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Imprese e Professioni
MES sì, MES no. Facciamo altro debito o creiamo moneta fiscale?

Già l'anno scorso gli economisti tedeschi discutevano di “moneta fiscale”, non vere banconote, ma una sorta di impalpabile "limbo" utilizzabile solo per pagare le tasse allo Stato. Ma non erano gli unici: Lega e M5S teorizzavano all'inverso l’emissione di qualche miliardo di “minibot” finalizzato a saldare i debiti arretrati dello Stato verso le imprese, in pratica ancora una moneta fiscale virtuale. 

Concetto non tanto diverso dal credito d'imposta delle ristrutturazioni edilizie, in cui lo Stato permette al cittadino di usare, come moneta sonante per pagare le tasse, una percentuale delle spese sostenute. Se si perfezionasse il concetto e questi crediti fossero trasferibili ad altri o venissero estesi al di là delle spese edilizie, si otterrebe una semplicissima“moneta fiscale”. Cederli subito, con o senza un piccolo sconto, otterrebbe il risultato di far circolare più denaro nell’economia. Ma ...la massa monetaria? Quella che in questi giorni sta preoccupando i governanti inglesi perché dopo la Brexit sta crescendo troppo? Concetto superato? Mah.

Il Sole 24 Ore commentava già allora: "La prima obiezione rivolta alla “moneta fiscale” è che sarebbe nuovo debito. Ma un credito fiscale, come quello delle ristrutturazioni edilizie, non obbliga lo Stato a sborsare euro per cui non è classificabile contabilmente come un debito. La seconda obiezione è che, anche se non è nella forma, diventerà comunque nuovo debito per lo Stato, quando i beneficiari, invece di versare euro all’Agenzia delle Entrate, verseranno questi buoni o sconti che lo Stato ha emesso".

Valore Italia e Feditalimprese Piemonte

Valore Italia e Feditalimprese Piemonte tornano sull'argomento in questi giorni con un comunicato molto circostanziato: "Sostenere la moneta fiscale per garantire liquidità ad imprese e famiglie "Sosteniamo la proposta e gli studi del Gruppo della Moneta Fiscale composto da Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Massimo Costa e dal Prof. Stefano Sylos Labini di una “moneta fiscale” prima del MES, per garantire liquidità immediata alle imprese e un boost concreto all’economia generale del nostro Paese”, dichiara Francesco D’Alessandro Presidente Nazionale Valore Italia e Segretario regionale di Feditalimprese Piemonte.

d'alessandroFrancesco D'Alessandro

“La liquidità è la sola cosa di cui aziende e famiglie hanno bisogno in questo momento, e può arrivare solo dall’azzeramento dei debiti con lo Stato, dall’esenzione totale del pagamento di tasse, imposte e tributi, dallo stralcio delle cartelle esattoriali in scadenza nell'anno e dalla garanzia pubblica per i canoni di locazione da marzo sino a sei mesi dal cessare dell’emergenza”, sostiene. La proposta prevede l’emissione di una moneta parallela senza corso legale, ma assicurata dalle future tasse: dei Certificati di Credito Fiscale immessi dal Governo per garantire crediti sui prossimi tributi e utilizzati dallo Stato per finanziare provvedimenti di spesa immediati tra cui gli investimenti pubblici, la riduzione del cuneo fiscale e il sostegno ai redditi di persone in difficoltà al fine di recuperare autonomia politico-finanziaria.

“La moneta fiscale andrebbe preferita al MES che invece porta con sé diversi rischi connessi di cui dobbiamo almeno essere consapevoli ed informare imprese e cittadini”, continua D’Alessandro “come il calcolo della sostenibilità del debito pubblico affidato ad una struttura privata, il meccanismo di voto che tiene conto del contributo versato nel capitale per cui per i paesi più grandi è più semplice comporre maggioranze favorevoli, o l’introduzione, in caso di debito considerato non sostenibile, di clausole contrattuali per cui aumenterebbe il prezzo del rischio su titoli che incorporerebbero già contrattualmente la possibilità di non rivedere il capitale investito, scoraggiando gli investitori”, spiega.

“Lo Stato deve farsi garante del benessere e della vita prima di tutto dei suoi cittadini e delle sue imprese, e dovrà farsi carico del pagamento dei canoni di locazione di stabilimenti utilizzati da imprenditori e professionisti per lo svolgimento della propria attività, rivedendo a ribasso la misura del canone come previsto dal codice civile in circostanze eccezionali ed imprevedibili che incidono sullo svolgimento dell’attività del conduttore”, prosegue D’Alessandro. “Servono risposte immediate e per evitare di aumentare il ricorso all’indebitamento e di fare la fine della Grecia, l’unica strada che il nostro Paese può perseguire passa per l’emissione della Moneta Fiscale, uno strumento di liquidità in grado di arrivare a chi è pronto a spenderlo, utilizzabile anche come mezzo di pagamento ad accettazione volontaria, garantito del diritto a scontare le tasse future. In questo modo potremmo auto-garantirci liquidità senza chiedere soldi in prestito ai mercati”, conclude.

Associazione Valore Italia - Feditalimprese Piemonte
Via Caprera, 28 - 10136 Torino
Email: segreteriaregionale@feditalimpresepiemonte.org
tel. +39 391.7074346 www.feditalimpresepiemonte.org

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