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Medicina
Bambina affetta dalla sindrome dell'uomo-albero: Sahana Khatun CHOC
Bambina con sindrome uomo albero

Bambina affetta dalla sindrome dell'uomo-albero: Sahana Khatun CHOC


Sahana Khatun, la prima bambina a essere stata colpita da sindrome dell'uomo albero. Sembravano delle semplici verruche sul volto della bimba di dieci anni. Invece la fanciulla del Bangladesh - che non aveva dato peso a queste verruche e come lei la sua famiglia - è peggiorata e l'eruzione cutanea ha iniziato e e a colpire altre parti del corpo. Le verruche sono diventate sempre più dure e resistenti. Proprio come la corteccia di un albero. A quel punto i medici hanno detto a Sahana Khatun che ha una Epidermodisplasia verruciforme conosciuta anche come displasia di Lewandowsky-Lutz o ‘sindrome dell’uomo-albero’.


Sahana la prima donna al mondo colpita da sindrome dell'uomo-albero o Epidermodisplasia verruciforme


Si tratta di una malattia rara scoperta per la prima volta nel 1922 e ci sono solamente quattro casi al mondo. Ma sino ad oggi erano stati tutti uomini.


Bambina affetta dalla sindrome dell'uomo-albero: Sahana Khatun CHOC


La dottoressa Samanta Lal Sen a capo dell’unità di chirurgia plastica dell’ospedale di Dacca, ha spiegato: “Crediamo che Sahana Khatun sia la prima donna ad ammalarsi”.


Bambina affetta dalla sindrome dell'uomo-albero: Sahana Khatun. Il dramma del papà


Il papà di Sahana Khatun ha fatto un lungo viaggio fino alla capitale del paese, Dacca, dove si è rivolto a dei medici specializzati per fare in modo che intervenissero immediatamente sottoponendo la bambina alle dovute cure. “Siamo molto poveri. Mia figlia ha perso la madre quando aveva solo sei anni. Spero davvero che i medici siano in grado di rimuovere la corteccia dal bel viso di mia figlia”.


Epidermodisplasia verruciforme o sindrome uomo-albero


La sindrome è una immunodeficienza congenita con selettiva predisposizione ad infezione da β-papillomavirus Lewandowsky e Lutz descrissero nel 1922 una patologia dell’epidermide, ad esordio precoce, caratterizzata da lesioni cutanee persistenti dall’aspetto di verruche piane o di macule, con tendenza alla disseminazione e con possibile evoluzione verso la degenerazione maligna. La natura di tale patologia è rimasta controversa per diversi decenni. Ma nel 1933 Cockayne spiegò un’origine genetica, in base al frequente riscontro di consanguineità parentale e alla ricorrenza della malattia in diversi familiari. Negli anni ’70 la presenza di papillomavirus umano venne dimostrata  nelle lesioni EV. I papillomavirus sono dei piccoli virus con capside icosaedrico e senza envelope, il cui genoma è costituito da DNA a doppia elica. Se ne riconoscono oltre 100 genotipi diversi, che vengono raggruppati in 5 generi (a, b, g, m, n) che conservano una simile organizzazione genetica, con almeno 8 open-reading frames.

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