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Esteri
Islanda, Johannsson nuovo premier dopo lo scandalo Panama Papers

La destra al potere Islanda, duramente colpita dallo scandalo "Panama papers" che è costato la poltrona al premier e ha portato in piazza migliaia di cittadini, ha designato un nuovo capo del governo e annunciato elezioni legislative in autunno.

In base all'accordo stretto ieri sera tra il Partito del progresso e il Partito dell'indipendenza che governano insieme, il ministro dell'Agricoltura Sigurdur Ingi Johannsson succede alla guida del governo a Sigmundur David Gunnlaugsson. "Continueremo a lavorare insieme. Speriamo evidentemente che questo porti stabilità politica" ha dichiarato Johannsson in parlamento dopo la riunione dei due partiti che formano la coalizione al governo dal 2013. "Prevediamo di organizzare le elezioni legislative in autunno" con sei mesi d'anticipo rispetto alla scadenza della legislatura in primavera, ha aggiunto.

Secondo la tradizione politica islandese, il presidente Olafur Ragnar Grimsson, 72 anni, che andrà in pensioen a giugno dopo 20 anni e cinque mandati in carica, non potrà fara altro che ratificare l'accordo. Martedì Gunnlaugsson, in una posizione insostenibile dopo al pubblicazione del Panama papers, si è dimesso dalla guida del governo, ma resta a capo del Partito del progresso fino a nuove disposizioni.

Dalle carte dello studio panamense Mossack Fonseca risulta che il premier nel 2007 aprì con la moglie una società offshore nelle Isole vergini britanniche, cosa che non rese pubblica quando fu eletto in parlamento nell'aprile 2009. Solo a dicembre di quell'anno cedette la sua quota del 50% alla consorte per la cifra simbolica di un dollaro. Una rivelazione esplosiva in un contesto sensibile come quello islandese, dove gli eccessi del sistema bancario portarono a una gravissima crisi finanziaria nel 2008-2009.

Così lunedì sera 22.000 persone, in un paese di 320mila abitanti, sono scese in piazza a Reykjavik per chiedere a Gunnlaugsson di lasciare. Secondo un sondaggio Gallup pubblicato ieri se si votasse oggi trionferebbe il populista Partito pirata, con il 43,0% delle intenzioni di voto, il doppio del Partito dell'indipendenza, secondo classificato con il 21,6%, il Movimento sinistra-verdi 11,2%, i socialdemocratici (10,2%) e il Partito del progresso del premier (7,9%).

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chi è il nuovo primo ministro islandesepanama papers
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