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Esteri
Corte Suprema Usa, uno-due che mette in ginocchio i radical chic e Biden
La Corte Suprema Usa mette ko i radical chic e Joe Biden (foto Lapresse)

Corte Suprema Usa, Università non potranno più valutare razza studenti come criterio ammissione

I progressisti radical chic Usa e mondiali sono in ambasce: la Corte Suprema Usa ha appena sfornato un formidabile “uno due” che li ha mandati a tappeto. L’altro ieri i giudici supremi Usa avevano impallinato l’affirmative action e cioè il fatto che le università e i college americani non possono tenere conto della “race”, cioè della razza, per valutare le ammissioni, come invece hanno fatto incredibilmente finora.

Questa pratica imposta negli anni ‘60 era dovuta al presidente John Kennedy e poi al presidente Lyndon Johnson, entrambi democratici, per superare le discriminazioni e naturalmente negli anni era diventata l’esatto opposto, e cioè uno strumento per discriminare la maggioranza. Tecnicamente si è trattato di una sentenza in cui si è rovesciata la politica dell’università di Harvard e della Università della Carolina che si sono solo blandamente lamentate.

Insomma, gli atenei ora non potranno più favorire l’ingresso in base alla “razza” di appartenenza. Una cosa che detta così sembra del tutto normale, logica e giusta ma appunto non lo è nel nostro “mondo alla rovescia” in cui minoranze aggressive e democraticamente non coesistenti stanno cercando di imporre con la forza le loro idee, basti pensare al caso Lbgtqetcetc.

Web designer rifiuta servizi per nozze tra omosessuali: «Non faccio siti per i gay». La Corte Usa le dà ragione

Ed infatti, dopo la prima legnata ai progressisti Usa e a Biden e arrivata la seconda nella forma di una doppia sentenza che ha stabilito che un web designer del Colorado di fede cristiana evangelica, ha il diritto di rifiutarsi di realizzare siti web per il matrimonio di coppie omosessuali. La donna aveva dichiarato che: “il Colorado vuole forzarmi a spendere la mia creatività per messaggi contrari alle mie convinzioni religiose”. I giudici hanno detto che il Primo Emendamento protegge la web designer dalla creazione di testi in cui non crede o con cui non è d’accordo.

Biden - che sente odore di elezioni - si svegliato dal suo atavico sonno –l’altro ieri pensava di essere in guerra contro l’Iraq- ed ha dichiarato: «La decisione indebolisce le leggi che proteggono tutti gli americani contro la discriminazione. In America nessuno dovrebbe essere discriminato semplicemente per chi è o per chi ama. Sono molto preoccupato dalla possibilità che la decisione possa spingere a una maggiore discriminazione contro gli americani Lgbtq».

Corte Suprema Usa boccia Biden sul debito degli studenti

Ma non è finita qui. La Corte Suprema Usa ha prodotto un’altra sentenza: il presidente non ha il diritto di cancellare una parte del debito contratto dagli studenti per frequentare il college. In pratica, Biden non ha l’autorità per attuare il suo piano da 500 miliardi di dollari. Si trattava per Sleepy Joe di attuare una furba mossa elettorale e cioè ingraziarsi il voto degli studenti non esigendo integralmente il debito che avevano contratto. Anche qui si tratta di buon senso: se uno ha avuto un prestito deve restituirlo tutto ma non è così nel “mondo alla rovescia”.

Speriamo che questa “ondata di buon senso” giunga presto anche in Italia, dove l’Ingiustizia domina. Da noi chi deruba la gente in metro gode dell’immunità, chi occupa case non se ne va via anzi la pretende, chi ruba soldi in un condominio va in prescrizione, chi si difende dalle aggressioni finisce lui in galera. Ormai il “mondo alla rovescia” è un problema mondiale, speriamo che il governo di centro – destra produca quegli effettivi cambiamenti per cui il popolo italiano –dottato di buona memoria- l’ha ampiamente votato.

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