle batterie (nel caso di auto elettriche o ibride), sulle emissioni inquinanti e su altre informazioni pertinenti generate dai sistemi e dai monitor di bordo. Inoltre, le case automobilistiche dovranno progettare i loro veicoli in modo da impedire la manomissione dei sistemi di controllo delle emissioni attraverso la digitalizzazione del monitoraggio dell'automobile. Con tutte queste restrizioni volte a diminuire le emissioni di anidride carbonica e di altri inquinanti come il biossido di azoto o i vari particolati, in vista del raggiungimento dell'agenda europea 2030 per lo sviluppo sostenibile, per chi possiede un veicolo euro 5 o 6 non conviene usufruire degli incentivi 2024 ora, soprattutto se stiamo parlando di veicoli a benzina e diesel che sicuramente avranno delle limitazioni alla circolazione e necessariamente andranno cambiati nel 2025.  Meglio aspettare la dead line ed acquistare un veicolo che abbia i requisiti eco sostenibili necessari e più aggiornati per non incorrere a nuove norme e nuove restrizioni in tema di circolazione e sostenibilità. Ricordiamo comunque che nel 2025 le case automobilistiche, proprio per adeguarsi,  avranno 30 mesi di tempo dall'entrata in vigore del regolamento per auto e furgoni, mentre per autobus e autocarri sopra le 3 tonnellate e mezzo si arriverà a 48 mesi.

Tutti dati e valutazioni che il Ministero per le imprese ed il Made in Italy conosce bene, tant'è che ha già fatto sapere che se gli incentivi 2024 non raggiungeranno gli obiettivi previsti, in futuro ci sarà spazio solo ad investimenti utili per attrarre nuovi produttori oltre a Stellantis (leggi cinesi su tutti). Ognuno faccia i suoi calcoli.






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