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Medicina
Cancro al retto, un farmaco fa la differenza: 18 pazienti guariti
(Fonte: Pexels)

Cancro, un farmaco potrebbe curarlo: 18 pazienti sono guariti

Piccolo miracolo dagli Stati Uniti: dopo l’assunzione di un farmaco, a 18 pazienti con il cancro del retto si è verificata una remissione completa. Il tumore è svanito. Lo rivela il New York Times. I risultati, sponsorizzati dalla casa farmaceutica GlaxoSmithKline, sono sorprendenti: non esistono studi simili negli USA. Il dottor Luis A. Diaz Jr. del Memorial Sloan Kettering Cancer Center è entusiasta: “Credo che questa sia la prima volta che accade nella storia del cancro”.

Il farmaco in questione è il dostarlimab, un inibitore dei checkpoint immunitari. Il medicinale, assunto ogni tre settimane e dal costo di 11.000 dollari a dose, causa forti reazioni avverse. In questo caso nulla di ciò è avvenuto. La dott.ssa Andrea Cercek, oncologa del Memorial Sloan ha così commentato la sorpresa: “Ci sono state molte lacrime di gioia”.

Bisogna andarci con i piedi di piombo però. Il dottor Venook, specialista del cancro del colon-retto all’università della California ha così commentato il risultato: “O non hanno curato abbastanza pazienti o, in qualche modo, questi tumori sono semplicemente diversi”. Rapido il commento della dot.ssa Hanna K. Sanoff del Lineberger Comprehensive Cancer Center dell'Università della Carolina del Nord: “Si sa molto poco sulla durata di tempo necessario per scoprire se una risposta clinica completa al dostarlimab equivale a curare”.

In realtà, l’idea dello studio con inibitori ha un’origine lontana. Nel 2017 il dottor Diaz e ha condotto uno studio clinico su 86 persone con cancro metastatico con origine in varie parti del corpo; l’utilizzo di un farmaco inibitore ha ridotto i tumori nel 10% dei partecipanti al trial. Il dottor Diaz, collaborando con la dottoressa Cercek, hanno perseverato, spostando lo studio sui pazienti con tumore al colon. La 38enne Sascha Roth affetta da cancro, è stata la prima ad affidarsi alle cure di Diaz e Cerek. Son passati due anni dalle cure con farmaco inbitore e Sascha sta bene, nessuna ricaduta all’orizzonte.

 

 

 

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