A- A+
Imprese e Professioni
COVID-19. La burocrazia può fermare la produzione di mascherine sanitarie?

La burocrazia è un tumore maligno?

Siamo nell’operosa Toscana, in una cittadina, Montale, posta fra i comuni di Pistoia e Prato. In quel luogo da molti anni è operativa un’azienda che possiamo definire di eccellenza italiana, poiché da circa 40 anni produce, fra l’altro, dispositivi medici come, ad esempio, piani di riposo, sistemi posturali, maglieria bioenergetica: per documentare la qualità produttiva, questa azienda ha ottenuto, nel lontano 1988, un certificato ISO 2000.

Mascherine sanitarie

Dopo il DCPM dell’11 marzo, si era prospettata la necessità di iniziare la triste procedura della cassa integrazione per i dipendenti ed invece è stato deciso di iniziare la conversione della produzione in mascherine sanitarie.

In tempo assai breve, il Ministero della Salute, forse consapevole della gravità della situazione, ha concesso le necessarie autorizzazioni ed è stato riorganizzato il sistema di vendita onde evitare accaparramenti ed ingiuste speculazioni.

Alcuni giorni fa l’ufficiale responsabile della logistica di un famoso corpo militare ha preso contatto con l’azienda poiché, dopo inutili tentativi fatti anche all’estero, intendeva acquistare un numero consistente di mascherine sanitarie (circa 25.000), ovviamente senza finalità speculative, ma nella prospettiva di distribuirle alle numerose persone che necessitavano con urgenza di questo elementare, ma efficace, mezzo di difesa dal contagio.

L’OTTUSITA’ DELLA BUROCRAZIA

E’ allora iniziata una, ad oggi inutile, battaglia contra l’ottusità burocratica. Infatti, in primo luogo, per poter contrarre con la Pubblica Amministrazione, è necessario essere iscritti al MEPA, sigla oscura, ma che dovrebbe garantire la qualità gli acquisti effettuati presso privati, da parte della Pubblica Amministrazione.

Chiediamo allora al titolare dell’azienda, il sig. Massimo Banchi, come si è svolta la vicenda.

Massimo BanchiMassimo Banchi

“La richiesta è stata effettuata immediatamente, ma senza esito; svolti i necessari accertamenti siamo stati informati che per un acquisto di questa entità erano necessari almeno 45 giorni e soltanto con un acquisto di gran lunga inferiore si poteva superare l’ostacolo del MEPA. Alla nostra obiezione, che nel frattempo potevano aumentare i contagi, la risposta è stata evasiva ed irresponsabile alla luce di quanto stava succedendo in questo Paese”.

Siete riusciti a sbloccare la situazione?

Dopo ulteriori colloqui, abbiamo scoperto che cosa bloccava l’iter della nostra richiesta: il BURT dell’azienda era irregolare, perché era ancora in corso la rateizzazione dei versamenti contributivi, che salvo errore, è prevista dalla legge e non è la dimostrazione della scarsa affidabilità di un imprenditore”

Scusi la mia ignoranza, ma che cos'è il BURT?

“Ha ragione, lei è di Milano e questa sigla non le è familiare. Il BURT è il Bollettino Ufficiale della Regione Toscana, lo strumento legale di conoscenza delle leggi regionali, dei regolamenti e di tutti gli atti in esso pubblicati. Per le amministrazioni è uno strumento per garantire la trasparenza sui propri atti.”

Ah, capisco. Allora la vostra proposta di produrre urgentemente mascherine si è arenata solo per un ostacolo burocratico?

“No, pensiamo che la nostra insistenza di voler comunque procedere alla fabbricazione ed alla successiva consegna di queste mascherine abbia scalfito, almeno in parte, il muro di gomma del sistema burocratico. Per questo l’azienda attende con fiduciosa speranza che questa pratica “si sblocchi” e che queste mascherine siano consegnate alle persone che hanno urgenza di disporne”.

In alternativa che cosa avete in mente di fare?

“Se ciò non avvenisse, sta prendendo piede l’idea di donare, tramite le Prefetture di Pistoia e Prato, queste mascherine, nella convinzione che almeno servano a quanti ne avranno bisogno.

Una domanda forse ovvia, ma assai spontanea sembra doverosa: quanti contagi si potevano evitare, nel frattempo, e forse quante persone potevano sopravvivere?”

Non dev’essere un impegno da poco regalare migliaia di mascherine

“Noi non ci possiamo permettere di regalare 23.650 mascherine, ma una parte possiamo donarla, se questo potesse essere il pretesto per contribuire a far capire che la malattia più grave del nostro Paese non è il Covid-19, ma la Burocrazia.
Per il Covid-19 ragionevolmente a breve verranno trovate medicina e vaccini, ma per la Burocrazia ???”

In effetti, come ci suggerisce l’avv. Gaetano Berni che sta seguendo la vicenda, “se siamo in uno stato di guerra è impensabile che non sia sospesa l’efficacia di numerose disposizioni amministrative, che riguardano l’efficienza degli interventi preventivi e curativi di questo morbo. Si può immaginare se l’invio di alimenti ai soldati in zona di guerra possa essere ritardato dalla mancanza di qualche timbro...”

GLI ASPETTI EMOTIVI

Torniamo a lei, sig. Banchi: mi sembra che questa situazione l’abbia molto coinvolto emotivamente

A me di questa vicenda rimane l'amarezza di essere rimbalzato sul muro di gomma della burocrazia e la vicinanza umana, la solidarietà, con gli interlocutori che si devono districare tutti i giorni in questa malattia tentacolare. Di positivo mi rimangono le telefonate, anche la sera dopocena, con l'ufficiale addetto agli acquisti che voleva per forza le nostre mascherine perché garantivano il miglior rapporto prezzo qualità (ed erano made in Italy) e mi rimane la telefonata con il Capo di Stato Maggiore, che di fronte alla mia offerta di donazione di una parte dell'ordine, che non sarebbe mai arrivato ... io non riuscivo a parlare per il groppo alla gola ... Lui dopo un breve  silenzio è riuscito a dire "ci ricorderemo di lei....".

Veramente una vicenda assurda, ma che fa scoprire il vero valore delle persone

“Sì, ricordiamo che siamo fratelli, uniti in un momento difficile. Ma ci ricorderemo anche dei meccanismi perversi della Pubblica Amministrazione. Non è giusto. Sì, forse il sentimento predominante è il senso di ingiustizia. Noi siamo una piccola media impresa, come tantissime abbiamo problemi finanziari. Prima di non pagare dipendenti o fornitori preferiamo rateizzare i contributi Inps. Non siamo mosche bianche e siamo additati come evasori. Moralmente colpevoli. Non è giusto.”

Cerchiamo di sottolineare i nostri veri valori, quelli positivi

“Mi creda. La supremazia morale non ce la possono togliere: quando dobbiamo fare qualcosa per la nostra famiglia, per i nostri clienti, per i nostri dipendenti, per il nostro Paese noi Italiani lo facciamo. Senza proclami, senza medaglie e senza riconoscimenti. Ci rimbocchiamo le maniche e lavoriamo. Ma, verosimilmente, continuando talvolta ad essere considerati degli evasori criminali. Non è giusto.”

Loading...
Commenti
    Tags:
    covid-19burocraziamascherine sanitariegaetano bernimassimo banchitrendiest newscoronavirus
    Loading...
    i più visti
    

    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare
    motori
    Nuova 500 3+ 1 prezzi da 31.900 euro per la Passion

    Nuova 500 3+ 1 prezzi da 31.900 euro per la Passion


    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it
    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2020 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.