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Esteri
Guerra Ucraina, Putin apre sul grano. Tensione Russia-Cina per i mancati aiuti

Putin apre sul grano, ma l'Ucraina accusa: "Rivendono il nostro"

L'ambasciatore ucraino ad Ankara accusa la Russia di essersi impossessata del grano ucraino e di averlo spedito in molti paesi inclusa la Turchia. "La Russia ha vergognosamente rubato grano ucraino e l’ha inviato aldilà del mare dalla Crimea fino alla Turchia", ha detto l'inviato di Kiev ad Ankara Vasyl Bodna. "Noi abbiamo chiesto alla Turchia un aiuto per risolvere il caso", ha aggiunto in un messaggio su Twitter. L'Ucraina era il maggior esportatore di grano e olio di semi di girasole prima dell’invasione russa del 24 febbraio scorso. La Turchia ha cercato di mantenere un delicato equilibrio tra Kiev e Mosca. Come componente dell’Alleanza Atlantica ha inviato droni da combattimento all’Ucraina e si è assunta un ruolo di mediazione il conflitto, ma si è trattenuta dall'imporre sanzioni alla Russia dalla quale dipende per grano ed energia. Ankara ha anche offerto, su richiesta delle nazioni unite, aiuto per assicurare i corridoi marittimi sicuri per l’export del grano ucraino. Il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov sarà in Turchia mercoledì per discutere la questione. I prezzi del cibo sono schizzati verso l’altro da quando è iniziata la guerra, con paesi in Africa e nel Medioriente particolarmente a rischio se il grano non sarà esportato dato che le navi russe bloccano o i porti dell’Ucraina nel Mar Nero. 

Guerra Ucraina, tensione Russia-Cina sui mancati aiuti da Pechino

Il governo russo ha inviato numerose richieste d’aiuto a Pechino perché gli garantisca un sostegno più solido nel pieno della guerra in Ucraina, ma la Cina avrebbe posto una serie di limiti. Lo riporta il Washington Post, che cita fonti dell’amministrazione americana e cinese.  In almeno due occasioni, Mosca avrebbe fatto pressione su Pechino perché desse un forte sostegno economico. Lo scambio di opinioni sarebbe stato “teso”. Il giornale non è a conoscenza del dettaglio delle richieste avanzate dalla Russia, ma ci sarebbe quella di “rispettare gli impegni commerciali” fissati tra i due Paesi alla vigilia dell’invasione dell’Ucraina. Nel pacchetto ci sarebbe anche la tecnologia e la fornitura di microchip, la cui carenza sembra aver messo in ginocchio l’esercito russo.

Più fonti parlano di aerei rimasti a terra perché privi di rifornimenti tecnologici. Con l’embargo deciso dai Paesi occidentali, il ruolo della Cina come fornitore diventa ancora più strategico, ma Pechino sembra essere rimasta tiepida per non compromettere i rapporti con l’Europa e con gli Stati Uniti. “La Cina - riporta il giornale di Washington, citando una fonte dell’amministrazione di Pechino - ha chiarito la sua posizione riguardo le sanzioni illegali nei confronti della Russia, ma Mosca deve capire che non possiamo ignorare la nostra situazione in questo dialogo. La Cina agirà sempre nel massimo interesse del popolo cinese”.

Il presidente Xi Jinping avrebbe chiesto ai suoi più stretti consiglieri di trovare il modo di aiutare finanziariamente la Russia, ma senza aggirare le sanzioni. Questa linea equidistante, ha commentato un funzionario dell’amministrazione americana, “è difficile e non sufficiente per superare lo stallo russo”. “Ciò che la Cina sta facendo - ha aggiunto la fonte Usa - è appoggiare la Russia, ma inviando pubblicamente un messaggio di neutralità e che non sia compromettente dal punto di vista finanziario”. La stessa Washington, finora, ha detto di non aver registrato un “tentativo sistematico” della Cina di aiutare la Russia, e non ci sono segnali di concreti aiuti militari. 

Guerra Ucraina, nel mirino di Usa e Ue gli yacht e l'amante dello zar

Intanto l’Fbi individua quattro panfili schermati da una società monegasca: punita la ginnasta Kabaeva e l’oligarca proprietario di Villa Altachiara. Come scrive la Stampa, "per la prima volta viene colpito lui, Vladimir Putin. Gli Stati Uniti vanno a sanzionare asset collegati al presidente della Federazione Russa tra cui quattro nuovi yacht che gli americani considerano suoi, oltre l’ormai famoso Scheherazade (sequestrato a Marina di Carrara da Mario Draghi) e tre società in paradisi fiscali offshore, e ieri l’Europa – resistendo ad alcune pressioni in extremis arrivate da Orban - ha colpito la compagna di Putin, Alina Kabaeva, vietandole l’ingresso in tutti i Paesi dell’Unione e ordinando il sequestro degli asset a lei riconducibili. Andare a caccia del tesoro personale di Putin non è, chiaramente, un segno di appeasement".

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