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Marco Fortis. L’Italia non merita una nuova crisi

Nel corso della serata dedicata da APE - Associazione per il Progresso Economico - al recente libro pubblicato da Marco Fortis nella collana della Fondazione Edison, è balzato evidente che l’economia italiana non sarebbe messa poi così male, se non fosse che proprio gli Italiani la penalizzano con giudizi sommari e poco realistici. Per non parlare della classe politica italiana che per la maggior parte non ha mai studiato materie economiche, né ha intenzione di farlo, nemmeno quando deve prendere decisioni che coinvolgono equilibri internazionali e rapporti con le istituzioni europee.

UN’ECONOMIA FORTE

fortis primo pianoMarco Fortis

Ma andiamo con ordine. I dati esposti nel libro scritto da Marco Fortis, intitolato “L’Italia non merita una nuova crisi”, partono da un concetto poco sottolineato dalla stampa italiana: l’Italia ha una bilancia commerciale positiva, se non fosse per la bilancia energetica. Parliamo di un’Italia che ha delle fondamenta dell’economia reale molto solide. Non è vero che non siamo competitivi: anzi, siamo molto forti nel campo della manifattura e dell’agricoltura, e non parliamo solo dei prodotti di lusso in settori ben noti come quello della moda. Il nostro lusso si esprime anche nella produzione di cereali di nicchia e specialità vegetali che non fruiscono nemmeno di aiuti comunitari.

L’INDICATORE DEBITO/PIL

Questo indicatore è molto criticato perché non rende l’idea, visto ad esempio che la ricchezza finanziaria privata in Italia è molto maggiore della media europea, superiore perfino a quella della Germania. Occorrerebbe dialogare con l’Europa per rivedere questi parametri, però con proposte istituzionali sostenibili, non con litigi frontali come quelli che i politici italiani stanno concretizzando. Ma, come abbiamo detto, di economia i politici italiani conoscono ben poco.

IL RISPARMIO IN ITALIA

I risparmi nel tempo si sono consolidati in Italia proprio partendo dal valore aggiunto della manifattura e dalle attività della Piccola e Media Impresa. Purtroppo l’austerità imposta negli ultimi anni ha distrutto gran parte dei consumi, ma ancora la nostra situazione del risparmio è restata importante. Nel resto d’Europa invece si affrontano malcontenti diffusi: basta pensare alla Brexit o ai gilet gialli in Francia. Tutta l’Italia del Nord, la Toscana e il Lazio in termini di risparmio sono ampiamente al di sopra della media europea. Anche altre regioni del centro sono a un buon livello: solo il mezzogiorno d’Italia affronta una situazione di grande disagio, ma senza sfociare in fenomeni paragonabili a quelli francesi.

IL DEBITO PUBBLICO

Paesi come la Francia sono a un livello di debito pubblico assolutamente paragonabile a quello italiano, ma per motivi di rating pagano molto meno in termini di interessi. Perché? Semplicemente, perché non sono autolesionisti, non continuano a parlare male del proprio Paese e, al contrario, comunicano all’esterno un’immagine positiva di sé. Non a caso il loro debito è in gran parte in mano agli stranieri, che si fidano più di quanto non facciano con l’Italia. Eppure il nostro avanzo primario dal 1992 è oltre 800 miliardi di euro. Il nodo è sempre quello dei politici che ci rappresentano: sono incapaci di valorizzare i nostri pregi, perché di economia non capiscono granché. Insomma, abbiamo dei problemi, ma la nostra economia è solida.

LE REGOLE EUROPEE

Occorrono delle regole europee diverse. Già Tremonti aveva introdotto il concetto di “credito aggregato”, così come esiste anche il debito privato con indicazione di indebitamento con le banche. Ad esempio l’Italia sta diventando creditrice dei Paesi stranieri in termini di credito privato, ma questo parametro non viene preso in considerazione.

LE POLITICHE ECONOMICHE

In effetti le politiche economiche intraprese prima del marzo 2018 (fiscal compact, riforma del mercato del lavoro) sono state molto efficaci. Ma ora l’iter è più complesso. Ora i consumi stanno calando, anche a causa del fatto che la popolazione italiana è in calo, e non basta l’immigrazione a compensare i consumi. Gli 80 euro voluti da Renzi hanno contrastato il fenomeno, ma non bastano più, anche se le politiche applicate hanno permesso di creare un milione di posti di lavoro a tempo determinato. Sono due le componenti che hanno contribuito positivamente: il risparmio privato e i nuovi investimenti in macchinari, tramite l’idea del superammortamento. La domanda stimolata per i prodotti italiani dal 2015 al 2017 ha toccato un massimo storico.

LO SPREAD

Ma è tornato lo spread. Gli investimenti sono scesi sotto lo zero nel secondo semestre del 2018. Ora affronteremo il tema degli equilibri politici, ma nessun politico al governo si sta occupando di come rispettare gli impegni europei. Tantomeno le clausole di salvaguardia. Ritorneremo in procedura di infrazione. Invece sarebbe più giusto introdurre in Europa il parametro dell’avanzo primario: Francia, Germania, anche gli Stati Uniti, non sono in grado di rispettarlo, noi sì. Questo permetterebbe di scorporare gli investimenti dal deficit. “Niente scontri frontali con l’Europa e con i mercati internazionali” ribadisce Marco Fortis “Meglio nuove proposte per avere nuova flessibilità”.

L’ASSOCIAZIONE PER IL PROGRESSO ECONOMICO

ape

L’Associazione per il Progresso Economico (APE) è stata fondata a Milano nel 1961 allo scopo di creare uno strumento permanente di collegamento e di incontro tra persone di convinzioni democratiche e laiche, desiderosi di contribuire con le opere e con le idee al progresso economico del nostro Paese.
Presidente: Prof. Beniamino A. Piccone

LE ATTIVITÀ

Sotto la presidenza di Gino Cassinis e successivamente di Silvio Pozzani, Oreste Gualdoni, Paride Accetti , Giordano Zucchi e Giuseppe Amoroso gli scopi dell’APE sono stati perseguiti attraverso:
• incontri periodici per dibattere problemi di interesse generale
• presentazione di imprese private e pubbliche che svolgano un’attività economica di particolare rilievo
• organizzazione del premio APE, assegnato ogni anno ad autori italiani di opere di divulgazione economico-politica o scientifico-tecnologica

CONTATTI

Associazione per il Progresso Economico - Ape
Via Domenichino, 12
20149 Milano
Tel/Fax + 39 02 48011266

Segreteria - Sig.ra Franca Bozzi - apesegreteria@associazione-ape.it

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