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Esteri
Guerra in Ucraina, l’Europa paga il "sonno" post Seconda Guerra Mondiale

Guerra Russia Ucraina, Vladimir Putin ha bruscamente svegliato l'Europa 

Se un uomo, dopo una lunga fatica e una lunga veglia, finalmente dorme saporitamente, non bisogna svegliarlo. Ma se si è sviluppato un incendio, e si può ancora fuggire, mentre in futuro ciò sarà impossibile, bisogna assolutamente scuotere colui che dorme. Lo si disturberà, ma sarà per il suo bene. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Europa Occidentale ha voluto riposarsi e non pensare a niente (se non a fanfaluche buoniste) ma ora Vladimir Putin l’ha bruscamente svegliata e tutto è cambiato. La realtà che l’Occidente ha visto è talmente brutale, talmente dolorosa, talmente innegabile che, anche se volesse tornare alle convinzioni di prima, non potrebbe. Le verità di Fede – come la naturale concordia degli esseri umani, l’universale rifiuto della violenza, e la pace bene supremo per tutti - richiedono la collaborazione dei soggetti, cioè il loro “voler credere”. Le verità di ragione invece si impongono a tutti anche quando vorrebbero che le cose stessero diversamente. Ed ecco siamo ad un tornante della storia.

Per quanto a lungo possa durare,  la guerra d’Ucraina finirà. Ma mentre molte guerre impongono soltanto qualche spostamento di confini, questa, anche se attualmente appare “regionale”, aprirà una nuova epoca. Nuova rispetto alla precedente, ma antica nella sostanza. Cioè si ritorna al buon senso. La realtà – di cui il buon senso è il riflesso soggettivo - insegna che la guerra è un fenomeno eterno e che spesso scoppia per ragioni stupide: ambizioni, false informazioni, paranoie, fanatismi, tutta una serie di motivi che poi, retrospettivamente, sembrano incredibili

Forse la spiegazione di tutto è semplicemente etologica: la specie umana è una specie che fa guerre. E ogni tanto questo stupido istinto prevale. Ma la guerra – seppure ad un prezzo spropositato - insegna delle nozioni utili. Per esempio che le frontiere non vanno soltanto tracciate ma difese. Che le spese militari non sono uno spreco ma una necessità: poco importa che ora non piova, l’ombrello bisogna averlo per quando pioverà. Che chi non è in grado di difendersi rischia la schiavitù. Che se, durante la prevaricazione sul vicino, “ci voltiamo dall’altra parte, perché la cosa non ci riguarda” - come scrisse in quella famosa pagina Martin Niemöller -  poi anche noi saremo lasciati soli, quando la prevaricazione riguarderà noi.

Che se per imprudenza e  per qualche comodità ci lasciamo andare a dipendere da qualcuno, potrà venire il giorno in cui quel qualcuno ci ricatterà. Proprio perché dipendiamo da lui. Che è meglio soffrire di qualche privazione per mantenere la pace, che vivere bene fino al giorno in cui si sarà in guerra senza esservi preparati. Essendo per ciò stesso condannati alla sconfitta. Nel caso dell’Italia forse si imparerà anche che l’ecologia è una bella cosa, ma bisogna obbedirle con giudizio. Non si può mettere il carro dinanzi ai buoi. Basta guardare al presente: dopo aver parlato di “energia verde” per decenni, e dopo aver detto “no” a tutto, venuto il momento della difficoltà piangiamo dinanzi al rubinetto del gas. E dobbiamo sperare che il carbone ci salvi.

L’Occidente ha vissuto scioccamente per decenni. Ancora oggi abbiamo un Matteo Salvini il quale dice (28.04.2022) che “Più spediamo armi in Ucraina, più tardi avremo la pace”. Senza capire che sta dicendo: “Più spediamo armi in Ucraina, più tardi l’Ucraina si arrenderà”. Dunque quello che lui desidera è la resa dell’Ucraina e, con essa, quella dell’Occidente. Con simili leader non abbiamo bisogno di nemici.

Purtroppo non è l’unico a sragionare così e la cosa non è stupefacente. Non si possono spargere sciocchezze a piene mani, per decenni e decenni, in tutte le sedi, in tutte le occasioni, dalla scuola ai giornali, dai pulpiti ai dibattiti televisivi, senza che la salute mentale della nazione ne risenta. Ecco perché si parla di un cambiamento epocale. Perché un uomo che sogna può credere qualunque cosa, ma la realtà non lo consente. La differenza fra le masse vittime della demagogia e la saggezza dello storico è che questo ha la nozione di come si comporta l’umanità nell’arco dei millenni, mentre le masse la realtà la percepiscono soltanto quando ci sbattono il muso. Come dice quella famosa espressione: “vedono la luce soltanto quando ne percepiscono il calore”. Dalla fiamma bisogna guardarsi soltanto perché la si è vista, non bisogna aspettare di scottarsi.

Ecco perché si diceva che comunque questa guerra lascerà l’Europa cambiata per molti decenni. Perché se vincesse la Russia sentiremmo sulla nostra pelle l’effetto della scottatura. E se vincesse l’Occidente, significherebbe che – miracolo! - ha capito che la fiamma della candela può far luce, ma può anche far altro. Che tristezza, che sia stato necessario un cataclisma continentale, e forse mondiale, per far capire cose tanto semplici.

 

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