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Esteri
Summit Nato, il vero rivale è la Cina. Sul Pacifico rischi remake dell'Ucraina

Summit Nato, l'Alleanza Atlantica arriva anche sul Pacifico

Dopo l'Europa dell'Est, anche l'Asia orientale. Dopo la Russia, la Cina. La Nato si fa nuovi amici, stavolta in Asia-Pacifico e Pechino osserva stizzita. D'altronde, appare chiaro sin dall'inizio della guerra in Ucraina che la vera grande preoccupazione degli Stati Uniti sia proprio la Repubblica Popolare Cinese. E non tanto la Russia di Vladimir Putin, nonostante l'invasione operata lo scorso febbraio nei pressi del fianco est del Vecchio Continente.

Quella che era una convinzione basata su tante piccole mosse e annunci, nonché manovre e rassicurazioni della Casa Bianca volte a ribadire il sostegno ai partner asiatici, ora diventa qualcosa di più. Sì, perché al summit della Nato di Madrid che va in scena mercoledì 29 e giovedì 30 giugno ci saranno degli ospiti nuovi, mai visti in una riunione dell'Alleanza Atlantica. Si tratta di Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Quattro paesi dell'Asia-Pacifico che rappresentano il pilastro della strategia indo-pacifica non solo degli Usa, ma ora anche della Nato. Una strategia che per la Cina significa anti cinese.

Insieme a Joe Biden, Mario Draghi, Emmanuel Macron e tutti gli altri leader dei paesi Nato, ci saranno dunque anche il primo ministro giapponese Fumio Kishida e il neo presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol. Oltre ai premier di Australia e Nuova Zelanda, che comunque sono da sempre più integrati nell'architettura securitaria anglosassone, per esempio attraverso l'alleanza di intelligence dei Five Eyes.

Perché la Nato include al summit anche Giappone e Corea del Sud

Ma la partecipazione di Tokyo e Seul è un'altra storia e dimostra alla Cina che il vero obiettivo di Washington è quello di contenerla. Per la prima volta il documento finale del summit dovrebbe contenere un riferimento esplicito alla Cina come "rivale sistemico". Il cosiddetto documento di Concetto Strategico delineerà le priorità dell'Alleanza per il prossimo decennio. La versione precedente, pubblicata nel 2010, non menzionava la Cina e si riferiva alla Russia come partner, una formulazione che sarà eliminata.

Gli alleati non si spingeranno fino a definire la Cina un avversario ma dovrebbe evidenziare le preoccupazioni della Cina in settori quali la sicurezza informatica e la disinformazione, nonché il controllo delle infrastrutture critiche e il rispetto dell'ordine internazionale basato sulle regole. Gli alleati della Nato hanno discusso per mesi la formulazione delle prospettive. Il linguaggio sulla Cina ha rappresentato un ostacolo particolarmente difficile per bilanciare i diversi interessi degli alleati, con gli Stati Uniti che hanno assunto una posizione dura nei confronti di Pechino. Diversi alleati europei, tra cui la Germania, che ha stretti legami economici e commerciali con la Cina, hanno cercato una posizione moderata nel documento.

Diverse nazioni asiatiche, come le loro controparti alla frontiera europea della Russia, hanno cercato di stringere legami di sicurezza più stretti con gli Stati Uniti per evitare di essere dominati dal principale attore della regione. La Cina ha dispute attive sui confini con i suoi vicini, tra cui Giappone, India e Vietnam, e ha intensificato la pressione militare, diplomatica ed economica su Taiwan.

I rischi per l'allargamento asiatico della Nato

E proprio la partecipazione di Kishida e Yoon rappresenta un duro colpo per Xi Jinping. Nelle ultime settimane, Kishida ha ospitato un vertice del Quad di dialogo sulla sicurezza, insieme a Stati Uniti, Australia e India, e ha tenuto il discorso principale al Dialogo di Shangri-La, avvertendo che "io stesso ho un forte senso di urgenza per il fatto che l'Ucraina oggi potrebbe essere l'Asia orientale domani". Il Giappone ha già promesso di aumentare la spesa per la difesa al 2% del PIL, in linea con gli obiettivi della Nato.

Non a caso Tokyo è finita da diverso tempo nel mirino di Pechino. Sui media di stato cinesi si susseguono da tempo durissimi editoriali e analisi sulla politica estera dell’amministrazione Kishida. Nei giorni scorsi, una flottiglia di navi dell’Esercito popolare di liberazione ha completato la circumnavigazione completa dell’arcipelago giapponese passando anche per gli stretti strategici. Sempre nei giorni scorsi sono passati da Hokkaido a Okinawa anche delle navi russe. Nuovo episodio dopo l’esercitazione congiunta durante il recente summit del Quad a Tokyo. Il ministro della Difesa, Nobuo Kishi, le ha definite un "accerchiamento" e "dimostrazioni di forza pericolose" per la stabilità della regione.

E per quanto riguarda Seul a mostrare rabbia è per ora soprattutto la Corea del Nord. Kim Jong-un si prepara a un possibile test nucleare. La Nato guarda a oriente, ma il rischio è che questo porti a nuove scosse telluriche.

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