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Lampi del pensiero
Green pass, non l’avete capito? Non serve a controllare il virus, ma voi
Green Pass 
IPA

“Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera". Così scrive Orwell in 1984, ancora una volta anticipando i tempi. Già da tempo tutti i documenti e le centrali dell'informazione "raccontano la stessa favola", facendo apparire vero il falso e neutralizzando preventivamente ogni possibilità di differenti regimi di verità.

Per questo, ancora con Orwell, nel tempo dell'inganno universale diventa un gesto autenticamente rivoluzionario dire la verità, resistere alla menzogna e al potere che su di essa si fonda.

L'infame tessera verde non serve a controllare il virus: serve a controllare voi, rendendovi sudditi di un distopico regime con sorveglianza totale e totalitaria. Dovrebbe essere ormai chiaro che ogni lotta contro il virus è ormai una lotta contro il legame sociale, contro i residui spazi di sfera pubblica e di comunità.

Il siero benedetto non ci sta portando fuori dall'emergenza: al contrario, l'emergenza, che è la nuova normalità, già si fonda e sempre più si fonderà su ininterrotti cicli di benedizioni, per la gioia massima dei signori del capitale farmaceutico (e dire questa ovvietà verrà classificato e screditato come complottismo).

Proprio in questi giorni leggiamo del caso di Israele, uno dei Paesi in cui la benedizione di massa è stata presa più sul serio ed è stata praticata con maggiore zelo: ebbene, già si favella - anche presso gli autodesignati "professionisti dell'informazione" - di un probabile ritorno di Israele in settembre al confinamento domiciliare coatto o lockdown che dir si voglia.

Né deve essere trascurato il fatto che l'austero virologo meneghino Pregliasco, secondo quanto riportato da "La Repubblica", ci ha allertati senza perifrasi: "la terza dose è solo l'inizio di una prassi che proseguirà ".

Appuntatevi queste parole, poiché in esse probabilmente vi è la chiave di volta del nuovo paradigma di governo, che muta le misure emergenziali in nuova normalità per gli anni a venire. Non mi stancherò di ripeterlo: ciò che stiamo vivendo non è una emergenza, sono invece i nuovi laboratori di produzione degli assetti sociali, politici ed economici dell'avvenire.

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell'associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, "Bentornato Marx!" (Bompiani 2009), "Il futuro è nostro" (Bompiani 2009), "Pensare altrimenti" (Einaudi 2017).

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