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Startup e... libri. Matteo Cuturello e Librerie in Cloud
Matteo Cuturello

Torniamo a parlare di startup, il modo più giovane e dinamico di fare impresa, coniugando idee, intraprendenza, fatica e innovazione.

Oggi ne parlo con Matteo Cuturello, ventiduenne, studente all'ultimo anno di Scienze della Comunicazione alla Cattolica di Milano, nonché CEO e founder di Librerie in Cloud.

Si tratta di una startup che sta nascendo proprio in questo periodo, per mettersi al servizio delle librerie ma che offre anche tante altre potenzialità.

In un periodo in cui si parla tanto della crisi delle librerie indipendenti che lottano contro i grandi colossi, potrebbe essere questa una soluzione?

 

Matteo, mi hai raccontato che tutto ha avuto inizio dai tuoi studi e da una community creata un paio di anni fa. Ce ne vuoi parlare?

Volentieri! Ho creato Readbook - così si chiamava la community - insieme a 5 amici e compagni di corso. Tutto è nato all’università, dovevamo creare una campagna di sensibilizzazione e come tema abbiamo scelto la lettura: sono troppi i giovani che non leggono neanche un libro all’anno. Alcuni risultati li abbiamo ottenuti: uno tra tutti è riuscire ad avere circa 2.500 utenti nel giro di un anno.

Cosa ti ha spinto poi a fare il grande passo, creare una startup e diventare imprenditore?

È stato lo sbocco naturale di quanto abbiamo costruito in quasi due anni di lavoro. Non poteva essere altrimenti, non sarebbe stato giusto lasciare a metà o – peggio – senza futuro quello che avevamo realizzato!

Parlaci di Librerie in Cloud; come funziona e che servizi offre?

Librerie in Cloud è un servizio che si rivolge a librai e lettori (in gergo è un servizio B2B2C, ma a me piacciono le cose semplici!).

Ai primi offriamo un gestionale in cloud con il quale possono gestire – appunto – la loro libreria.

Chiunque, poi, potrà trovare il libro che vuole leggere e sapere con esattezza in quale libreria questo è disponibile. Qui avrà due possibilità: acquistarlo direttamente dalla nostra piattaforma (senza nessun costo aggiuntivo) oppure prenotarlo e ritirarlo in libreria in una finestra di 4 ore.

Questo è solo l’inizio, saremo online tra un mesetto circa.

Mi accennavi di tante altre potenzialità che la tua startup potrebbe offrire. Ci puoi svelare quali sono i tuoi progetti futuri?

Nell’immediato futuro vogliamo dare l’opportunità ai librai di poter gestire gli eventi che organizzano. Una libreria non è solamente un negozio, ma crea una sorta di ecosistema nelle sue immediate vicinanze, che è una cosa preziosissima. Veniamo dal mondo dell’università e sicuramente gli studenti universitari saranno i primi ai quali ci rivolgeremo.
Poi toccherà alle biblioteche, alle scuole superiori e ci apriremo al mercato del libro usato, probabilmente.

Il nostro è un sistema altamente scalabile: chissà che tra un anno non ci siano già la versione spagnola, tedesca e inglese!

Abbiamo tante cose in mente e sono sicuro che con il tempo riusciremo a metterle online tutte quante! Ovviamente siamo aperti a qualunque tipo di suggerimento.

Sappiamo che è un periodo difficile per le librerie indipendenti, soffocate dalle grosse catene. Pensi che la tua idea possa essere di aiuto per contrastare questo trend?

Lo spero molto. Come ho detto prima, una libreria non è un mero negozio. È qualcosa di prezioso, che ha bisogno di essere protetta dallo strapotere dei grandi a vantaggio di tutti. Con un servizio come il nostro vogliamo andare proprio in questa direzione: unire maggiormente librai e lettori.

In base alla tua esperienza, ancora in itinere, cosa significa per un ventenne creare, in Italia, una startup e iniziare così a fare impresa?

Ho respirato quest’aria fin da quando sono nato. Iniziare a fare impresa, a ventidue anni, studiando, in Italia significa fare tanta fatica, tanti sacrifici ma ottenere anche tante, tante soddisfazioni. La più grande è vedere che quello che hai messo in piedi può aiutare tante persone a fare qualcosa di banale, se vogliamo. Se posso riassumere: è dura, ma ne vale davvero la pena!

Sappiamo quanto sia importante un buon team per avviare una impresa di successo. Chi forma la squadra di Librerie in Cloud e quali sono le competenze necessarie per creare una startup di questo genere?

Ho due sviluppatori che mi affiancano nel progetto. Io stesso ho iniziato circa 4 anni fa a realizzare qualche sito per piccole aziende e questo mi ha aiutato molto a partire, conoscevo già che cosa mi sarei trovato ad affrontare.

Avere un team affiatato è la chiave per riuscire a fare bene, senza di quello non si va molto lontano.

Domanda classica; che consigli daresti a un tuo coetaneo che volesse lanciarsi in un'impresa come la tua?

Di credere fino in fondo in quello che fa. Questo in tutto, ovviamente, ma in questo campo è un concetto che vale più di tutto. Avere passione è la chiave di tutto: senza di quello non si va da nessuna parte. E poi pensare sempre, sempre allo step successivo, anche mentre stai lavorando nel concreto. Bisogna sempre avere una mente aperta e guardare lontano, anche perché gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo!

Abbiamo parlato di “cloud”, un termine che, per molti, è ancora sconosciuto e genera... terrore! Di cosa si tratta?

Niente paura! Non si tratta altro che rendere disponibile una risorsa (che sia un programma, una immagine, un video ecc) in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo e con qualunque dispositivo.

È davvero più facile a farsi che a dirsi. Anzi, meglio, facciamo tutto noi, non rimane altro che scrivere il titolo del libro desiderato, schiacciare “invio” e appaiono i risultati ordinati in base alla distanza di chi ha effettuato la ricerca e le librerie intorno a lui.

Per concludere, abbiamo detto che sei giovanissimo, ancora uno studente universitario. Come riesci a coniugare i due lati di Matteo, ragazzo, studente ma ora anche imprenditore?

Insomma! Soprattutto durante le varie sessioni di esame è davvero dura perché bisogna riuscire a conciliare lo studio con il lavoro.

Però, come ci siamo detti prima, è la passione in quello che fai che muove tutto, e allora si portano a termine tutti gli obiettivi, uno dopo l’altro.

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi” e di “Penombra”, edito da Eretica Edizioni. Collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate.

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

 

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