Guerra, 4000 scienziati russi: “Non potremo mai più lavorare”
La guerra in Ucraina sta provocando una forte protesta in Russia, sono sempre di più le persone che si oppongono alla decisione di Putin di attaccare e distruggere quello che lui considera il nemico, ma che per molta gente invece è amico. “È una guerra priva di senso e fondamento. Con Kiev abbiamo combattuto il nazismo”. Queste sono le parole nette – si legge sulla Stampa – e inequivocabili su cui un gruppo di 4000 uomini e donne di scienza ha deciso di mettere nome e faccia per divulgarle al mondo, rischiando ritorsioni e limitazioni della libertà. Oltre seimila, riferiscono fonti di stampa, sono infatti le persone fermate negli ultimi giorni in Russia per aver partecipato a manifestazioni pacifiche di dissenso contro la guerra di aggressione all’Ucraina.
“La responsabilità dell’avere scatenato una nuova guerra in Europa – prosegue la Stampa, che riporta l’appello degli studiosi – è tutta della Russia. Per questa guerra non ci sono giustificazioni. L’Ucraina – ricordano – è stata e continua ad essere un Paese a noi vicino. Molti di noi hanno parenti, amici e colleghi che condividono le nostre ricerche scientifiche. I nostri padri, nonni e bisnonni hanno combattuto assieme contro il nazismo. «Scatenando questa guerra – constatano gli studiosi – diventeremo un Paese-paria. Questo significa che noi, studiosi e scienziati, non potremo più svolgere il nostro lavoro come abbiamo fatto finora in quanto la ricerca scientifica è impensabile senza la collaborazione con colleghi stranieri. La Russia si è autocondannata a un isolamento interno che è una minaccia per la sicurezza del nostro Paese. La guerra è ingiusta e manifestamente priva di senso“.
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