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Esteri
Guerra in Ucraina, terrore nucleare. La mappa dei 15 reattori a rischio

Guerra in Ucraina: i russi si avvicinano a seconda centrale nucleare

"Ieri notte sarebbe potuta essere la fine della storia dell'Ucraina e dell'Europa". Dopo ore di bombardamenti e "terrore nucleare", come ha denunciato Volodymyr Zelensky, la centrale atomica di Zaporizhzhia, la piu' grande d'Europa, sulle rive del fiume Dnipro, è finita in mano russa e gli operai lavorano ora "sotto la minaccia delle armi". "Sapevano cosa stavano colpendo, hanno mirato direttamente il sito", ha accusato il leader di Kiev, che ha subito sentito Joe Biden e Boris Johnson, evocando uno scampato rischio di contaminazione sei volte peggiore di Chernobyl.

Le forze armate della Russia si stanno avvicinando alla seconda centrale nucleare più grande dell'Ucraina. Lo ha affermato l'ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, secondo la quale, "le forze russe sono ora a una trentina di chilometri, e stanno continuando ad avvicinarsi, dal secondo impianto nucleare più grande del Paese". Si tratta dell'impianto di Yuzhnoukrainsk nell'oblast di Mykolaiv, nell'Ucraina meridionale.

Guerra in Ucraina, perché le bombe russe rischiano di creare una catastrofe nucleare

Ma la guerra preoccupa davvero tanto per le conseguenze nucleari anche perché l'Ucraina è un sito fondamentale in tal senso. In Ucraina sono in funzione 4 impianti con 15 reattori producono 13.823 megawatt, il 55% del fabbisogno quella di Chernobyl era da 3.800 e causò 65 morti nell’86. Spiega tutto la Stampa: "L’Ucraina ha in funzione quattro centrali nucleari, dotate complessivamente di 15 reattori operativi. Tra queste Zaporizhzhia, la più grande d'Europa, finita giovedì notte sotto attacco e ora controllata dall’esercito russo. Dei 15 reattori 6 sono a Zaporizhzhia. A Nord Rivne, vicina al confine con la Polonia e la Bielorussia, ha 4 reattori. Khmelnitsky, più spostata all'interno del Paese, ne ha due. A Sud Mykolaviv (circa 500 chilometri da Kiev, 130 da Odessa), ha tre reattori funzionanti, non lontano dai territori occupati dalle truppe russe. Tutte insieme, le 4 centrali producono 13.823 megawatt, sufficienti a coprire il 55% del fabbisogno energetico di tutto il Paese. Si aggiunge al conto il sito di Chernobyl (3800 megawatt), teatro della storica esplosione del 26 aprile del 1986, chiuso definitivamente il 15 dicembre 2000 e anch'esso occupato".

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