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Esteri
Gozi: "Putin è come Hitler: un paranoico che vuole distruggere l'Europa"
Sandro Gozi, già parlamentare italiano, è stato eletto al Paramento Europeo in Francia e fa parte di Renew Europe (Imagoeconomica)

Affaritaliani.it intervista Sandro Gozi: “Bene Draghi su Swift, bisogna mettere in ginocchio Putin”

L'Ue si muove compatta sulle sanzioni a Mosca. I ministri delle Finanze europei sono certi che la strategia comunitaria avrà un impatto molto rilevante sull’economia russa e quindi anche sulle azioni di Putin. Ne è convinto anche Sandro Gozi, europarlamentare di Renew Europe, che sottolinea la necessità di una linea durissima nei confronti del Cremlino. “L'Europa si sta muovendo bene - dice Gozi ad affaritaliani.it -. Sta mantenendo una forte unità, che credo Putin non avesse messo in conto. Inoltre l'UE sta adottando delle sanzioni che io credo debbano puntare a mettere in ginocchio la Russia. Ritengo sia molto positiva la decisione di Draghi di sostenere le sanzioni anche sul sistema Swift, perché quella è una misura che farà molto male alla Russia. Bisogna infliggere dei danni insostenibili all'economia e al mondo finanziario russo per mettere in grave difficoltà Putin”.

“Putin dà dei nazisti agli ucraini, ma il suo piano è come il Mein Kampf"

Putin continua a bollare le autorità ucraine come naziste, ma secondo Gozi è lo stesso presidente russo a comportarsi come Hitler. “Putin è un nazionalista paranoico, che vuole distruggere l'Europa -afferma Gozi-. Questo è il piano di cui parla da tempo, un po' come Hitler fece nel Mein Kampf. Sono anni che Putin dice di voler sovvertire l'ordine democratico in Europa e nel mondo, perché lo ritiene ingiusto nei confronti di una Russia che lui considera come impero. Qui ci giochiamo la nostra sopravvivenza e quindi credo che le sanzioni debbano essere dure. E' in gioco il nostro futuro, la questione politica della protezione della democrazia, dei nostri valori, della tutela dei nostri interessi vitali è molto più grande e molto più forte delle conseguenze economiche che ci saranno anche per l'Europa”.

“Necessario un fondo da 10 miliardi per tutelare le economie europee”

Tuttavia, secondo Gozi, la situazione “non si risolverà in breve tempo ed entreremo in un periodo di forte tensione”. Per questo motivo, l'UE deve attuare delle contromisure a livello economico. “Bisogna organizzare un meccanismo di compensazione per le economie dei Paesi che soffriranno particolarmente a causa di queste sanzioni - sottolinea Gozi -. Dobbiamo fare come per la Brexit, quando l'uscita del Regno Unito dal mercato unico ha provocato delle perdite ad alcuni Stati e ad alcuni imprese. In quel caso fu creato un fondo di aggiustamento di 5,4 miliardi, la stessa cosa bisognerà fare ora, utilizzando le riserve del bilancio europeo, con un fondo che dovrebbe essere secondo me almeno il doppio rispetto a quello per la Brexit. Quindi 10-12 miliardi da utilizzare per quei Paesi e per quei settori che soffriranno particolarmente a causa delle sanzioni, che fanno male a chi le subisce ma anche a chi le impone. Penso ad esempio ai Paesi baltici e la Polonia che potrebbero soffrire più di altri. Per mantenere questa unità a livello europeo ed evitare che in futuro ci possano essere delle crepe e delle divisioni, è necessario agire con questo meccanismo di solidarietà”.

 

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