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Economia
Guerra Russia-Ucraina, allarme luce, gas e petrolio: "Sarà una nuova Sarajevo"
Impianto estrazione Gas

"La gente non ha ancora capito bene la situazione"

 

“Non so se da domani il gas russo smetterà di fluire qui. Però posso dire con certezza che fino a ieri Gazprom ha pompato in Italia il 30% in più del flusso di gas metano. Il gas che arriva dalla Russia copre fino al 40% del nostro fabbisogno”. Parla chiaro, Alberto Negri, presidente di Spazio Tesla e consulente dalla fine degli anni Ottanta di una fra le più grandi società private attive nel mondo dell’energia e in rapporti con tutte le majors petrolifere (Eni, IP, Tamoil, Q8, Shell, Mobil). “Il nostro mondo è un po’ bizzarro: oggi ad esempio: oggi il gasolio è stranamente in picchiata”.

E su luce e gas cosa mi dice?

"Il gas metano per riscaldamento a giugno lo vendevamo a 20/25 centesimi al metro cubo, al pubblico, ora è oltre l’euro. La luce alla borsa elettrica oggi è scesa da 500 a 465 euro al megawatt: la vendevamo a 50 euro al megawatt al pubblico. La gente non ha ancora capito bene la situazione"

Come mai cita giugno?

"Perché a giugno c’erano già le prime avvisaglie. Iniziavamo ad avere piccoli default sulle consegne dei materiali elettrici. Anche le consegne di elementi metallici andavano lunghe. Sempre a giugno la nostra azienda ci aveva comunicato di bloccare la stipula di contratti a prezzo fisso su gas e luce. Infine, i lubrificanti, che sono la Cenerentola del settore petrolifero, sono stati l’elemento civetta chiarissimo. Di solito il loro costo varia ogni due, tre anni. Stavolta, per alcuni prodotti il prezzo è salito di quattro volte con aumenti del 10/12%. E poi, alcune fonti di fiducia mi avevano detto di temere lo scoppio di conflitti in Est Europa"

Quali fonti? Cosa le hanno comunicato?

"Posso solo dire che erano fonti vicine a chi si occupa di Difesa. Mi hanno detto letteralmente 'sarà una seconda Sarajevo, accadrà qualcosa, ci sono conflitti da troppo tempo e scoppieranno'”.

Ora sul fronte materie prime cosa dobbiamo aspettarci?

"Mah, direi che se Putin ha perso un mercato occidentale che più o meno conta 900 milioni di persone, dall’altro lato ha India e Cina che valgono due volte e mezza. (Dopo la firma del contratto per il progetto del gasdotto Soyuz Vostok con la Cina, arriva l’accordo tra Russia e Pakistan sull’importazione di gas naturale e grano, ndr).  La Cina si è resa disponibile per fornire materie prime. Dipendiamo da prodotto cinese in tanti altri ambiti: basti pensare ai cuscinetti a sfera, un elemento fondamentale della meccanica: arrivano tutti dalla Cina. Per quanto concerne il petrolio, è in atto un contingentamento, si vive alla giornata. Se ti servono dieci cose te ne consegnano cinque e ti dicono per il resto passa domani. Proprio oggi abbiamo ricevuto la comunicazione da una major che per domani (giovedi 10 marzo) non è possibile avere alcun prodotto e che pertanto non comunicheranno i prezzi di vendita giornalieri"

Ma fanno cartello? Ci sono speculazioni?

"No, non parlerei di cartello. Si tratta di enormi aziende concorrenti che però utilizzano gli stessi strumenti algoritmici per reagire alle oscillazioni del petrolio. Per questo, alla fine hanno gli stessi comportamenti. Certo, se io oggi non ti vendo tonnellate di benzina e ti faccio attendere fino a domani, quando il costo sarà aumentato perché sale ogni giorno, guadagno molto di più. Il gioco è attraente. Mi domando solo come farà un pensionato che riceve 700 euro al mese a pagare una bolletta della luce salita di dieci volte".

 

 

 

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