A- A+
Esteri
Usa, metà degli americani vuole avere armi in casa

Usa, circa il 50% degli americani non vuole cambiare la legge sulle armi

Perchè le stragi di massa succedono sempre in America? Si sono chiesti centinaia di milioni di spettatori in tutto il mondo di fronte all’ennesima sparatoria che ha causato la morte di diciannove giovanissimi studenti, delle loro due maestre e del killer, più o meno ventenne. Da giorni si susseguono conferenze stampa di governatori, politici, sceriffi, polizia e dello stesso presidente che presentano cordoglio, motivi, indignazione ma che appaiono più un rito consolidato che non una vera e propria voglia di cambiare. E la risposta al perchè tutto questo accade quasi sempre in Usa, purtroppo, è molto più semplice di quanto ci si immagini e si spiega in quattro verità : solo la metà degli americani è favorevole a rivedere l’attuale legislazione sulla proprietà delle armi (secondo un recente sondaggio Gallup), l'industria che le produce è una tra le più potenti negli Stati Uniti e investe milioni e persone nell’attività di lobby, i politici sembrano o non vogliono essere capaci di cambiare le regole in maniera drastica e, come ultimo, nel paese è detenuta quasi la metà delle pistole e dei fucili registrati nel mondo (393 milioni, su un totale di 857 milioni). Un diritto, quello di portare le armi, garantito nel paese dal Secondo Emendamento della Costituzione.

Usa, la definizione di "sparatoria di massa"

Per entrare a pieno titolo sotto la denominazione “sparatoria di massa” è necessario che l’evento sanguinoso provochi la morte di non meno di 4 persone, escluso il killer, e che le vittime non siamo membri dello stesso nucleo familiare. Fino ad ora, nel 2022, sono state registrate circa 200 sparatorie di massa. La più grave del 2022 era stata quella di maggio a Buffalo, quando Payton Gendron, diciottenne suprematista bianco ha ammazzato 13 persone in supermercato dello Stato di New York (10 afroamericani). Il triste record è stato battuto nel Texas Salvador Ramos (18 anni) che ha ucciso 19 bambini e due insegnanti prima di venire a sua volta colpito a morte dalla polizia. Ma sembra che la violenza, in parte inconsapevole, sia nel DNA del paese e rientri in una certa normalità, quasi qualcosa di ineluttabile. Grande scalpore e indignazione fece il massacro della Sandy Hook Elementary School di Newtown, nel Connecticut (successiva alla Columbine High School nel 1998). Adam Lanza, 20 anni, uccise 26 persone: 20 bambini tra i sei e  sette anni. Il resto, lavoratori scolastici. Da quel dramma nacque un disegno di legge per aumentare il controllo delle armi ( che non riuscì ad ottenere il sostegno di 46 dei 100 membri del Senato). Causa prima il "filibusteryng" tra i partiti (una sorta di ostruzionismo). In un secondo tempo l'iniziativa è ripartita a livello bipartisan con senatori Joe Manchin III (democratico) e Patrick J. Toomey (repubblicano).

Usa, in un decennio 3500 sparatorie di massa

Da allora, secondo il Gun Violence Archive, organizzazione che monitora monitoraggio la violenza nel Paese, ci sono state 3.500 sparatorie di massa. In scuole come Newtown (Connecticut, 2012) e Parkland (in Florida, nel 2017) o nelle chiese di quartieri afroamericani, discoteche gay (Orlando, 2016), festival della musica (Las Vegas, 2017), sinagoghe (Pittsburgh, 2018), supermercati (El Paso, 2019 e Buffalo, 2022) o centri massaggi asiatici ( Atlanta, 2021).  I politici sembrano non essere in grado di cambiare la legge. E il rito usuale è quello di ripetere in dichiarazioni pubbliche dopo ogni evento lo stop alla violenza senza se e senza ma. Però fino ad ora nulla è cambiato. Uno dei grandi problemi nel portare avanti la legislazione contro le armi è che l'industria che le produce è tra le più potenti e impiega milioni di persone e dollari nel fare lobbying su Washington. Il Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives ha appena pubblicato un rapporto in cui si afferma che, tra il 2010 e il 2020, la produzione di armi è raddoppiata di anno in anno. E la pandemia ha solo peggiorato le cose: con i tassi di criminalità in aumento nelle grandi città, nel 2020 hanno battuto il record di tutti i tempi, con 22,8 milioni di unità vendute negli Stati Uniti. Il secondo anno migliore è stato il 2021. Un altro dei grandi paradossi è che questo non ha contribuito a rendere il Paese un luogo più sicuro.

Usa, nemmeno il Presidente riesce a fare cambiare lo "status quo"

Niente è abbastanza per cambiare le leggi americane. Nemmeno che Joe Biden sia stato da sempre contro le armi. Fin dal 1994, quando da senatore del Delaware, aveva sostenuto una regola che vietava le armi d'assalto e le cartucce ad alta capacità. Bill Clinton l'ha firmata ed è rimasta fino al 2004, cancellata da George Bush Jr. Ogni volta che si verifica una disgrazia tutti i politici americani pensano a quello che si potrebbe fare ma alla fine, dopo l’emozione, si ritorna al punto di prima. Questa è una delle grande ipocrisie del paese a stelle e strisce.

Leggi anche: 

Pd agitato verso il voto. Ex renziani falcidiati. Quote candidature. Mappa

A&F, il tracollo del brand: tra l'accusa di razzismo e la picchiata in borsa

L'altra faccia di Gianluca Vacchi: dai soldi (di famiglia) ai video "Mr Enjoy"

Scaroni da Perrino al Festival dell'Economia: da professione manager al Milan

Condé Nast, "profetico" annuncio dell'ad: "Il cartaceo non tira più"

Roma, festa dei giocatori: interrompono la conferenza di Mourinho e... VIDEO

Axpo Italia, firmato accordo PPA con GR Value Development

Solar Ventures, Appendino: "Il fotovoltaico è in grande crescita"

SEA, Air Canada lancia il collegamento non-stop tra Milano Malpensa e Montreal

Iscriviti alla newsletter
Commenti
    Tags:
    armibidenstragetexasusa





    in evidenza
    Fagnani in crisi con Mentana? L’indizio rivelatore che incuriosisce

    La coppia più famosa del giornalismo

    Fagnani in crisi con Mentana? L’indizio rivelatore che incuriosisce

    
    in vetrina
    Fuorisalone, la guida di Affari agli eventi della Milano Design Week 2024

    Fuorisalone, la guida di Affari agli eventi della Milano Design Week 2024


    motori
    Fiat: Partner di Torino Capitale della cultura d’impresa 2024

    Fiat: Partner di Torino Capitale della cultura d’impresa 2024

    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.