Economia
Stellantis, la cinese Leapmotor verso la produzione di auto elettriche in Polonia. Scalzato Mirafiori

Secondo rumor stampa, Leapmotor (con la quale Stellantis ha una joint venture) produrrà le proprie elettriche in uno stabilimento polacco e non italiano
Stellantis, niente Italia per la cinese Leapmotor: produrrà le auto elettriche nello stabilimento polacco di Tychy
L’Italia perde un’occasione d’oro. La casa automobilistica cinese Leapmotor, al contrario di quanto emerso su una possibile produzione di auto elettriche nello stabilimento Stellantis di Mirafiori, potrebbe invece costruire i propri veicoli in Polonia.
Nel dettaglio, secondo Reuters, la società con cui lo scorso anno Stellantis ha siglato un accordo per diventare partner con il 21% delle quote e per avviare una joint venture, potrebbe cominciare a realizzare la sua city car elettrica T03 nell’impianto di Tychy.
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Come scrive Milano Finanza, secondo quanto riportato da una fonte attendibile, sembra che la produzione di veicoli elettrici possa avviarsi già nel corso del secondo trimestre dell'anno. Questo avverrà attraverso l'impiego della cosiddetta tecnica di assemblaggio semi-scomposto (SKD), un metodo che prevede la trasformazione di kit parzialmente assemblati in prodotti finiti.
Si prevede che l'impianto designato per questa operazione sia situato in Polonia, dove Stellantis attualmente opera producendo, ad esempio, automobili a marchio Fiat. Questa collaborazione mira a introdurre sul mercato europeo e nordamericano modelli di veicoli elettrici competitivi in termini di prezzo, al fine di competere efficacemente con i produttori cinesi di auto elettriche.
Nonostante i piani ambiziosi, occorre tener presente che ci sono ancora degli ostacoli da superare. Attualmente, la joint venture tra Stellantis e Leapmotor non è ancora pienamente operativa, poiché il processo di approvazione regolamentare è ancora in corso e non è stato ancora completato.
Negli ultimi tempi, si è assistito a un significativo ingresso dei costruttori automobilistici cinesi nel mercato europeo con una vasta gamma di modelli di veicoli elettrici a basso costo. Questo fenomeno ha innescato una sorta di corsa tra le storiche case automobilistiche europee per sviluppare veicoli elettrici altrettanto convenienti e competitivi.
L'arrivo dei veicoli elettrici a basso costo provenienti dalla Cina ha rappresentato una sfida importante per i marchi automobilistici tradizionali in Europa. La pressione per offrire veicoli più accessibili è diventata sempre più evidente, poiché i consumatori sono sempre più inclini ad adottare soluzioni a basso impatto ambientale.
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Questo scenario ha spinto le case automobilistiche europee a concentrare maggiormente i loro sforzi sulla ricerca e lo sviluppo di tecnologie che consentano di produrre veicoli elettrici a costi inferiori, senza compromettere la qualità o le prestazioni. Ciò significa investire in processi di produzione efficienti, nuove tecnologie di batterie e componenti elettrici più economici, nonché strategie di distribuzione e marketing che rendano i veicoli elettrici più accessibili e desiderabili per il pubblico europeo.
Tavolo Stellantis, gli appuntamenti fissati con il Mimit stabilimento per stabilimento
Convocati i primi incontri per l'esame dei singoli stabilimenti produttivi Stellantis in Italia. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha convocato, i primi incontri sugli stabilimenti produttivi di Stellantis in Italia.
Come riporta l’Ansa, il tavolo su Melfi (Basilicata) è stato fissato per martedì 2 aprile, alle ore 15.30; il giorno seguente, mercoledì 3 aprile, alle ore 10.00, sarà il turno del tavolo per il sito di Mirafiori a Torino (Piemonte). Ad annunciarlo, una nota del Mimit.
Gli incontri avranno luogo a Palazzo Piacentini: saranno presenti, oltre al ministro Urso e gli uffici tecnici del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i rappresentanti del Gruppo Stellantis, della Regione interessata, dell'Anfia (Associazione Nazionale Filiera Italiana Automotive) e delle organizzazioni sindacali.
Non solo. Seguiranno analoghi appuntamenti per gli stabilimenti Stellantis presenti in Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Molise. Gli incontri fanno seguito alla conclusione della prima fase del Tavolo Stellantis che si è focalizzata sulle attività dei cinque gruppi di lavoro, così suddivisi: Volumi produttivi e mercato; Competitività ed efficientamento plants; Ricerca, sviluppo e innovazione; Supply chain; Occupazione e formazione.
Un protocollo d'intesa tra Regione Basilicata, parti datoriali, Comune di Melfi, Uilm, Fim, Fismic e Uglm, per il distretto automotive di Melfi (Potenza) è stato sottoscritto nella giornata di ieri.
Come da indicazione delle sigle sindacali - che hanno chiesto la partecipazione attiva al tavolo convocato dal ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, per il prossimo 2 aprile - l'accordo prevede l'obbligo per le aziende di assumere esclusivamente i lavoratori fuoriusciti dal processo produttivo legato all'automotive, compresi quelli in ammortizzatori sociali e Naspi; l'impegno della Regione Basilicata ad abbattere del 20 per cento il costo dell'ammortizzatore sociale, non più a carico dell'azienda; la possibilità di utilizzare strumenti straordinari di cassa integrazione in deroga per i lavoratori fuoriusciti dal settore; incontri trimestrali tra sindacati e Regione per un monitoraggio.
Durante l'incontro sono stati anche presentati i bandi per l'area di crisi complessa. "Siamo solo all'inizio di un percorso - hanno scritto in una nota le organizzazioni sindacali - che sta prendendo forma attraverso i bandi e gli investimenti iniziali. È importante capire che potrebbe essere necessario riconvertire parte del nostro sistema industriale per adattarlo alle nuove attività e ai nuovi lavoratori da riqualificare. Tuttavia, ci impegniamo fermamente nella salvaguardia dei livelli occupazionali".
Stellantis, stretto l'accordo per le uscite volontarie. La Fiom non firma
Inoltre nella giornata di oggi Stellantis ha siglato un accordo quadro, con le organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del Contratto Collettivo Specifico di Lavoro (Ccsl)- ad accezione della Fiom- che definisce le modalita' di individuazione e i trattamenti economici previsti per i lavoratori interessati alla risoluzione del proprio rapporto di lavoro perchè prossimi alla maturazione dei requisiti per usufruire di un trattamento pensionistico o che intendono intraprendere nuovi percorsi professionali. Un portavoce di Stellantis Italia ha fatto sapere a Radiocor che l'iniziativa rientra nell'ambito delle iniziative attuate da Stellantis per affrontare gli effetti del processo di transizione energetica e tecnologica in corso e che sta interessando il settore automotive in tutti i suoi aspetti (Oem e fornitori in tutta Europa), compresi quelli occupazionali, ed e' la prosecuzione naturale di precedenti accordi gia' siglati dall'azienda negli scorsi anni.